Non è mai troppo presto per iniziare a risparmiare e a investire. E oggi non è stato mai così facile entrare nei mercati finanziari e fare trading su azioni, bond, fondi, Etf (o per i più prudenti parcheggiare la liquidità sui conti di deposito) grazie alla diffusione di nuove piattaforme online o via app, che permettono di accedere a migliaia di strumenti finanziari, o di investire come i super ricchi in asset alternativi come le criptovalute e in fondi di private equity con importi minimi di acceso anche a partire da un euro.
Lo sanno bene soprattutto i più giovani. Secondo il rapporto Edufin 2024 oltre tre quarti dei nati tra il 1997 e il 2012, ovvero la cosiddetta generazione Z, hanno cominciato a gestire autonomamente i propri soldi prima dei 18 anni, mentre la percentuale è decisamente più bassa tra i Baby Boomer (tra il 1946 e il 1964): soltanto il 50% ha avuto la stessa possibilità.
Questo anche soprattutto perché stanno arrivando sul mercato modelli di intelligenza artificiale (AI) sempre più evoluti, come assistenti virtuali (e non consulenti finanziari) per l’educazione finanziaria e le decisioni di investimento consapevoli. Nasce con questo obiettivo MF Gpt, un software di intelligenza artificiale generativa che, attingendo a 40 anni di contenuti delle testate e delle banche dati del gruppo Class Editori, aiuta i risparmiatori ad avvicinarsi in modo informato ai mercati.
Come emerge dall’ultimo Retail Investor Beat, sondaggio della piattaforma di trading e investimento eToro, il 53% degli italiani in aumento rispetto al 50% di un anno fa, è aperto alla possibilità di impiegare strumenti guidati dall’intelligenza artificiale per comporre o movimentare il proprio portafoglio. A mostrare la maggiore apertura all’utilizzo dell’AI, al 65%, sono proprio gli investitori della generazione Z. E Il 41% di coloro che abbracciano le possibilità offerte dall’AI dichiarano che questa tecnologia rappresenti il futuro degli investimenti, oltre a riconoscerle la capacità di prendere decisioni migliori rispetto ai grandi gestori (28%).
Inoltre, permette di risparmiare tempo nelle ricerche (22%) e denaro nelle commissioni (23%). «L’intelligenza artificiale è ormai parte integrante del nostro quotidiano e il mondo degli investimenti non fa eccezione. In un contesto caratterizzato da mercati complessi e dinamici, la possibilità di avvalersi dell’AI dà agli investitori retail la possibilità di accedere a strumenti e analisi che prima erano prerogativa dei grandi investitori istituzionali, creando un terreno di gioco più equo e aperto a tutti», afferma Massimo Citoni, country head di eToro Italia.
Per questo motivo MF-Milano Finanza ha messo sotto la lente le opportunità che oggi il mercato mette a disposizione dei giovani (e non solo) che con l’AI possono impostare portafogli fai-da-te da implementare poi con le piattaforme online per investire. Dai singoli strumenti di banche, broker. società gestione e Poste fino ai conti di deposito.
Una gamma sempre più ampia di strumenti, offerta anche da operatori esteri che grazie al web possono raggiungere facilmente il mercato italiano: ciò crea opportunità, ma anche rischi vanno gestiti con adeguate conoscenze. «Per questo riteniamo che sia importante continuare a lavorare affinché ci sia una maggiore educazione finanziaria e quindi una maggiore consapevolezza da parte degli investitori», avverte Citoni. Non a caso dal 2024/2025 l’educazione finanziaria è entrata come materia nelle scuole. L’importante infatti è fare le domande giuste all’AI, non soltanto quando si chiedere dove investire o come, ma anche quando si entra nel dettaglio dei singoli strumenti.
Ma l’assistente virtuale è davvero la soluzione? È indubbio che rispetto agli esordi di questa tecnologia, quando il chatbot consigliava di mettere il 20% di bitcoin in un portafoglio a medio rischio, gli algoritmi hanno fatto passi da gigante, e ora riescono a elaborare indicazioni di investimento più equilibrate. In ogni caso problemi restano: codici Isin sbagliati, ticker degli Etf inesistenti, oltre a una certa compiacenza (se le domande non vengono formulate in modo adeguato) nell’assecondare l’utente. E il passo successivo è implementare le ricette di portafoglio che l’AI ha fornito. A partire dagli intermediari dove poter investire sugli strumenti che l’intelligenza artificiale ha suggerito quando le è stato chiesto di costruire un portafoglio per un quarantenne con media propensione al rischio e uno per il suo figlio appena nato.
Dalle banche tradizionali che si spostano sul digitale alle neobank, passando per i broker regolamentati e le società di intermediazione mobiliare, l’offerta di investimenti fai-da-te per tutte le tasche è sempre più variegata. I modelli che si stanno delineando sono tre (tabella in pagina). Il primo è quello dei broker nativi (come eToro o Directa) e delle neobank (Trade Republic, Scalable Capital, ma anche Revolut): il loro punto di forza è un conto titoli con un’ampia offerta di prodotti, in particolare azioni, Etf e anche strumenti più avanzati per fare trading. Le caratteristiche di questo modello sono le basse commissioni e la facilità di utilizzo, anche se l’investitore raramente viene guidato nel percorso. Il secondo modello è quello delle reti di consulenza che presidiano l’arena digitale e delle società di robo advisory: ci rientrano Fideuram Direct (Intesa Sanpaolo), Buddy Bank di Unicredit, Fineco, Moneyfarm.
A fianco al conto titoli per fare trading queste piattaforme, con costi un po’ più elevati rispetto ai broker puri, mettono a disposizione portafogli modello, un conto corrente e la possibilità di essere seguiti da un consulente, fisico e robotizzato. E poi ci sono i portafogli digitali, come Gimme 5 di AcomeA, Conio, o Satispay: la loro caratteristica è quella di far affacciare i giovani agli investimenti con pochi prodotti mirati, senza l’ambizione di offrire un servizio a 360 gradi. Per Satispay si tratta, ad esempio, di un fondo monetario di Amundi, per Conio del trading sulle criptovalute. Ad accomunare la maggior parte di queste piattaforme è la possibilità di investire in piani di accumulo, specie in Etf, visti i costi ridotti. Uno strumento importante nella cassetta degli attrezzi dei giovani investitori, che spesso si trovano a entrare nei mercati con disponibilità di denaro limitate e il terrore di perdere i risparmi se le cose non dovessero andare nel verso giusto.
Su questo fronte, negli ultimi mesi è andata progressivamente aumentando l’offerta di Etf specializzati proprio nell’intelligenza artificiale. Ecco una selezione:
Fineco Am MarketVector Artificial Intelligence. Questo Etf mira a replicare l’andamento del MarketVector Artificial Intelligence Esg Index, includendo società globali attive nello sviluppo di tecnologie AI, con un’attenzione ai criteri Esg. È quotato sulla Borsa Italiana e adotta una replica sintetica.
Wisdomtree Artif Intel Ucits Etf Usd Acc. In questo caso l’obiettivo dichiarato è replicare la performance dell'indice Nasdaq Cta Artificial Intelligence Index, che traccia aziende impegnate in vari aspetti dell’AI (Enabler, Engager, Enhancer). Ha un p/e di 100,41 (al 22 settembre 2025) e il 75,58% della sua esposizione geografica è negli Stati Uniti.
Global X Ai Ucits Etf. Replica l’Indxx Artificial Intelligence Index, selezionando società globali coinvolte nello sviluppo e nell’uso della tecnologia AI, inclusa la fornitura di hardware per l’analisi dei big data. Le maggiori allocazioni geografiche sono Stati Uniti (70.,91%), Cina (8,64%) e Corea del Sud (5,18%).
L&G Artificial Intelligence Ucits Etf. Replica il Robo Global Artificial Intelligence Index Tr, che traccia aziende con una parte significativa delle loro attività e ricavi derivanti dal settore AI, con un filtro Esg. La sua locazione geografica principale è negli Stati Uniti (70,5%) e Corea del Sud (7,06%).
Ark Artif Intellig & Robotics Ucits. Si tratta di un Etf a gestione attiva che investe in aziende a livello globale che beneficiano dell’adozione dell’AI e della robotica, selezionate in base a criteri Esg. Le sue principali partecipazioni includono Nvidia Corp e Meta Platforms.
Global X Robo & Artific Intell Ucits. Questo strumento si propone di replicare l’indice Indxx Global Robotics & Artificial Intelligence Thematic v2, investendo in aziende che beneficiano dell’adozione crescente di robotica e AI, inclusi robot industriali, automazione e veicoli autonomi.
Amundi Msci Robotics & Ai Ucits. Mira a replicare l’indice Msci Acwi Imi Robotics & AI Filtered, che a sua volta include società di nazioni sviluppate ed emergenti che si occupano di sviluppo AI e robotica, con filtri Esg.
Ishares Ai Infrastructure Ucits. Replica l’indice Stoxx Global AI Infrastructure Net, puntando su società globali che rivestono un ruolo chiave nello sviluppo di componenti fondamentali per l’intelligenza artificiale, come semiconduttori, cloud computing e tecnologie di big data.
Infine, Franklin Ai Metaverse And Blockchain Ucits offre un’esposizione azionaria a società globali coinvolte nel metaverso, nella tecnologia blockchain, negli asset digitali e nell’intelligenza artificiale, replicando il Solactive Global Metaverse Innovation Index. (riproduzione riservata)