Hanno in media 36 anni, svolgono sei operazioni su dieci dal proprio smartphone e nel loro portafoglio hanno sempre più azioni globali, Etf e criptovalute, a scapito dei classici titoli di Stato. È la fotografia dei piccoli investitori retail – anche italiani – che emerge dalle statistiche del broker regolamentato Xtb, relative al primo semestre di quest’anno.
Ma cosa hanno in portafoglio i giovani risparmiatori tricolore, e come si differenziano le loro scelte rispetto ai loro colleghi europei?
Nel primo semestre, certifica Xtb, l’azione più scelta dagli italiani è quella di Tesla. Una scelta che fin qui non si è rivelata certo vincente (il titolo da inizio anno ha perso il 20%), e che accomuna gli italiani ai micro-trader tedeschi. La prima scelta dei francesi è stata invece Nvidia – al secondo posto sia in Italia sia in Germania –, mentre gli inglesi, un po’ a sorpresa, si sono concentrati in massa sul ben meno blasonato titolo di Super Micro Computer, società tech da 26 miliardi di capitalizzazione al Nasdaq.
Al terzo posto in classifica per i piccoli investitori italiani compare un altro big mondiale: il colosso Palantir. Mentre la quinta piazza è occupata da Apple.
Sia i trader italiani che quelli tedeschi hanno poi investito in massa sui rispettivi titoli della difesa. La quarta scelta degli italiani è stata rappresentata dal titolo Leonardo, mentre per i tedeschi al quarto e quinto posto compaiono Rheinmetall e Hensoldt.
Anche i francesi hanno valorizzato i propri titoli nazionali: a cominciare da Eutelsat, operatore satellitare d’oltralpe salito agli onori delle cronache a inizio anno come possibile competitor di Starlink a livello europeo. Il titolo, a marzo, ha missuto un maxi-rally del 400% in due sole settimane. Spazio anche al colosso del lusso Lvmh, che chiude il quintetto delle azioni preferite dai piccoli investitori transalpini.
A livello di Etf lo schema è chiaro: sia gli italiani, sia i tedeschi sia gli inglesi hanno come prima scelta il più generalista dei fondi-indice, una replica dell’indice S&P 500 americano. Seguono a ruota i replicanti specializzati nel più vasto indice globale, l’Msci World.
Curiose anche in questo caso le scelte dei francesi: sul gradino più alto del podio semestrale compare infatti un Etc sull’oro fisico, seguito da un Etf sui titoli globali dell’energia. Tra le prime quattro economie del continente solo la Germania ha un nucleo duro di trader che scommettono sul mercato domestico: al quinto posto tra gli Etf più acquistati a Berlino e dintorni compare infatti un comparto che replica il Dax, a firma iShares (BlackRock). (riproduzione riservata)