Mese di maggio con il segno meno per l’industria italiana del risparmio gestito, zavorrato dai deflussi sia sui fondi aperti (-1,2 miliardi di euro) sia sulle gestioni di portafoglio (anche in questo caso, -1,2 miliardi). In totale il saldo è stato quindi negativo per 2,4 miliardi, secondo quanto calcolato da Assogestioni, associazione di categoria del risparmio guidata da Maria Luisa Gota (Eurizon).
Maggio non ha sorriso in particolare ai fondi bilanciati, che hanno subito deflussi per quasi 2 miliardi, ai flessibili (-496 milioni) e ai fondi monetari, quelli pensati per l’impiego remunerato della liquidità, in rosso per 971 milioni. In forte controtendenza invece, e questa è un’ottima notizia per le società di gestione, sia i fondi obbligazionari sia quelli azionari. Dopo un mese di aprile in cui i rapporti di forza si erano invertiti, con gli azionari in testa, a maggio sono tornati i rapporti di forza classici dell’ultimo biennio: +1,7 miliardi sul reddito fisso (e oltre 9 miliardi da inizio anno), 460 milioni sulle borse (ma quasi 1 miliardo di riscatti da gennaio).
Alla luce dei risultati dello scorso mese il risparmio italiano ha potuto archiviare i primi cinque mesi del 2025 con una raccolta totale a un passo dai 10 miliardi, quasi interamente frutto degli afflussi sulle gestioni collettive (cioè fondi aperti e chiusi), che da sole hanno portato 9,6 miliardi. Il patrimonio delle associate ad Assogestioni è inoltre tornato sopra quota 2.500 miliardi di euro, raggiungendo i 2.520: erano 2.491 a fine aprile. (riproduzione riservata)