Chi si meraviglia o si è meravigliato della sintonia fra Mario Draghi e Silvio Berlusconi, sanzionata nella telefonata alle 11:30 di venerdì 8, non conosce o non ricorda i rapporti di collaborazione fra i due fin dall’estate del 2005.
Berlusconi era come al solito a Villa Certosa in Sardegna. Il governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, si era dimesso con dignità dopo la tormentata vicenda dell’amministratore delegato della Banca popolare di Lodi, Giampiero Fiorani. Le dimissioni di Fazio avevano aperto il dibattito politico e parlamentare per mutare la procedura di nomina del governatore della banca centrale: non più nomina da parte del direttorio della Banca, ma dal presidente della Repubblica su indicazione del Consiglio dei ministri.
Draghi era allora vicepresidente di Goldman Sachs e su consiglio di Cesare Geronzi, allora ai vertici di Capitalia, il presidente del consiglio Berlusconi si era orientato su Draghi per sostituire Fazio. Per conoscerlo meglio Berlusconi lo invitò, accompagnato da Geronzi, a cena a villa Certosa. Sennonché nel pomeriggio, facendo il bagno nel mare di Portorotondo, Draghi mise il piede su uno scoglio appuntito procurandosi un taglio profondo con forte fuoriuscita di sangue, che tinse di rosso quel tratto di mare. La sera fu quindi necessario portarlo a braccia alla cena.
Dopo l’incontro Berlusconi non ebbe esitazione a sceglierlo ufficialmente, nonostante la forte opposizione dell’allora ministro dell’economia, Giulio Tremonti. Un’inimicizia del ministro che si manifestò più volte anche dopo la nomina ufficiale di Draghi, nel dicembre dello stesso anno, come erede non solo di Fazio ma anche di Carlo Azeglio Ciampi, Paolo Baffi e Guido Carli. Tutti governatori con i quali Draghi aveva a lungo collaborato, anche come direttore generale del tesoro, quando Ciampi fu ministro.
Come, quindi, Berlusconi non potrebbe stimare Draghi e Draghi stimare Berlusconi? Quella telefonata ha quindi non solo il significato di una unità di intenti ma anche la riconferma di una relazione di stima reciproca che dura da anni. (riproduzione riservata)