
Nei primi nove mesi del 2023 tutte le tipologie di forme pensionistiche e di comparti registrano in media risultati positivi, in particolare nelle gestioni con una maggiore esposizione azionaria. Questa la fotografia scattata dalla nota di aggiornamento della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip).
Secondo il rapporto, per i comparti azionari si riscontrano rendimenti in media pari al 4,5% nei fondi negoziali, al 5,5% nei fondi aperti e al 6% nei PIP. Per le linee bilanciate i risultati sono in media del 2,1% nei fondi negoziali, 2,2% nei PIP e 3% nei fondi aperti; più contenuti sono i rendimenti dei comparti obbligazionari e garantiti, in media dell’ordine dell’1-2%.
Valutando i rendimenti su orizzonti temporali più coerenti con le finalità del risparmio previdenziale, nel periodo che ai dieci anni da inizio 2013 a fine 2022 aggiunge anche i primi nove mesi del 2023, i rendimenti medi annui composti delle linee a maggiore contenuto azionario si collocano intorno al 5% per tutte le tipologie di forme pensionistiche; per le linee bilanciate, i rendimenti medi vanno dall’1,8% dei PIP di ramo III, al 2,7% dei fondi negoziali e al 3% dei fondi aperti.

Viceversa, le linee garantite e quelle obbligazionarie pure mostrano rendimenti medi vicini allo zero o di poco superiori; le gestioni separate di ramo I dei PIP, che contabilizzano le attività al costo storico e non al valore di mercato, ottengono un rendimento dell’1,9%. Nello stesso periodo, la rivalutazione del TFR è risultata pari al 2,4%.
Osservando la distribuzione dei risultati dei singoli comparti tra le diverse tipologie di forma pensionistica e le diverse linee di investimento, tutti i comparti azionari e buona parte dei bilanciati mostrano rendimenti più elevati rispetto agli altri e al TFR. Nei fondi negoziali, le diverse linee di investimento rivelano nel complesso una dispersione dei rendimenti dei singoli comparti inferiore a quella che registrano i risultati dei comparti appartenenti alle altre tipologie di forma pensionistica.