Il 2025 per il gruppo assicurativo Sara si chiude con un utile netto di poco meno di 90 milioni, in forte incremento rispetto agli 80,9 milioni del 2024, e un indice di solvibilità del 390%, quasi quattro volte il minimo richiesto dal regolatore. Dopo l’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione, con la nomina del generale Tullio Del Sette alla presidenza (dopo essere stato commissario straordinari di Aci) e di Geronimo La Russa alla vicepresidenza (oltre che alla presidenza Aci), il gruppo controllato dall’Automobile Club d’Italia ha messo a punto il nuovo piano industriale triennale che guarda al 2028.
«Il 2025 è stato un anno decisamente positivo e in linea con i best performer di mercato», commenta il direttore generale della compagnia Alberto Tosti. Per quanto riguarda il piano strategico 2026-2028, «punteremo sui servizi al clienti, come dimostra la decisione di aver rilevato il 100% di Aci Global, sul potenziamento della rete, con il numero delle agenzie che aumenterà dalle 650 attuali a oltre700 a fine piano, e sulla crescita del ramo vita. E gli investimenti in intelligenza artificiale ci consentiranno di aumentare l’efficienza».
Guardando ai numeri, l’obiettivo è arrivare entro il 2028 a 840 milioni di euro di premi danni di Sara Assicurazioni (dai 783 milioni di fine 2025) e a 185 milioni per Sara Vita (da 152 milioni di dicembre scorso). A crescere dovrà essere soprattutto la componente danni diversa dall’Rc Auto, che oggi rappresenta ancora circa il 50% dei premi di Sara Assicurazioni, con l’altra metà equamente distribuita tra premi auto accessori e altri premi. Al di là della crescita dei premi il focus resta però la redditività, con l’utile di gruppo che dovrebbe mantenersi almeno in linea con quello registrato negli ultimi anni in caso di condizioni normali di mercato.
«Tra le cose che ho imparato in quasi dieci anni alla guida di Sara è che anche una compagnia assicurativa di medie dimensioni come la nostra può operare nel mercato ottenendo risultati di ottima qualità grazie ad agilità e rapidità di decisione», aggiunge Tosti. In questi anni, nonostante ci siano stati momenti di mercato difficili, il gruppo ha visto i fondi propri Solvency salire da 650 milioni a 1,1 miliardi di euro, i premi aumentare del 45% e l’utile complessivo di 800 milioni. «In questo arco temporale il risultato netto medio annuo è stato di 80 milioni, con 300 milioni di euro di dividendi distribuiti», di cui poco meno di 18 milioni pagati a valere sul bilancio 2025.
Nel capitale di Sara non c’è solo l’Aci. Azionisti storici sono anche Reale (15%) e Generali (5%). Come è iniziato il 2026? «Bene nonostante la volatilità delle borse per la guerra e i rischi d’inflazione», conclude Tosti. «Se l’allerta rientrerà potremmo superare agilmente gli obiettivi del piano, che abbiamo mantenuto prudente». (riproduzione riservata)