Dopo più di un anno di dominio incontrastato dei fondi obbligazionari i flussi dei risparmiatori italiani tornano verso l’azionario. Ad aprile, stando a quanto calcolato da Assogestioni nella sua mappa mensile del risparmio gestito, i comparti che investono nelle borse hanno raccolto 813 milioni di euro, più del doppio dei 347 milioni del reddito fisso.
Si tratta di un cambio di passo significativo (bisognerà capire sarà confermato nei prossimi mesi) dopo che per tutto il 2024 e i primi mesi del 2025 l’obbligazionario era stato campione indiscusso nell’industria dei fondi.
Già a marzo sull’azionario era tornato il segno più, con una raccolta positiva di 194 milioni, a fronte però di 2,3 miliardi confluiti sull’obbligazionario. Da inizio anno i rapporti di forza vedono tuttavia i bond ancora in una netta posizione di vantaggio: 7,5 miliardi raccolti, contro gli 1,4 miliardi defluiti dai comparti azionari.
Più in generale il mese di aprile si è chiuso, certifica l’associazione di categoria presieduta da Maria Luisa Gota (Eurizon), con una raccolta complessiva di 4 miliardi, in crescita dei 3,7 miliardi di marzo. Nel primo quadrmestre del 2025 gli afflussi totali hanno così superato i 12 miliardi.
Sempre ad aprile i fondi aperti hanno raccolto 2,7 miliardi (2,9 inclusi i fondi chiusi), cui si sommano gli 1,1 miliardi delle gestioni di portafoglio, più retail che istituzionali.
A fine mese il patrimonio complessivo dell’industria dei fondi ha superato i 2.491 miliardi: meglio dei 2.488 di fine marzo. E questo nonostante il crollo dei mercati iniziato con il Liberation Day di Donald Trump, che ha portato i listini a registrare in poche sedute perdite a doppia cifra (poi rientrate a maggio).
Morale della storia: la raccolta è riuscita a battere l’effetto mercato, consentendo alle masse complessive delle società di gestione di crescere, seppur in un contesto di mercato negativo. (riproduzione riservata)