In ambito finanziario una modalità di investimento che funge da metronomo dell’investimento è il piano di accumulo (pac) in fondi comuni di investimento, soluzione di risparmio in forma rateale che consente di mettere da parte in modo programmato poco alla volta. Si tratta di una formula abbastanza diffusa in Italia.
Secondo l’ultimo Osservatorio sui sottoscrittori di fondi comuni di Assogestioni la quota dei risparmiatori che investe prevalentemente tramite pac è pari al 21%. Sommando a quest’ultima coloro che investono con forma mista (pic/pac), i sottoscrittori che scelgono una modalità diversa dal pic (piano di investimento in capitale, vale a dire l’investimento in soluzione unica) rappresentano il 39% del totale.
Si profila poi un orientamento generazionale per il pac vista l’attitudine di Millennials e Generazione Z a preferire i piani di accumulo anche perché permettono di investire gradualmente attraverso versamenti periodici che possono avere entità anche molto contenute. Infatti è di oltre il 50% la quota dei sottoscrittori più giovani che investe in questo modo. «Viceversa, oltre il 70% dei Boomers e l’80% della Silent Generation sceglie di investire in un’unica soluzione», spiega Riccardo Morassut, senior research analyst dell’ufficio studi di Assogestioni.
Il piano di accumulo si concretizza nella sottoscrizione di quote di fondi comuni, individuando quello o quelli più adatti rispetto al proprio profilo rischio/rendimento e all’orizzonte temporale di investimento, per un periodo di tempo predefinito. Un pac nello specifico, può coprire un arco di tempo che va da un anno a, anche, durate fino ai 20-25 anni anche se vi sono anche orizzonti temporali ancora più protratti fino a 40 anni.
La periodicità è ampia, con versamenti minimi anche di 50 euro, e può essere mensile, bimestrale trimestrale, semestrale o annuale. Va ancora evidenziato come i piani di accumulo offrono spesso una buona dose di flessibilità ed elasticità con la possibilità anche di modificarne la periodicità o l’importo dei versamenti o di sospenderne momentaneamente per poi riattivarlo o definitivamente, In alcun casi si prevede poi la possibilità di abbinare al progetto di investimento anche coperture assicurative che, in modo gratuito o pagamento, permettono di completare il piano in modo parziale o totale in caso di infortunio, morte o invalidità permanente del sottoscrittore.
Tra le varie offerte, in Bancoposta si può scegliere, oltre alla tipologia di fondi, l’importo dell'eventuale versamento iniziale che dovrà essere di almeno 50 euro, mentre i successivi di 50 euro o multipli. Si può selezionare anche la cadenza dei versamenti, che può essere mensile, bimestrale, trimestrale o semestrale e la durata del piano, che può andare da un minimo di un anno a un massimo di 12 anni.
In Credem l’investimento minimo del pac, che investe in fondi Euromobiliare o nei comparti di Eurofundlux Sicav, è di 50 euro e si può decidere di versare mensilmente, trimestralmente, semestralmente o annualmente. Il pac è sottoscrivibile anche tramite internet banking. Si prevede nella gamma di offerta anche il piano di accumulo protetto che include una specifica polizza di Credemassicurazioni che permette di portare a termine l’ investimento, fino a un massimo di 100 mila euro, in caso si verifichino imprevisti quali la morte da infortunio e la invalidità permanente maggiore del 60% da infortunio. Per poter usufruire della polizza senza costi a carico del cliente, è necessario avere un’età compresa tra i 18 e gli 80 anni e attivare un piano con importo della rata maggiore o uguale a 200 euro al mese, almeno 36 mesi di durata e selezionare uno dei fondi inclusi nell’offerta.
Sella Sgr propone anch’essa un importo minimo iniziale di 50 euro con importi successivi minimi di 50 euro o suoi multipli. La durata prevista può essere di 60-120-180 versamenti con frequenza della rata libera ma suggerimento di periodicità mensile. È possibile sospendere o momentaneamente interrompere il pac senza costi aggiuntivi e modificare in ogni momento le condizioni prestabilite. Per iniziare a investire piccole somme da cinque euro in su, Intesa Sanpaolo propone (accanto ai classici pac che partono da 50 euro, Smart Save che permette di investire in fondi Eurizon direttamente dall'app Intesa Sanpaolo Mobile.
Un’altra soluzione che si basa sulla logica dei pac è quella lanciata in aprile da Pictet Asset Management con il fondo Smart Road to Megatrends che amplia la sicav Multi Solutions creata dal gruppo nel 2024. Si tratta di uno strumento di accumulo che permette di far ruotare in modo graduale il portafoglio passando, nell’arco di 30 mesi, da un fondo 90% bond a un fondo 100% azionario, con l’obiettivo di cogliere le opportunità del reddito fisso nel breve termine e di posizionarsi per approfittare delle tendenze di lungo periodo (megatrend). Grazie al meccanismo interno, ogni volta che il mercato azionario subisce una variazione di cinque punti percentuali, sia in negativo che in positivo, un ulteriore 5% del portafoglio viene trasferito dalla liquidità alle azioni, e viceversa. «Questa soluzione sfrutta a proprio vantaggio la finanza comportamentale per rispondere prontamente alle variazioni repentine del mercato e offrire agli investitori uno strumento flessibile e bilanciato. Inoltre, gli strumenti ad accumulo azionario rendono più rigoroso l’approccio all’investimento, educando al risparmio, e aiutano nella costruzione di portafogli in ottica di lungo termine», dice Paolo Paschetta, country head Italia di Pictet Am che con questa stessa filosofia a giugno ha lanciato il fondo Multi Solutions-Pictet Smart Road to AI, che investe nell’intelligenza artificiale con l’ausilio dell’AI, e che amplia la sicav Multi Solutions. Ma oltre ai vantaggi dei pac vanno considerati anche i costi.
Con questa formula si ripartisce lo sforzo finanziario sostenuto rendendolo maggiormente sostenibile in rapporto al vincolo di bilancio famigliare. Le sottoscrizioni di fondi comuni fatte in tempi diversi permettono poi di beneficiare, in termini tecnici, della diversificazione temporale che costituisce un meccanismo coerente e funzionale a quello che, secondo l’ultimo Rapporto Consob sulle scelte finanziarie delle famiglie italiane, è l'obiettivo prioritario dell’investitore italiano vale a dire la protezione del capitale (81%). Si compra infatti progressivamente in più momenti, a prezzi alti e a prezzi bassi, e alla fine il prezzo di acquisto della quota del fondo comune rappresenterà una media.
Si tratta allora di una modalità che aiuta l’investitore anche da un punto di vista comportamentale, eliminando quello che si definisce fattore market timing. Da un recente studio della Consob (Occasional Paper) emerge che l’incidenza dei fondi comuni nel portafoglio delle famiglie italiane è andata progressivamente crescendo dal 16,6% del 2010 al 53,8% del 2023. Il pac è poi portatore di un significato vantaggio piscologico. Come sottolinea lo specifico sito educativo della Banca d’Italia L’economia per tutti (economiapertutti.bancaditalia.it), sottoscrivendo un pac si può più facilmente evitare che le reazioni emotive ai movimenti di breve termine del mercato portino a decisioni sbagliate. Vi è poi un ulteriore beneficio del piano di accumulo che è rappresentato dall’attivazione di una sorta di salvadanaio automatico che costringe virtuosamente cioè a risparmiare con continuità.
Va valutata in primo luogo la presenza e l’entità di commissioni di ingresso e dei costi amministrativi sui singoli versamenti. Queste commissioni sono di solito di importo contenuto (ad esempio 10 euro all'apertura e al disinvestimento del pac e un euro per ogni versamento delle rate), ma possono incidere nel caso di pac effettuato per cifre basse. A queste spese si aggiungono le commissioni di gestione del prodotto su cui è impostato il pac (fondo comune o Etf) e l’eventuale presenza di commissioni di performance (in relazione ai rendimenti realizzati). Non va poi sottovalutata la componente onerosità in caso di uscita anticipata. Tutti elementi che finiscono per intaccare i profitti del risparmiatore. Ci sono alcune società di gestione che scontano una parte dei costi connessi ai pac, per cui è consigliabile verificare caso per caso chi offre queste campagne promozionali che solitamente sono a tempo. Tra gli strumenti che permettono di limitare i costi ci sono gli Etf.
Su questo fronte gli ultimi in ordine di tempo a lanciare pac in Etf sono stati a giugno Bg Saxo (il broker nato dalla joint venture tra Saxo Bank e Banca Generali) e Moneyfarm. Il pac in Etf (quasi 200 di società quali Amundi, BlackRock e WisdomTree) di Bg Saxo non prevede costi di apertura e gestione né commissioni di negoziazione, nessun deposito minimo e possibilità di impostare i parametri, mettere in pausa o interrompere il piano. Commissioni zero e libertà di sospendere o uscire dal piano in qualunque momento anche per Moneyfarm che offre il piano di accumulo su 250 Etf emessi dai principali asset manager, già presenti sul suo Conto Titoli. (riproduzione riservata)