Mario Draghi era stato lapidario. Finanziamento immediato alle imprese. Dal suo intervento sul Financial Times e alle sue spiegazioni in particolare sull’Italia sono passati ormai 10 giorni e né l’Europa né l’Italia hanno compiuto nessun atto concreto per fare arrivare liquidità alle aziende. Gli unici paesi che hanno fatto passi concreti sono stato la Francia (300 miliardi per pagare 3 mesi di fatturato alle aziende attraverso la banca pubblica BfiFrance) e la Germania con Kfw, ben 1.100 miliardi a disposizione.
L’Italia sta finalmente varando un decreto in cui dà garanzia al 100% alle banche per finanziamenti fino a 800 mila euro attraverso Sace, che sarà guidata maggiormente dal ministero dell’Economia. La quale Sace dovrà garantire al 90% i finanziamenti superiori a 800 mila euro erogati dalle banche. Ma se una decisione fondamentale è stata presa, manca ora il documento attuativo, quello più importante. I documenti attuativi sono sempre quelli per i quali in Italia cade l’asino. E' la maledetta complessità della legislazione italiana, intrecciata, attorcigliata, composta da centinaia di migliaia di norme, una che condiziona l’altra.
L’esempio più drammatico è stato il ritardo nella acquisizione del materiale di protezione di medici e infermieri. L’onestà del capo della protezione civile, Angelo Borrelli, ha permesso a tutti di capire con la sua intervista a Repubblica: ‘‘il virus corre più veloce della burocrazia». Ecco una legislazione distorta che si somma, anche come conseguenza, all’inefficienza della macchina dello stato. Borrelli non l’ha detto specificamente, ma ha fatto capire che nessun dirigente o funzionario, con le procedure barocche italiane, si è azzardato a firmare gli acquisti. Perché poi c’è il caso di qualche Pm che lo incrimina penalmente.
Il più grave handicap dell’Italia è la burocrazia borbonica e la legislazione disastrosa del Paese. Ecco, insieme a tutto il male che il virus ha provocato e sta provocando, ha creato una straordinaria opportunità, derivante dal dramma di tutti quegli operatori sanitari contaminati per non essere stati protetti con maschere, tute etc. E gli oltre 100 morti del settore sanitario e i 10 mila contaminati: un disastro al quale solo il coraggio e l’abnegazione di medici e infermieri, veri eroi, ha evitato che morissero più persone di quante ne sono morte.
Ecco, va presa l’occasione presente per dare una svolta. Siamo in guerra e le procedure, specialmente per le aziende, devono essere semplificate. Ora che meno vite saranno perse per i provvedimenti di distanza sociale applicati, occorre iniziare, con i decreti che il governo sta varando per le aziende, a semplificare tutto. MF-Milano Finanza offre un esempio e lancia un appello al governo e in particolare al presidente del consiglio, Giuseppe Conte, e al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. L’esempio è il modulo, visibile sotto e consultabile cliccando qui, con cui l’amministrazione americana dà liquidità alle aziende. Si compila in 7-8 minuti, come si legge nello stesso questionario. Leggetelo, nonostante gli strani comportamenti del presidente Donald Trump, c’è la conferma che l’amministrazione americana funziona.
L’appello è semplice: signor Presidente del Consiglio, signor Ministro, iniziate da subito la guerra alla Burocrazia, dando l’esempio che, come per il Ponte di Genova, si può procedere senza intoppi, senza perdite di tempo e di denaro. Cominciando dai finanziamenti alle aziende. Perché altrimenti sarà la rovina economica del Paese. La guerra va vinta contro il virus e contro la burocrazia, con, semplicemente, la semplificazione di tutto. (riproduzione riservata)
