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Pharma in borsa, è l'ora del riscatto?
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Pharma e biotech in borsa, quali prospettive con i dazi di Trump? Le strategie dei gestori

09 maggio 2025, 20:00

Il settore è difensivo e a sconto ma occhio alla scure dei dazi e al costo dei fondi di investimento

Non è un periodo facile per la salute e le biotecnologie in borsa. Dopo il picco vissuto nella fase del Covid-19, quando la corsa ai vaccini aveva portato alle stelle i prezzi dei titoli (e le loro valutazioni) dal 2022 in avanti è iniziata una fase stagnante, tanto che l’indice globale di settore, Msci World Health Care, dal 2022 a oggi ha guadagnato appena il 2,7%. Sui farmaci peraltro si sta per abbattere, come per altri settori, la scure dei dazi di Donald Trump, che metterà a rischio 200 miliardi di dollari di prodotti importati ogni anno.

Biotech, crisi o opportunità?

Il biotech, in particolare, lo scorso anno ha sofferto in modo significativo. «Alcuni titoli, in particolare quelli legati alle terapie geniche e cellulari, hanno mostrato discese importanti», evidenzia Gianpaolo Nodari, ceo di J. Lamarck, che mette a confronto la flessione del biotech nel 2024 con quella del tech nel 2022. La conclusione è tuttavia ottimista: «Come il settore tech ha trovato una solida ripresa dopo il 2022 grazie a driver come l'intelligenza artificiale e il cloud, anche il biotech potrebbe vivere una fase di crescita vivace nei prossimi anni trainata da innovazioni scientifiche, approvazioni di farmaci, fusioni e acquisizioni grazie alla liquidità disponibile delle big pharma». A tal proposito Merck ha appena comprato SpringWorks Therapeutics, una società biotecnologica Usa che fa parte del portafoglio del fondo Elica Equity di Riverfield. «Il nostro obiettivo è selezionare per Elica le aziende biotech emergenti che stanno sviluppando i farmaci più promettenti. Investiremo i proventi dell’acquisizione in società che stanno sviluppando le prossime generazioni di medicinali», spiega Niccolò Pignatelli, gestore del fondo Elica.

Gli elementi di ottimismo

Gli elementi di ottimismo ci sono: dagli investimenti di venture capital in tecnologie mediche e biotech (molto diffusi anche in Italia) allo sviluppo di tecnologie incoraggianti per la cura dell’Alzheimer, fino al boom dei farmaci anti-obesità di colossi come la danese Novo Nordisk e l’americana Eli Lilly. Per chi volesse investire in pharma e biotech con i comparti di risparmio gestito Fida propone una selezione di fondi attivi disponibili per gli investitori retail italiani.

La loro performance media da inizio anno è negativa dell’1,3%, molto meglio rispetto al -7,4% dell’Msci World Health Care, che passa al -2,9% annuo e al -6% su una prospettiva triennale. Il tutto con costi piuttosto alti: le commissioni medie sono dell’1,3%, con punte dell’1,92%.

Pharma e biotech: le differenze tra i due settori

Pharma e biotech, pur essendo due settori molto vicini, a livello di investimento hanno caratteristiche opposte, come riassume l’analista finanziaria di Fida Monica Zerbinati. La biotecnologia incarna oggi il paradigma dell’avanguardia turbolenta: la volatilità è da capogiro, oltre il 25% su base annua, e il rapporto rischio-rendimento fragile: lo Sharpe ratio a cinque anni, pari a 0,13, riflette una performance solo marginalmente positiva rispetto alla rischiosità assunta». Il farmaceutico e sanitario, prosegue l’esperta, «si impone al contrario come archetipo difensivo: il rendimento a cinque e dieci anni si mantiene solido,16,7% e 28,2%, mentre la volatilità decresce significativamente nel tempo, fino a stabilizzarsi attorno al 13%-14% su orizzonti lunghi».

Occhi puntati sulle tecnologie mediche

Fineco Am è prima con il Fam Series Medtech, che da inizio anno rende il 2,6% anche se i costi sono piuttosto alti, nell’ordine dell’1,86%. Nicolas Picard, gestore del comparto, pur segnalando le incertezze legate all’incognita dazi è ottimista sia sulle tecnologie mediche, «che beneficiano di un solido profilo di crescita trainato dall’invecchiamento della popolazione e dall’AI», sia sul settore farmaceutico tradizionale, «grazie alla sua solida pipeline di crescita». In particolare, aggiunge il money manager, «ci aspettiamo che l’oncologia continui a essere l’area terapeutica a più rapida crescita, con progressi nell’immuno-oncologia, nelle terapie mirate e nei farmaci anticorpi coniugati».

Un settore per giocare in difesa

Thematics Am, affiliata di Natixis Im, è presente in tabella con il fondo Nat Thematics Wellness, che nel 2025 perde lo 0,9%. Marine Dubrac, che co-gestisce un altro comparto del gruppo (Health Fund), fa notare che «la domanda di prodotti farmaceutici, spesso sostenuta da programmi nazionali di rimborso medico, rende il settore relativamente isolato dai rallentamenti economici». Il mix di rischio dazi e riduzione attesa delle spese governative, aggiunge la money manager, «potrebbero negativamente sulle imprese biotech più piccole che dipendono da tali investimenti». Date le attuali incertezze, Dubrac ritiene «prudente concentrarsi sulle aziende con produzione localizzata, esposizione minima ai finanziamenti governativi, farmaci altamente necessari, nonché su quelle con un minore divario di prezzo tra Stati Uniti ed Europa».

Opportunità nei titoli a sconto

Attenzione anche alle valutazioni: Julia Kung, portfolio manager Groupama Am, sottolinea che il settore sanitario Usa tratta con uno sconto di circa il 20% rispetto all’S&P 500, una deviazione significativa rispetto alla norma storica». Infatti dal 1990, aggiunge, «il settore sanitario americano ha registrato un premio di circa il 6% rispetto al mercato più ampio». Questo recente sconto, analizza Kung, «rappresenta uno dei divari di valutazione più ampi osservati negli ultimi decenni, riflettendo un periodo di sotto-performance in cui l’healthcare ha registrato un gap negativo di circa il 53% rispetto all’S&P 500 nei due anni fino al 2024».

Da cosa può essere dipeso questo sconto? L’esperta di Groupama Am cita diversi possibili fattori, «tra cui l’incertezza normativa e politica, i timori legati alla pressione sui margini di profitto e la rotazione del mercato verso un ristretto gruppo di titoli tecnologici e focalizzati sull’AI, che ha drenato capitali dai settori difensivi come l’healthcare». (riproduzione riservata)



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