Come anticipato da MF-Milano Finanza, la Consob ha dato il via libera al fondo di Generali Investments che rientra nel progetto Fnsi (Fondo Nazionale Strategico Indiretto) del Mef per aumentare la liquidità, scambi e valutazioni delle piccole e medie imprese di Piazza Affari. Il veicolo Generali Future Leaders Italia è istituito e gestito da Generali Asset Management, avrà un target minimo di raccolta di 70 milioni circa e «punta ad arrivare fino a 200 milioni», spiega Filippo Casagrande, Chief of Investments di Generali Investments.
«Per la raccolta dei capitali ci rivolgiamo agli istituzionali, abbiamo già richieste da parte di investitori europei attirati da uno spread stabile a livello di Paese e nel contempo da una valutazione molto contenuta delle nostre società, in presenza di bilanci buoni. L’idea è di creare un fondo che possa far crescere con pazienza, come fosse una partecipazione di private equity, i titoli in portafoglio. Con un’ottica quindi di lungo termine. Guardiamo con attenzione al segmento delle società più piccole di Piazza Affari, l’Egm, che ha particolarmente bisogno di liquidità».
A gestire il fondo è la sgr Generali Asset Management «che ha come obiettivo di investire almeno il 25-30% della raccolta nelle società che rientrano nell’indice Ftse Small Cap», riprende Casagrande, «andando poi ad analizzare con il gestore Luca Finà i casi più interessanti anche fra chi scambia sotto i 100.000 euro al giorno, ovvero gran parte del segmento Euronext Growth Milan».
Il fondo, partecipato dalle compagnie di assicurazione del gruppo Generali, è tecnicamente un Fia (Fondo di Investimento Alternativo) chiuso riservato ad investitori professionali, con una durata minima di cinque anni dalla chiusura del periodo di sottoscrizione. Ed è compatibile con i requisiti della normativa Pir, che prevede un bonus fiscale sulle eventuali plusvalenze maturate. Il veicolo investirà almeno il 70% in titoli azionari quotati in mercati regolamentati emessi da società a media e bassa capitalizzazione non appartenenti al settore finanziario e all’indice FtseMib. La restante parte degli attivi, fino al 30%, sarà investita in titoli azionari quotati in mercati regolamentati con fatturato superiore ai 50 milioni di euro.
Il fondo di Generali Investments per le pmi si affianca ai veicoli messi a punto di recente da Equita, Algebris e Intesa Sanpaolo. Entro fine anno è atteso il via libera di Consob di un quinto fondo (potrebbe essere quello di Arca) per arrivare a giugno 2026, termine previsto dal Mef, a una decina di veicoli che potranno iniziare a investire finalmente nelle mid and small cap. Generali si inserisce quindi nell’ambito del progetto ideato dal Mef grazie al sottosegretario all’Economia, Federico Freni e a Giulio Centemero, membro della Commissione Finanze.
Il Mef ha dato vita, come si è visto, al Fondo Nazionale Strategico Indiretto, comparto del Patrimonio Rilancio istituito dal ministero dell'Economia e delle Finanze e gestito da Cassa Depositi e Prestiti. Un umbrella fund a capitale misto pubblico (49%) e privato (51%) che partirà con una dotazione minima di 750 milioni.
Alberto Villa, responsabile Equity Research di Intermonte, si aspetta che la raccolta di partenza sia di almeno un miliardo di euro rispetto ai 750 milioni di partenza previsti dal governo. L’eventuale adesione da parte di alcuni family office al Fnsi «potrebbe rappresentare un elemento di ulteriore crescita rispetto a questa stima», ragiona Villa. (riproduzione riservata)