Azimut brinda ai conti del 2024, chiuso con un utile netto in crescita del 29% a 588 milioni e un dividendo in aumento del 25%: 1,75 euro per azione (da pagare interamente per cassa), rispetto agli 1,4 distribuiti lo scorso anno, che ai prezzi attuali si traduce in un rendimento da dividendo (yield) del 6,7%. La borsa premia il titolo, che nella seduta di giovedì 6 marzo a Piazza Affari guadagna il 3% a 26,74 euro per azione.
La società di gestione guidata dal presidente Pietro Giuliani ha archiviato il 2024 con ricavi record: a un passo dagli 1,5 miliardi e in crescita annua del 12%. Merito in buona parte delle commissioni ricorrenti, salite dell’11% fino a raggiungere quota 1,2 miliardi «per merito dell’espansione globale della piattaforma del gruppo, con contributi rilevanti da Australia e Turchia, e dalla crescita delle soluzioni di private markets e i servizi di advisory in Italia», comunica Azimut in una nota.
Sulla base dei risultati raggiunti, Azimut ha quindi confermato gli obiettivi per il 2025 stimando, in condizioni normali di mercato, una raccolta netta totale di 10 miliardi e un utile netto di almeno 400 milioni, tenendo conto dei costi per la realizzazione della banca digitale Tnb, per la quale sono in corso trattative esclusive con il fondo Fsi di Maurizio Tamagnini. L’utile potrebbe arrivare fino a 1,25 miliardi, «a seconda della possibilità di ottenere nel 2025 l’autorizzazione ad operare come banca da parte di Tnb con relativa finalizzazione dell’accordo con Fsi», prosegue la nota del gruppo.
«Con il bilancio 2024», osserva il presidente Giuliani, «abbiamo generato negli ultimi sei anni più di 2,8 miliardi di euro di utile netto, pari a circa l’80% della nostra attuale capitalizzazione di borsa e al 100% di quella media del 2019». Le masse affidate alla holding dai clienti, aggiunge, «sono cresciute nello stesso periodo del 120%, portando il totale a circa 110 miliardi: anche nel 2024 i nostri clienti hanno guadagnato sui loro investimenti circa il 9% al netto dei costi, risultato superiore alla media di mercato». (riproduzione riservata)