Il risparmio gestito italiano archivia il primo trimestre dell’anno con una raccolta netta di 8,3 miliardi di euro: risultato attribuibile in massima parte (86% del totale) ai fondi obbligazionari, che hanno portato 7,2 miliardi.
È quanto emerge dalla mappa trimestrale di Assogestioni, associazione di categoria dell’asset management tricolore presieduta da Maria Luisa Gota (Eurizon).
Il dominio dei comparti a reddito fisso è stato lampante: su 6,9 miliardi raccolti dai fondi aperti, gli obbligazionari hanno messo a segno afflussi superiori rispetto al dato complessivo, zavorrato dai pesanti riscatti su azionari (-2,2 miliardi) e bilanciati (-2,8).
Alla fine dello scorso anno su 9,2 miliardi raccolti nel quarto trimestre 2024 dai fondi aperti, gli obbligazionari avevano portato da soli 12,3 miliardi, compensando i pesanti segni meno delle altre due categorie.
Resta il fatto che, sostenuta dagli obbligazionari (e dai fondi monetari che investono in bond a brevissima scadenza e nel primo trimestre hanno portato 3,6 miliardi), la raccolta è riuscita a non far pesare in modo eccessivo l’effetto mercato non favorevole.
Alessandro Rota, direttore dell’ufficio studi di Assogestioni, spiega che «durante il primo trimestre dell’anno l’andamento del patrimonio dei fondi aperti è stato determinato da due spinte di segno opposto, in quanto la raccolta netta positiva per 6,9 miliardi è stata messa a segno nonostante un effetto mercato negativo del -1,3%, che da solo ha sottratto circa 17 miliardi di masse». Il patrimonio complessivo è pertanto sceso da 2.504 miliardi di fine 2024 a 2.489 di marzo 2025.
Per quanto riguarda le gestioni di portafoglio, è stata la componente retail a spingere la raccolta, con 3,3 miliardi nel trimestre (in aumento dai 960 milioni di fine 2024). Un risultato che ha più che compensato i riscatti da 2,2 miliardi sulle gestioni assicurative, portando il saldo complessivo delle gestioni in attivo di 480 milioni. (riproduzione riservata)