Il primo beneficio dell’ingresso di Poste Italiane nel capitale di Tim vale già oltre 1,5 miliardi ed è legato alla borsa, ma presto ce ne saranno altri. A sottolinearlo è stato mercoledì 11 maggio l’amministratore delegato di Telecom Pietro Labriola, ricordando che dalla notizia dell’ingresso del gruppo guidato da Matteo Del Fante in Tim, fino a diventare il primo azionista con una quota del 24,81% del capitale, il titolo della società di telecomunicazioni è passato da 29 a 39 centesimi.
«Una sinergia gigantesca e un grande punto di partenza che vale tra 1,5 e 2 miliardi di capitalizzazione in borsa», ha aggiunto Labriola. «Tim era data per morta prima dell'investimento di Poste» e ora i due gruppi sono al lavoro per creare altro valore dall’operazione con la strategia che sarà chiara nella seconda parte dell’anno.
La prossima sinergia riguarderà il passaggio di PosteMobile (l’operatore tlc di Poste Italiane che ha già oltre 4 milioni di clienti) sulla rete Tim; la discussione sul Mobile Virtual Network Operator (Mvno) è già stata avviata e la transizione prevista per l’inizio dell’anno prossimo. Ma le potenzialità sono enormi e vanno dal settore dei pagamenti a quello assicurativo, passando per utility e servizi finanziari.
Tutti business che potranno crescere grazie alla maxi-rete distributiva che fa capo ai due gruppi: da una parte Poste Italiane ha 13 mila uffici e i 49 mila punti vendita di partner commerciali (a partire dalla tabaccherie aderenti a Lis), dall’altra Tim dispone di 4.100 negozi dove vendono distribuiti i suoi servizi (compresi le grandi catene di elettronica), tra cui, secondo l’ultimo bilancio pubblicato dalla società di telefonia, 206 in proprietà diretta e oltre 300 in franchising.
Reti che potranno lavorare in sinergia nel settore assicurativo, per esempio, dove la società di tlc ha deciso di entrare nel 2023 lanciando una società di brokeraggio assicurativa, Tim MyBroker, che in catalogo ha messo polizze per la casa, i viaggi, la salute, ma anche per gli animali domestici e per lo sci (operando con diverse compagnie).
Anche Poste, già tra le prime assicurazioni Vita italiane, ha deciso negli ultimi anni di spingere sul settore Danni con Poste Assicura e ha già superato un miliardo di euro di premi. Poi ci sono i pagamenti e le utility (Poste ha una sua offerta luce e gas che ha raggiunto 800 mila clienti) come pure il credito al consumo, settore in cui gruppo postale ha partnership come Findomestic (BnpParibas) e Compass (Mediobanca).
Il raggio d’azione è evidentemente ampio e a seguire da vicino le manovre e le discussioni tra i due gruppi c’è ovviamente l’Antitrust, che dovrà dare il via libera all'acquisto del 24,81% di Tim da parte di Poste. L’attesa è che l’authority si pronunci entro l’assemblea di Tim convocata per il 24 giugno, che, salvo sorprese, non dovrebbe però prevedere l’ingresso di rappresentati di Poste nel consiglio di amministrazione della società tlc.
Il termine per integrare l’ordine del giorno dell’assemblea e ampliare il numero dei consiglieri è scaduto il 3 giugno. Ma ciò non esclude che in un prossimo futuro Poste si farà spazio nel cda Tim. (riproduzione riservata)