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Polizze Vita: è boom di raccolta per le unit linked. Come scegliere le migliori  facendo attenzione a commissioni e performance
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Polizze Vita: è boom di raccolta per le unit linked. Come scegliere le migliori facendo attenzione a commissioni e performance

09 maggio 2025, 20:00

A marzo le unit linked hanno raccolto 3,26 miliardi, il dato più alto degli ultimi tre anni. Le compagnie sono tornate a puntare su questi contratti, ma bisogna verificare se le commissioni che chiedono sono giustificate dalle coperture offerte  

È in forte slancio la raccolta delle polizze Vita unit linked, il cosiddetto ramo III. Il deciso recupero dei mercati negli ultimi due anni, nonostante la battuta d’arresto di fine marzo, sta ridando fiato alle performance dei fondi e delle sicav, che sono le componenti su cui investono i premi le unit linked. Proprio i buoni rendimenti del risparmio gestito sono la leva principale utilizzata dalle compagnie per tornare a collocare questi prodotti dopo che fino a qualche tempo gli sforzi si concentravano sulle polizze Vita di ramo I, ovvero quelle legate alle gestioni separate, a composizione prevalentemente obbligazionaria. In base agli ultimi dati Ania (tabella in pagina) nel solo mese di marzo la nuova produzione di polizze Vita individuali (raccolta in Italia dalle imprese italiane e dalle rappresentanze di imprese extra-Ue) è stata pari a 9,5 miliardi di euro, in deciso aumento rispetto allo stesso mese del 2024 (+17,5%), quando il volume di nuovi affari aveva avuto a sua volta un incremento annuo del 6,3%. Un importo che fa salire il totale dei nuovi premi Vita emessi nel primo trimestre 2025 a 25,9 miliardi, il 18,3% in più nel confronto con gli stessi tre mesi del 2024 nei quali la crescita annua era stata del 9,3%.

La raccolta delle unit linked

Andando ad analizzare dove sono andati questi premi in base ai due rami principali, emerge proprio una forte accelerazione della raccolta delle unit linked e una certa frenata delle gestioni separate. Il volume di nuovi premi di queste ultime ha raggiunto 6,18 miliardi, +4,1% rispetto al marzo del 2024. Tenuto conto anche dei due mesi precedenti, il bilancio trimestrale delle ramo I è pari a 16,9 miliardi, lo 0,8% in più sul primo trimestre 2024 quando si registrava un incremento del +9,3%. Dunque le ramo I rappresentano i due terzi dei premi totali del Vita in questi primi mesi del 2025, ma il contribuito maggiore alla crescita del settore arriva dalle ramo III. Che hanno avuto a marzo una nuova produzione di 3,26 miliardi. Si tratta, spiega Ania, dell’importo mensile più alto di tutto il triennio precedente e il 58,5% in più rispetto a marzo 2024. Il 54% dei nuovi premi di ramo III sono investiti nella componente unit linked di contratti multi-ramo (ovvero un mix di ramo I e ramo III perché che investono contemporaneamente i premi in fondi e in gestioni separate), più che raddoppiati rispetto allo stesso mese del 2024. Nel I trimestre 2025 la raccolta del new business di ramo III è stata pari a 8,59 miliardi, il 74,5% in più sul periodo gennaio-marzo del 2024, quando l’incremento era stato soltanto del 10%. Quindi sulla base delle statistiche dell’associazione delle compagnie assicurative presieduta da Giovanni Liverani, i numeri del 2025 sono molto più favorevoli per le unit linked.

Meno polizze di ramo I

Grazie alla lunga fase di rialzo dei mercati e all’avvio dei tagli dei tassi da parte della Bce, le ramo I hanno oggi meno occasioni di comprare Btp a tassi interessanti dando quindi la possibilità agli intermediari di tornare a puntare sulle polizze unit linked che ai fini dei requisiti di gestione dei bilanci assorbono meno capitale. E lo fanno proponendo contratti nella versione pura oppure nella veste di multi-ramo, cioè, come accennato, una combinazione di fondi e gestioni separate. Una soluzione che in questa fase permette di investire sulle unit in maniera più prudente rispetto all’ingresso nelle formule singole. Va detto infatti che nelle polizze unit linked, essendo investite in fondi o sicav, il rischio finanziario è totalmente a carico dell’assicurato, mentre il capitale delle ramo I è garantito (quasi sempre al netto dei costi) a scadenza, per morte, o per riscatto in date prestabilite dal contratto.

Polizze Vita: è boom di raccolta per le unit linked. Come scegliere le migliori  facendo attenzione a commissioni e performance

L’attività delle reti

I dati di raccolta di marzo delle reti di consulenti finanziari (tabella in pagina) confermano che sta continuando il recupero del comparto assicurativo/previdenziale che resta la seconda asset class del gestito per volumi di raccolta mensili dopo i fondi; i premi netti versati valgono 933 milioni, valore quasi triplicato (+172%) rispetto al dato del 2024, di cui oltre la metà, 560 milioni, relativi alle unit linked.

Il collocamento degli sportelli

E accanto alle reti di consulenti finanziari, ora anche le banche stanno spingendo molto queste polizze: i dati Ania segnalano che a marzo gli sportelli bancari e postali hanno registrato una nuova produzione totale nelle unit linked di 1,85 miliardi, il 66% in più sul 2024, oltre la metà dei 3,26 miliardi raccolti nel mese, come accennato, in totale da questi prodotti. Nel trimestre il saldo è 5,1 miliardi, quasi il doppio (+93%) rispetto al primo trimestre 2024. Questo perché con i tassi in calo le banche cercano di compensare la riduzione del margine di interesse con le commissioni che il Vita può fornire loro. Commissioni che possono essere ben superiori a quelle medie dei fondi perché le polizze prevedono coperture assicurative che i primi non hanno anche se bisogna effettivamente valutare se il loro valore sia offerto al giusto prezzo.

La bussola del kid

I sottoscrittori possono verificare la composizione delle commissioni nel documento che va consegnato prima dell’adesione, il kid (key information document), un prospetto di base che contiene le informazioni sui prodotti Vita d’investimento che hanno anche un contenuto finanziario, quindi polizze di ramo I e III (comprese le multi-ramo).

Il Kid è redatto secondo uno schema standard europeo ed è facile da consultare anche per confrontare prodotti differenti. Riporta in modo sintetico le caratteristiche principali come, per esempio, il rapporto rischio/rendimento, l’orizzonte di investimento o le modalità di presentazione di un reclamo. Ma soprattutto il kid prevede, in diverse condizioni di mercato, una simulazione degli scenari di rendimenti attesi (al netto dei costi) di ciascun fondo sottostante alla polizza unit linked e quindi dei possibili rimborsi, calcolati sulla base delle performance più recenti (tabella in pagina). Indica anche i costi totali prelevati dai premi del sottoscrittore (siano essi una tantum come i costi di entrata, che ricorrenti come le commissioni di gestione, o accessori come le commissioni di performance) per un investimento di 10 mila euro alla fine del periodo di detenzione raccomandato, espressi sia in euro, sia in percentuale annua. E riporta un indicatore sintetico che mostra l’incidenza delle spese, ovvero quanto i costi della polizza riducono ogni anno il rendimento nell’orizzonte temporale consigliato. Il possibile rimborso a scadenza dipende oltre che dalle commissioni, anche dall’andamento futuro dei mercati, che è incerto e non può essere previsto con esattezza a priori.

Cosa propongono le compagnie

Ad esempio, riporta il suo kid, se l’uscita avviene nel periodo di detenzione raccomandato di cinque anni, si ipotizza che il comparto Cnp Multi Asset Moderato sottostante alla polizza My Vision di Cnp Unicredit Vita avrà un rendimento medio annuo pari al 2,6% prima dei costi (prendendo come riferimento lo scenario moderato) e netto allo 0,9% perché l’incidenza annuale dei costi è dell’1,7%. Quanto agli scenari, i Kid ne devono pubblicare quattro (stress in condizioni estreme, sfavorevole, moderato e favorevole). Ad esempio il kid della polizza Investimento Italia Pir Obbligazionario di Axa Assicurazioni rileva che lo scenario sfavorevole (perdita media annua del 6,19%) rispetto al periodo di detenzione raccomandato di cinque anni si è verificato tra il settembre 2017 e il settembre 2022. Lo stesso kid riporta che «questo prodotto non è facilmente liquidabile. In caso di uscita da un investimento prima del periodo di detenzione raccomandato non c’è alcuna garanzia. Potrebbe essere necessario sostenere costi supplementari».

Mentre Poste Vita nella documentazione relativa alla multi-ramo Poste Progetto Dinamico New (50-50) scrive che lo scenario sfavorevole, moderato e favorevole riportati sono basati sulla performance peggiore, la performance media e la performance migliore del prodotto negli ultimi 12 anni. Essendo una polizza multi-ramo, in caso di decesso dell’assicurato Poste Vita paga ai beneficiari il capitale caso morte dato dalla somma del capitale assicurato, per la parte di premio investito nella gestione separata, e del controvalore delle quote assegnate, per la quota nel fondo interno di ramo III. La componente legata alla gestione separata consente infatti di avere almeno il capitale investito al netto dei costi. Nelle unit linked pure invece, come segnalato, non ci sono garanzie: il rendimento del prodotto dipende dall’andamento dei mercati finanziari, anche se in qualche caso la somma liquidabile in caso morte è maggiorata da un bonus legato all’età del decesso. Inoltre ci sono polizze come, quella di Cardif (Bnp Paribas), che prevedono meccanismi di protezione del capitale investito fino a una certa quota (80% in questo caso).

L’analisi dei kid e i vantaggi del Vita

Nella tabella in pagina MF Milano Finanza ha raccolto i dati dei Kid per un campione di compagnie che in questo momento hanno unit linked o multi-ramo in collocamento: quindi sia le simulazioni dei rimborsi in caso di disinvestimento alla fine del periodo di detenzione suggerito, sia i costi totali in euro e in percentuale annua. Per omogeneità sono stati selezionati fondi con profilo di rischio medio (pari a tre nella scala da uno a sette). Si possono anche trasferire le somme da un fondo all’altro (il cosiddetto switch), talvolta pagando una commissione. L'organismo di vigilanza Ivass, nella ultima guida sulle polizze Vita, avverte di fare attenzione ai costi «che pesano sul contratto e che, riducendo il capitale investito, incidono sulla prestazione dovuta dall’assicurazione». I costi dei prodotti assicurativi di investimento sono abbastanza elevati: ma ciò che conta non è il livello assoluto, bensì che tali costi siano giustificati dai contenuti che la polizza è in grado di fornire rispetto a un investimento equivalente. Senza dimenticare che tra i vantaggi del Vita (tabella in pagina) c’è la possibilità di scegliere i beneficiari anche fuori dall’asse ereditario garantendo loro l’esenzione dalle tasse di successione, oltre al differimento della tassazione sui rendimenti al momento dell’incasso. (riproduzione riservata)



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