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Quanta speranza in quella stretta di mano a Busan
Orsi & Tori Leggi dopo

Quanta speranza in quella stretta di mano a Busan

31 ottobre 2025, 19:30

Trump e Xi Jinping si sono incontrati in Corea. Le questioni fondamentali sono rimaste fuori dalla porta, per ora. Ma almeno è ritornato un clima che non può che giovare al mondo intero

Quasi il doppio del prodotto interno lordo italiano, che nel ‘24 è stato di 2.200 miliardi di euro. Infatti, mercoledì 29 ottobre, Nvidia ha superato in borsa, prima azienda al mondo, i 5 mila miliardi di dollari di capitalizzazione, che equivale a cinque volte la capitalizzazione di tutti i titoli quotati alla Borsa di Milano. In due anni Nvidia ha quintuplicato il valore di borsa e da inizio anno è salita del 50%. E ora è più grande di Amd, Aslm, Broadcom, Intel, Lam Research, Micron, Qualcomm e Taiwan semiconductor messi insieme.

Il boom di Nvidia è dovuto al cambiamento da azienda produttrice di chip per i videogiochi ad azienda numero uno per l’intelligenza artificiale. Ma, ancora più significativo, è che Nvidia abbia beneficiato immediatamente del nuovo dialogo tra Donald Trump e il presidente Xi Jinping anche sul futuro della società, che aveva subito proprio gli effetti negativi dello scontro tecnologico fra Usa e Cina.

Un esempio positivo di migrazione

Nvidia è stata cofondata dall’attuale ceo, Jen-Hsun Huang, ingegnere elettronico cinese di Taiwan e sesta persona più ricca al mondo con un patrimonio di 150 miliardi di dollari. Huang è nato a Tainan, appunto nell’isola di Taiwan ma si trasferì con la famiglia a cinque anni in Thailandia, e appena dopo quattro anni, non ancora decenne, fu mandato dalla famiglia con il fratello maggiore negli Stati Uniti, a Tacoma, stato di Washington da uno zio perché potesse studiare. È quindi un esempio positivo, anzi positivissimo, della migrazione cinese in Usa per gli Usa.

Fino al viaggio di questa settimana di Donald Trump in Asia per incontrare anche il Presidente Xi, il trasferimento di studenti cinesi nelle università americane era in pericolo, nonostante a giovarsi di centinaia di migliaia di studenti cinesi in Usa fossero molte delle prestigiose università private che esigono rette molto alte. Ma non credo che il Presidente Trump voglia comprendere che senza l’immigrazione di europei e asiatici gli Stati Uniti non sarebbero il Paese più potente e ricco del mondo. Speriamo che l’incontro con Xi gli abbia provocato qualche riflessione positiva, essendo implicito nel programma di un incontro che vi sia il dialogo.

Il vero senso del viaggio in Asia di Trump

In fin dei conti, cosa dimostra il viaggio in Asia, spostandosi in vari Paesi per poi concludere il viaggio con l’incontro del Presidente Xi? Dimostra che il Presidente Trump, con tutta la sua prosopopea e quel modo di fare permanentemente da miliardario anche quando parla quasi tutti i giorni dalla Casa Bianca, sa bene che gli Usa non possono prescindere dalla Cina.

Per una ragione molto semplice: perché sfruttando la Cina e la sua manodopera infinita, fin dai tempi del presidente Richard Nixon e di Henry Kissinger, cioè dai primi anni 70, gli Usa non hanno fatto altro che ottenere vantaggi economici, trasformando il Paese più grande del mondo nel maggiore produttore mondiale di beni, di cui gli Usa si è giovata e ancora vuole giovarsi. Nell’apertura al dialogo con la Cina, dopo prese di posizioni dure, da parte di Trump c’è una dimostrazione di consapevolezza di quali siano i pesi e le misure nel mondo.

Quel tentativo con Vladimir Putin?

Ci ha provato anche con Vladimir Putin invitandolo in Alaska, ma quando si è accorto che con il dittatore russo aveva un soggetto che usava la sua stessa logica, ha annullato l’incontro a Budapest, dichiarando «Non voglio avere un incontro inutile» perché era chiaro dalle dichiarazioni del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov che la Russia è contraria a un cessate il fuoco immediato nella guerra contro l’Ucraina. E nel gioco fra i due Paesi comunisti del mondo, non vi è dubbio che la Cina e il suo presidente Xi siano i più seri e anche più affidabili.

Del resto, non è stata proprio l’America di Nixon e Kissinger che ha aperto ad accordi perché le condizioni economiche del più grande Paese al mondo potessero migliorare? E forse Trump si è anche accorto di quanto fece, poco prima di morire, il centenario Kissinger prendendo l’aereo e andando a Pechino per cercare di rimediare ai guai e alla mancanza di linea che aveva manifestato il predecessore di Trump, cioè Joe Biden. In altri termini, l’incontro fra Trump e Xi è la conferma di quali sono i due più grandi Paesi del mondo e certo Trump si è scomodato ad andare in Asia non solo per la necessità di terre rare cinesi da parte gli Usa ma perché sa, dopo i giochetti di Putin, che i cinesi sono più seri oltre che più potenti e comunque c’è da lavorare per separarli da Mosca, dopo l’infausta mossa del Presidente Barack Obama di mettere le sanzioni alla Crimea, che provocarono un riavvicinamento Pechino-Mosca dopo anni di freddezza. In più c’è da notare che la Cina non è guerrafondaia, anche se ha popolato il mare intorno a Taiwan di pseudo-pescherecci che nascondono armamenti.

Il ruolo cruciale di Taiwan

Ma è proprio per il ruolo che nello sviluppo della tecnologia viene giocato da Taiwan che è consigliabile sia agli Usa che alla Cina di non scontrarsi, essendo Taiwan la fabbrica mondiale dei semiconduttori fondamentali per l’intelligenza artificiale. E quindi pesa eccome il fatto che oggi il vero terreno di competizione sia la AI, per la quale sia gli Usa che la Cina non vogliono arrivare allo scontro politico.

Gli Usa hanno ancora molto da ottenere dalla Cina in termini di produzione di alta tecnologia; basti pensare a che cosa ha rappresentato la grande fabbrica che è la Cina per Apple, che è il leader della produzione di strumenti di comunicazione digitali. Inevitabilmente il far produrre in Cina gli Apple per decenni, ha consentito al gruppo statunitense di poter contenere i costi di produzione, ma ai cinesi di trarre enorme vantaggio dal trasferimento inevitabile di tecnologia.

Una grande speranza per il mondo

Se Trump non si farà prendere da megalomania e attenuerà i toni sempre estremi che usa, dopo l’incontro con Xi in Corea del Sud il mondo potrebbe respirare dopo le guerre e guerriglie esplose negli ultimi tempi. Certo, ci sarà una concorrenza estrema nella corsa alla tecnologia e soprattutto allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Ma proprio perché il mondo è sempre più condizionato dalla AI e dall’incertezza sugli effetti non solo economici e di potere che la stessa crea, se veramente Trump dopo quasi un anno di sceneggiate capirà che non solo per Usa e Cina è fondamentale il dialogo fra i due Paesi, allora forse il mondo potrà respirare. Se invece un presidente eletto per la seconda volta dal popolo americano, nonostante il peccato mortale dell’attacco a Capitol Hill, e un presidente di un Paese dove a comandare è il Partito comunista ma ricco di storia e di saggi come il Presidente Mao Zedong, che in primo luogo era poeta e poi politico, non trovassero un accordo generale per il mondo sarebbero guai seri.

Un segnale molto incoraggiante

Avere messo a segno un accordo soprattutto commerciale nell’incontro in Corea del Sud è incoraggiante; infatti, alla base dei buoni rapporti fra stati e popoli c’è sempre l’interesse economico reciproco. E del resto il Presidente Xi aveva indicato la strada, accettando di cedere il controllo di un successo tecnologico come TikTok almeno per la parte Usa, dove il successo del social cinese è stato veramente dirompente.

La saggezza di Xi ha fatto sì da accettare che la maggioranza del capitale del più grande social del mondo, per la versione americana, passasse in mano americana, conservando la società che ha creato TikTok e cioè ByteDance, solo un 19% nella versione cinese. Ancora saggezza del Presidente Xi.

Trump perde il pelo ma non il vizio

Per contro, Trump può perdere il pelo (la sua capigliatura è piena di riporti) ma non il vizio e infatti, mischiando potere politico e convenienza economica, è verosimile che i suoi interessi dentro TikTok saranno rilevanti. Del resto, basta guardare come fa aumentare l’audience del suo social Truth usandolo per qualsiasi comunicazione, senza distinzione fra fatti e temi pubblici e privati, considerando, evidentemente, che i suoi interessi personali (economici) nel far salire l’audience di Truth non scalfiscano il ruolo di presidente del più importante Paese del mondo occidentale. Confondere gli interessi economici personali per un capo degli Stati Uniti evidentemente è ritenuto da lui un diritto.

Questo è un pessimo esempio che dà al mondo democratico ma anche a quello autoritario, mettendosi sul piano dei vari Capi di Stato e dittatori che usano il potere, in primo luogo, a vantaggio di se stessi. Comunque, prendiamoci almeno questo vantaggio per il mondo, che i capi dei due più importanti Paesi al mondo non si sono messi le dita negli occhi.

L’intesa (almeno apparente) fra Xi e Trump ha (e speriamo che abbia) un effetto sicuramente positivo per provocare un po’ di distensione nel mondo, che d’altra parte è condizionato e sicuramente messo in discussione nei principi della democrazia che ci arrivano addirittura dalla Grecia antica. Causa: lo sconvolgimento tecnologico e in particolare da quello al galoppo in atto dell’AI.

A proposito di MFGpt

Voi lettori sapete che Class Editori è la prima, e per ora l’unica, produttrice diretta di informazione attraverso AI. Ed è la prima ad aver applicato, con MFGpt, la AI generativa alla possibilità di ricevere informazioni e analisi su tutte le aree a cui sono dedicati i nostri media: che vanno dall’economia e la finanza del giornale che state leggendo e dei siti e delle pubblicazione periodiche fino al fashion, alla istruzione (con Campus), al lifestyle, alla tecnologia con i contenuti del nuovo Class magazine, e con i servizi dei tre canali televisivi Class Cnbc (che per accordi con i nostri soci americani cambierà presto logo); e poi ClassTVModa e UpTv nelle metropolitane e negli aeroporti.

Gli usi impropri molto pericolosi

Bene, come in tutte le grandi rivoluzioni tecnologiche, pur senza arrivare all’energia atomica, ci sono evoluzioni e usi impropri pericolosi e da combattere subito. Si pensi allo scandalo di belle e famose donne spogliate dalle loro vesti per far vedere a un pubblico di pervertiti le loro nudità ricostruite dall’intelligenza artificiale.

Ma con abuso meno perverso, si pensi a che cosa succederebbe a un esame di scuola o di lavoro se gli esaminandi riuscissero a far fare il compito alla AI generativa. Oppure al caso di un romanziere che si fa scrivere il romanzo dall’AI. O un pittore che si fa fare il quadro all’AI… Appare chiaro che ogni innovazione, per di più forte come la AI, impone un codice etico di comportamento. Senza il quale ci sarà un mondo sempre più malato. Ma c’è anche un altro tema fondamentale: conoscere quali sono le fonti a cui la AI accede per rispondere a richieste, componendo risposte.

Il rischio di avere troppe fonti diverse

La problematica in questo caso si complica ulteriormente nel momento nel quale la risposta all’interrogazione proviene da più fonti che potrebbero avere, come sicuramente hanno, impostazioni ed espressioni diverse. Questo vale moltissimo, anche se non solo, nel campo dell’informazione. Se non c’è coerenza e anche linea trasparente dalle fonti che vengono usate, può essere ricevuta una informazione, una risposta non coerente con la realtà. Proprio per tutto ciò l’indicazione, nella risposta, delle fonti che hanno concorso alla composizione della risposta grazie all’interrogazione e alla ricerca che fa la AI generativa, apparentemente è tranquillizzante, ma in realtà no.

Perché mettere insieme i contenuti di più fondi di fatto è come un governo composto da partiti con posizioni assolutamente differenti. Viene fuori una marmellata che può essere anche interessante, ma la mediazione fra più fonti non è altro che un compromesso in cui nessuno può riconoscere e discernere la sintesi, cioè la risposta.

Il pericolo di marmellata

In altre parole, se per secoli l’informazione e la formazione si sono basate su singole fonti, cioè singoli media di cui si conosce l’orientamento politico, economico, morale e magari in cui il lettore ha potuto controllare da sé le diverse voci, ora con le AI generative che fanno loro la sintesi e di conseguenza la mediazione perché nella pancia hanno contenuti provenienti magari da fonti con posizioni politiche, economiche morali diverse, allora arriva la marmellata.

È questa la ragione per la quale, quando da alcuni operatori internazionali c’è stato richiesto di cedere i nostri archivi di quasi 40 anni di informazione, abbiamo detto no, così come hanno fatto (per la verità pochi) colleghi di importanti testate internazionali. Il fatto è che la marmellata che esce fuori da più fonti, anche se indicate nel contesto, annulla il valore e la credibilità che il lettore attribuisce a quella determinata fonte. Allora, anche nella nostra MFGpt, permettetemi di ripeterlo, ci sono varie fonti, ma tutte omogenee nell’impegno assoluto a dare una informazione di qualità e indipendente da interessi economici e politici.

Una sola filosofia di informazione

Così nella risposta alla richiesta di informazioni o valutazioni su un determinato tema, da MFGpt trovate delle piccole sfere dove c’è’ l’indicazione della fonte o più fonti (per esempio una fonte del quotidiano o un’altra dalla Class Cnbc). Bene, poiché la nostra filosofia di informazione è la stessa per tutti i nostri media che compongono la base dati, non c’è pericolo che la risposta sia un mix di informazioni diverse anche per quanto riguardano i principi dell’informazione. Informazione che nel nostro caso è indipendente, non finalizzata a nessun interesse se non quello di informare.

E poiché l’interrogazione presuppone una risposta, se le fonti non sono omogenee sul piano dei principi della correttezza e autonomia dell’informazione e invece hanno interessi prioritari diversi rispetto a quelli di informare, ne nasce, direbbero a Genova, un paciugo, che è un mix di vari gusti di gelato. In conclusione, diffidare di chi vi informa con la AI generativa e ha dentro contenuti provenienti da destra o da sinistra per l’informazione politica, o analisi di un ottimista o un pessimista sull’andamento della borsa, senza contare la problematica della posizione politica. E del resto, in Italia ci sono solo due case editrici che possono dirsi al servizio esclusivo del lettore, Class Editori e Rcs con il Corriere della sera. Vi immaginate che cosa verrebbe fuori da un mixaggio fra una posizione, per fare un paradosso, tratta da L’Unità e da Il Secolo d’Italia… Se poi si scende sul piano economico finanziario, ancora peggio, visto che gli organi di informazione fanno parte a linee politiche o interessi economici diversi. Un paciugo. (riproduzione riservata)



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