skin track

Perché è nato MFGpt, una piattaforma per usare l'AI con i nostri lettori
Orsi & Tori Leggi dopo

Perché è nato MFGpt, una piattaforma per usare l'AI con i nostri lettori

30 maggio 2025, 19:30 Ultimo aggiornamento: 19:37

ChatGpt e degli altri giganti dell'intelligenza artificiale generativa hanno saccheggiato per anni i contenuti dei media di tutto il mondo, per poi formalizzare accordi milionari con i più grandi. Class Editori ha seguito l'esempio del New York Times e ha preferito costruirselo in casa, con i propri contenuti specifici. Provare per credere

Che mondo potrebbe o potrà essere quello in cui tutto il potere e soprattutto quello della conoscenza, grazie all’informazione, potrà essere concentrato in mano a pochi gruppi detentori di strumenti tecnologici esclusivi o quasi?

Di sicuro non sarà un mondo in cui prevarrà la democrazia, che come sa anche chi non ha studiato sui banchi del liceo classico deriva dalle parole demos (popolo) e kratos (potere), quindi appunto potere del popolo.

Il pericolo è reale, basti vedere che cosa sta accadendo negli Stati Uniti, per decenni culla della democrazia, oggi solo teorica perché asservita a pochi gruppi che appunto detengono, grazie alla tecnologia, il potere di informare, messo a disposizione di un governo che per difendersi mischia il potere economico personale del Presidente con quello derivante appunto dalla tecnologia.

Il Washington Post oggi è di Jeff Bezos

Vi ricordate The Washington Post, che con l’editrice Katharine Graham, rivelando lo scandalo del Watergate, costrinse il presidente Richard Nixon a dimettersi? Ecco, tenete conto che oggi il mitico quotidiano della capitale americana è di un signore che si chiama Jeff Bezos, proprietario di Amazon, la più grande società al mondo di commercio digitale.

Ma questo è niente perché, nel caso, Bezos ha il potere derivante dell’accoppiata di quello commerciale con quello dell’informazione diffusa dal quotidiano ex-principe della capitale americana. Mentre c’è chi anche senza avere giornali, ma avendo comprato i contenuti dei giornali e degli altri media, ha anche la tecnologia digitale vincente per la diffusione al mondo intero delle informazioni o delle disinformazioni. Questa tecnologia si chiama AI generativa e appena Open AI, il più avanti di tutti nel settore, l’ha messa a punto, ha comprato, attraendo con offerte milionarie, i contenuti di moltissimi o più di moltissimi media informativi di tutto il mondo.

Che cos’è davvero Open AI

Open AI è formalmente una società senza scopo di lucro per mostrare che non è interessata al denaro, ma Open AI controlla una società che ha scopo di lucro. Quindi se da una parte si potrebbe apprezzare il tentativo del capo, Sam Altman, di non lavorare per il profitto, ciò non esclude l’obbiettivo assoluto del potere. Del resto, perché mai fra i fondatori di Open AI ci sarebbe stato Elon Musk, anche se ora in rotta di collisione con Altman e fuori dalla società?

Con il maquillage del non profit Open AI, grazie alla sua messa a punto del sistema ChatGpt, ha fatto incetta di archivi e contenuti dei maggiori media del mondo e di quasi tutti i più importanti gruppi editoriali. Anche in Italia ha mietuto bene. Con questi popò di database di contenuti giornalistici realizzati in tutto il mondo, in qualche caso poi formalizzati dietro pagamento di lauti compensi, oggi ChatGpt può rispondere a tutte o a quasi tutte le richieste di informazioni o interrogazioni, come si preferisce chiamarle, di milioni di esseri umani nel mondo. Fra i gruppi più importanti dell’informazione mondiale soltanto uno ha rifiutato di vendere i suoi archivi e i contenuti giornalieri che vengono prodotti dalle redazioni in tutto il mondo: è il The New York Times, il quotidiano (ma non solo) simbolo dell’informazione a tutela dei lettori e della democrazia americana, visto che la proprietà ha il culto dell’informazione libera e non di parte. Quindi nei servizi che offre ChatGpt non si potrà trovare una risposta derivante dagli elaborati del grande quotidiano di New York.

Lo spirito di Class Editori

Ecco, il giornale che state leggendo e tutti i media di Class Editori, condividendo sul piano sia ideologico che pratico la visione del New York Times, non hanno ceduto a nessuno i contenuti accumulati in quasi 40 anni di informazione non condizionata da interessi né economici né politici di parte, nella convinzione che una democrazia, che le democrazie, possano rimanere forti e sicure solo se a vigilare sulla correttezza di chi ha il potere e governa ci sono mezzi di informazione liberi da ogni vincolo e da ogni interesse estraneo alla missione di informare i cittadini.

A proposito di MFGpt

Ma ovviamente non si può trascurare l’incredibile progresso della tecnologia. E quindi la decisione del giornale che state leggendo e degli altri media di Class Editori nel loro complesso è stata di realizzare in proprio una piattaforma, MFGpt, che potesse offrire, senza vincoli e senza missioni collaterali rispetto al dovere di informazione indipendente da ogni potere, un sistema che utilizza il grande progresso dell’AI generativa autonoma, appunto capace, sulla base di un archivio di quasi 40 anni che viene integrato giorno per giorno, di rispondere a domande semplici e complesse.

Complesse perché a compiere l’operazione è la AI, che allenata, collega e collaziona le varie informazioni e offre all’utente un servizio superiore a quello del singolo articolo, visto che genera la interconnessione delle varie informazioni presenti nel grande bacino informativo, che si arricchisce ora per ora, giorno per giorno. Infatti, è proprio questa la grandezza dei sistemi di AI e in particolare della AI generativa, in quanto collezionando e unendo, genera risposte ricche e quasi sempre di livello superiore a quella che è stata l’informazione singola o anche quella di un articolo meditato e arricchito di tutte le informazioni del momento. Appunto perché la AI generativa va a pescare tutte le informazioni funzionali alla risposta da dare all’utente in base a quanto la profondità dell’archivio può garantire. Ovviamente non è la sostituzione della funzione fondamentale esercitata da chi scrive o da chi parla e da chi analizza. Questo straordinario progresso tecnologico è l’intelligenza generativa che, come dice la parola, genera molto di più di una semplice notizia, avendo la capacità di collegare le notizie e di trarne il significato.

Il primo sito di informazione finanziaria in Italia

Una trentina di anni fa lo staff di Class Editori ebbe la fortuna di poter concepire, all’alba dello sviluppo di internet, il primo sito di informazione finanziaria in Italia. E poi, via via, nel tempo al sito di finanza si sono aggiunti quelli del fashion, degli stili di vita, delle sempre più approfondite analisi dei vari settori dell’economia e della finanza, con tre canali televisivi a cominciare da Class Cnbc, in partnership con l’americana Cnbc, la business tv più importante del mondo, o prima in collaborazione con l’agenzia Dow Jones della stessa casa editrice di Wall Street Journal. Abbiamo quindi accumulato una conoscenza e un sapere con profondità quarantennale, che potendo sfruttare le logiche dell’intelligenza artificiale generativa, offre oggi risposte straordinarie. Che, per la nostra stessa meraviglia, non sono solo pure descrizioni, ripescando e combinando le notizie dei poderosi archivi, ma anche ragionamenti di livello superiore.

Come è nata MFGpt

Quando il mio vice Gabriele Capolino fu il primo in casa editrice a interrogare ChatGpt di Open AI e a chiedergli, da buongustaio, quale fosse la ricetta giusta per la pasta alla carbonara, si vide rispondere che fra gli altri ingredienti (errore madornale) c’era l’aglio. Quando poi fece interrogazioni meno provocatorie ebbe risposte adeguate, convincendomi a marciare subito verso la realizzazione in autonomia di un sistema di Gpt (letteralmente Generative pre-trained transformer). Da mesi ci hanno lavorato in primo luogo due persone: Roberto Bernabò, giornalista e tecnologo viareggino molto stimato anche dalla Fieg, e il giovane ingegnere nucleare Andrea Pazzaglia.

E mercoledì 28 maggio, onorando il mese della Festa del Lavoro, abbiamo potuto presentare nello studio televisivo di ClassCnbc, MFGpt, pronto a essere allenato da chi, in primo luogo i giornalisti della casa editrice, ma anche i nostri lettori che vorranno allenarlo registrandosi all’indirizzo https://www.milanofinanza.it/gpt/registrazione.

Un premio per figli che onorano i padri

Personalmente mi sono convinto che potevamo essere, come in effetti siamo stati, i primi a lanciare in Italia un sistema di intelligenza generativa quando con Gabriele (Capolino) abbiamo formulato la richiesta a MFGpt di suggerirci i passi da fare per organizzare un premio rivolto ai figli che onorano i padri.

Non era una richiesta finanziaria nè societaria e la risposta è stata straordinaria perché con tono pieno di apprezzamento e poi consulenziale ha esordito così: «Organizzare un premio destinato agli eredi di industrie o di banche private che hanno saputo superare le performance dei loro genitori è un'iniziativa interessante e va ben pianificata. Sebbene non possa offrire una consulenza formale, posso sicuramente fornire suggerimenti utili su come impostare questo premio, nonché criteri di valutazione e indici finanziari che potrebbero essere utili per la compilazione di una graduatoria».

Gli Stati Generali dell’AI

Così mercoledì scorso ci siamo lanciati, presentando il nostro sistema autarchico di AI generativa in occasione della nostra IV edizione de Gli Stati Generali dell’AI. La mattina l’abbiamo presentata ai colleghi di vari media negli studi di ClassCnbc, di ClassTv Moda e di UpTv. E nel tardo pomeriggio, alla fine di oltre 25 interventi dei più autorevoli esperti di AI, a cominciare dallo straordinario Professor Mario Rasetti, abbiamo fatto un test su Banca dei Territori, la Banca italiana di Intesa Sanpaolo, alla presenza del suo responsabile, Stefano Barrese. E la risposta alla richiesta di descrivere le caratteristiche, le peculiarità e l’efficienza della Banca, è stata giudicata perfetta dallo stesso Barrese.

Il vero tema riguarda la democrazia

Mi sono dilungato sulla descrizione, quasi la cronaca, delle nostre presentazioni di MFGpt per trasmettere non solo un’informazione ai nostri lettori ma per affrontare un tema capitale per la sopravvivenza della democrazia in Italia, forti anche dell’esperienza di quando molti anni fa appunto fummo i primi a realizzare un sito internet di finanza ed economia e fu la nostra straordinaria fortuna in Borsa.

Il concetto è semplice ed è un nostro credo: se tutta l’informazione viene concentrata in poche mani di gruppi rilevanti a livello mondiale, il loro potere metterà a rischio la democrazia. Perché il potere dell’informazione può essere micidiale e se già i giganti del web creano grandi preoccupazioni per chi ha a cuore la tutela dei valori democratici, minacciati da un potere enorme, figuriamoci se questi o loro simili concentrano nei loro archivi immensi le informazioni e quindi il sapere cedutogli da moltissimi media, abbagliati dalle offerte economiche che loro fanno. Sarà l’oligopolio dell’informazione, che dà un potere enorme in mano a chi con il denaro e la tecnologia ha conquistato più di mezzo mondo.

Dare i contenuti a ChatGpt è un errore

Il meccanismo è stato subdolo perché i padroni dell’AI hanno offerto denaro e assistenza tecnica. Durante la nostra presentazione ai media italiani non pochi colleghi hanno capito che è stato un errore per la democrazia, oltre che per l’autonomia delle case editrici, cedere gli archivi e le produzioni giornaliere dei contenuti a ChatGpt.

Già, perché il mondo democratico è da tempo sotto schiaffo per il potere dei pochi gruppi universali della tecnologia, da Google a X, da Facebook a YouTube, da WeChat a Meta che controlla anche WhatsApp, da Apple ad Amazon. Se anche, come è avvenuto, le grandi testate della tradizione liberale cedono quanto hanno prodotto e quanto giorno per giorno producono, si tratta evidentemente di una rinuncia che fa male proprio alla democrazia perché aumenta il potere già enorme dei re del digitale.

Una produzione al servizio diretto degli utenti

Evidentemente non è la scelta di Class Editori che può cambiare il trend, ma questa è la nostra scelta che ci fa sentire bene anche perché sarà la nostra casa editrice a stabilire le condizioni affinché lo storico e la produzione giornaliera delle nostre testate possa essere al servizio diretto degli utenti senza intermediazione e quindi senza pericoli di uso improprio dai re assoluti del digitale.

In fin dei conti abbiamo verificato e dimostrato che anche una media casa editrice come la nostra può arrivare in un tempo relativo, certo con la competenza dei nostri tecnici, a offrire un servizio allo stesso livello di chi fattura decina di miliardi. Lo avevamo già verificato quando realizzammo per primi il sito internet più di 20 anni fa. Anche allora prevalse lo spirito di autonomia che crediamo debba sempre caratterizzare chi fa informazione al servizio dei cittadini e delle istituzioni e non di quello o quell’altro interesse.

In ricordo del professor Luigi Guatri

Per noi di Class Editori è naturale, perché siamo nati proprio per questo: come riscrivo, il momento magico fu quando andai a chiedere al professor Luigi Guatri, rettore e amministratore delegato della Bocconi, la principale e più autonoma a università economica (e non solo) in Italia, di suggerirci un suo allievo per la presidenza della nuova casa editrice. Avevo conosciuto Guatri quando dirigevo il Mondo e Capital in Rcs e il professore era commissario giudiziale per l’amministrazione controllata della casa allora dei Rizzoli.

Quando andai a trovarlo, il controllo di Rcs era passato a Torino e relativi valletti. Gli chiesi, appunto, se ci potesse segnalare, a me e a 10 giornalisti fondatori di Class Editori, un suo allievo per fare il presidente. Il Professore mi disse: «la chiamo domani mattina». Mi chiamò puntualmente per dirmi: «se non le dispiace, il presidente lo farei io ma non di campanello: se siete d’accordo la Bocconi sottoscriverà il 20%». E così avvenne, donandoci l’imprinting dell’autonomia, economica, culturale e politica che la prima università economica italiana trasmette ai giovani che la frequentano.

E ora via con MFChat, rinnovando l’invito a partecipare all’allenamento del sistema a tutti i lettori che vogliono essere parte attiva nel rendere sempre più forte il nostro ultimo nato. Cari lettori, scrivete a https://www.milanofinanza.it/gpt/registrazione. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza