Negli ultimi dodici anni terremoti, alluvioni e tempeste hanno provocato in Italia danni complessivi per oltre 100 miliardi, con un costo medio annuo atteso di circa 7 miliardi. I numeri sono emersi dalla prima edizione del Natural Risk Forum, il think tank promosso da Unipol con l’obiettivo di stimolare una riflessione ampia e strategica sui rischi catastrofali naturali e il loro impatto sul Paese.
La ricerca denota che, nonostante l’introduzione dell’obbligo per le imprese di assicurarsi contro i rischi catastrofali, il protection gap in Italia è oggi pari al 79%: ogni 100 euro di potenziali danni solo 21 sono coperti da assicurazione mentre il resto è a carico dello Stato.
La percentuale varia a seconda delle regioni, passando dal 72% in Trentino-Alto Adige, quella con la maggiore copertura relativa, fino al 93% in Calabria, dove appena il 7% è coperto quindi da una polizza.
«La ricerca offre il Natural Risk Index, indicatore che fornisce una misura sintetica e comparabile dei rischi e che vuole essere un contributo importante per migliorare il modo in cui leggiamo e affrontiamo il tema catastrofale nel nostro Paese», ha detto Enrico San Pietro, group Insurance General Manager di Unipol. «C’è urgenza di adottare un approccio sistemico e integrato, fondato su una riduzione strutturale del rischio nelle aree più vulnerabili attraverso una maggiore diffusione delle coperture assicurative e lo sviluppo di politiche di prevenzione». E oggi ci sono più di 40 milioni di immobili esposti a rischio.
Il valore della prevenzione e della riduzione della vulnerabilità territoriale «va oltre la dimensione strettamente assicurativa e richiede la definizione di una governance della gestione complessiva del rischio, basata su un vero partenariato pubblico-privato e sull’analisi scientifica dei dati», ha aggiunto Stefano Genovese, head of Institutional & public affairs di Unipol e coordinatore del think tank. Dall'introduzione dell’obbligo per le imprese di assicurarsi la quota di aziende che ha sottoscritto polizze contro i rischi catastrofali «è salita però dal 4-5% al 12% e sta continuando a crescere», ha aggiunto il sottosegretario all’Economia Federico Freni, spiegando che per «lo Stato non è sostenibile affrontare da solo questo scenario. C’è bisogno di una collaborazione pubblico-privato con un quadro di regole ben chiaro». (riproduzione riservata)