Come anticipato da MF-Milano Finanza a inizio ottobre, Equita Capital Sgr ha ricevuto il via libera di Consob sul fondo che andrà ad investire nelle pmi quotate di Piazza Affari all’interno del progetto Fnsi di Cdp. Si tratta di un umbrella fund con una decina di comparti, un regolamento unico messo a punto dal Ministero delle Finanze a Roma e diversi gestori, fino ad una decina. La raccolta minima attesa complessiva dell’Fnsi è di 700 milioni, ma il Mef punterebbe già ad 1 miliardo.
La società di gestione milanese ha annunciato infatti giovedì 23 ottobre la nascita di Equita Rilancio Small Cap Italia, tecnicamente un Fia chiuso riservato di diritto italiano. L’obiettivo del Fondo, pensato per essere conforme alla disciplina dei Pir ordinari, sarà quello di investire «prevalentemente in pmi italiane quotate, realtà che vantano ottimi fondamentali e che nel recente passato hanno sottoperformato il mercato a causa del focus degli investitori sui titoli blue chips».
L’orizzonte di lungo termine e la natura di fondo chiuso, così come nel progetto per Mef per alzare la liquidità di questi titoli che viaggiano con scambi rarefatti, «consentirà al team di gestione di Equita di creare valore nel tempo, limitando gli impatti negativi dovuti a vendite forzate per riscatti in periodi di forte volatilità dei mercati»
Il fondo avrà scadenza 31 dicembre 2032 (in base al regolamento di Cdp sull’Fnsi, il Fondo Nazionale Strategico Indiretto) e sarà dedicato a investitori istituzionali quali fondi pensione, casse di previdenza e assicurazioni, oltre che ad investitori professionali. Questa ultima specifica è importante, perché in origine l’Fnsi è stato pensato per gli istituzionali e ora apre anche ai privati che dispongono di importanti capitali e conoscono bene i mercati finanziari.
Gli investitori privati, sottolinea Equita, saranno affiancati dal Fondo Nazionale Strategico Indiretto (con una partecipazione del 49%), comparto del Patrimonio Rilancio, strumento promosso da Ministero dell’Economia e delle Finanze e gestito da Cassa Depositi e Prestiti. A breve verranno avviate le attività di marketing del fondo, con l’obiettivo di raggiungere un target di raccolta di 100 milioni di euro (e hard cap a 170 milioni) entro il 31 dicembre 2026.
La strategia d’investimento prevede che almeno il 70% del fondo venga allocato a titoli di società quotate italiane non appartenenti al Ftse Mib e non finanziarie. In tal senso sarà importante sottolinea Equita, il contributo del team di ricerca interni che oggi conta oltre 20 analisti e più di 160 coperture tra titoli esteri ed italiani, con una copertura superiore al 95% del totale della capitalizzazione del mercato italiano.
Matteo Ghilotti, Executive Vice Chairman di Equita Capital Sgr e responsabile del Fondo, sottolinea che «Questa iniziativa ha il pregio di rappresentare sia una buona opportunità per i sottoscrittori, grazie al massiccio piano di investimenti della Ue e al calo dei tassi di interesse cui le mid-small cap sono molto sensibili, sia un passo importante per rivitalizzare un segmento di mercato impoverito dalle dinamiche di mercato recenti. Negli ultimi anni abbiamo visto moltissimi delisting e poche nuove quotazioni ed è evidente come la strategia di questo progetto sia win-win per tutto il sistema finanziario». (riproduzione riservata)