Il settore assicurativo si trova al centro di una transizione epocale che riguarda bisogni, modelli distributivi e regole. Il banco di prova più rilevante è quello del welfare, su cui si misura la capacità delle compagnie di rispondere a bisogni reali di lungo periodo e di contribuire alla sostenibilità complessiva del Paese. E poi c’è il grande tema dell’intelligenza artificiale, che può migliorare l’efficienza, la capacità di personalizzazione e la rapidità di risposta, ma non può sostituire il giudizio del professionista, avverte l'autorità di vigilanza.
Temi che sono stati al centro del quarto congresso Anapa, l’associazione nata nel 2012 che rappresenta gli agenti di assicurazione.
«Dobbiamo prendere atto, con realismo, che il sistema di protezione sociale si confronta con vincoli stringenti che stanno mettendo sotto pressione la sostenibilità nel lungo periodo sia dei sistemi pensionistici sia della sanità pubblica», ha sottolineato la consigliera Ivass, Maddalena Rabitti, e le soluzioni complementari che prevedono partnership pubblico-private sono destinate ad assumere un ruolo crescente. In altri termini il sistema pubblico resta fondamentale, ma non è più sufficiente, da solo, a garantire livelli di protezione adeguati lungo l’intero arco della vita.
Gli ultimi dati evidenziano che la spesa sanitaria complessiva in Italia è in crescita e ha raggiunto nel 2024 185 miliardi di euro, di cui 137 miliardi di spesa pubblica e 47 privata. Di questi ultimi, ben 41 miliardi sono a carico diretto delle famiglie e appena più di 6 miliardi sono intermediati da fondi e assicurazioni.
«Il settore assicurativo ha un’enorme potenzialità nel contribuire a rivolvere le grandi sfide sociali», ha detto quindi il presidente di Ania, Giovanni Liverani. Le assicurazioni sono chiamate ad offrire «soluzioni sempre più moderne», ma c’è anche la necessità di aumentare «la consapevolezza tra gli italiani» delle risposte che possono arrivare dalle compagnie.
«La spinta verso l’obbligatorietà delle coperture delle coperture per le catastrofi naturali per le imprese ha rappresentato un passaggio storico in questa direzione anche se, a oggi, solo il 15% ha aderito», ha aggiunto il presidente uscente di Anapa, Vincenzo Cirasola (sostituito ieri, nel segno della continuità, da Roberto Arena).
«Il bilancio della concorrenza nel settore assicurativo è positivo», ha segnalato Giovanni Calabrò, vicesegretario generale dell'Antitrust, ma l'autorità non abbassa la guardia. con l'attenzione che negli ultimi tempi si è focalizzata in particolare su possibili clausole vessatorie.
Poi c’è il grande tema dell'intelligenza artificiale che già oggi è in grado di generale preventivi, ha segnalato la consigliera Ivass, ma «qualunque sia lo strumento utilizzato deve essere chiaro chi risponde nei confronti del cliente». E soprattutto va ribadito un punto fondamentale: «la tecnologia può supportare il processo decisionale, ma non può sostituire il giudizio professionale quando si tratta di valutare situazioni individuali complesse», ha sottolineato Rabitti.
A fare la differenza, insomma, sono gli agenti di assicurazione, di assicurazione, ha concluso Cirasola, «con la tecnologia che può aiutare a prevenire, ma la relazione professionale resta decisiva quando il cliente deve capire, scegliere e soprattutto quando chiede assistenza», ha detto, sottolineando il valore aggiunto delle reti agenziali rispetto al canale bancassicurativo: «Il modello italiano degli agenti è un’eccellenza in Europa, attenzione a preservarlo». (riproduzione riservata)