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Per Elon Musk e Jamie Dimon l’intelligenza artificiale supererà presto quella umana

di Joseph De Avila (The Wall Street Journal)
10 aprile 2024, 18:30 Ultimo aggiornamento: 20:04

C’è chi teme il collasso della società; altri esperti ritengono invece che i timori sono esagerati | Intelligenza artificiale, Meta e OpenAI preparano nuovi modelli: saranno in grado di pensare e pianificare

Secondo Elon Musk e Jamie Dimon, in futuro, l’Intelligenza Artificiale (AI) diventerà più intelligente degli esseri umani e trasformerà la società. Resta ora da vedere se le previsioni di uno degli uomini più ricchi del mondo e del presidente della più grande banca statunitense si avvereranno o si riveleranno esagerate.

In dichiarazioni rilasciate questa settimana, sia Musk che Dimon si sono uniti a un coro di dirigenti d’azienda che formulano audaci previsioni sul potenziale rivoluzionario dell’AI. «Secondo me, entro la fine del prossimo anno, avremo un’Intelligenza Artificiale più intelligente di qualsiasi essere umano», ha affermato Musk in un’intervista lunedì 8 con Nicolai Tangen, ceo di Norges Bank Investment Management, il fondo sovrano norvegese da 1.600 miliardi di dollari e uno dei principali investitori di Tesla. L’intervista è stata trasmessa sulla piattaforma social di Musk, X. Musk, ceo di Tesla e di un’azienda nel settore dell’Intelligenza Artificiale, ha sottolineato che l’AI è la tecnologia in più rapida evoluzione che abbia mai visto, prevedendo che probabilmente supererà l’intelligenza degli esseri umani entro cinque anni.

Jamie Dimon scrive agli azionisti

Lunedì 8, Dimon, ceo di JPMorgan Chase, ha informato gli investitori che l’AI potrebbe avere un impatto trasformativo pari a quello di alcune delle principali invenzioni tecnologiche degli ultimi secoli. «Pensate alla stampa, al motore a vapore, all’elettricità, all’informatica e a Internet, per esempio», ha scritto Dimon nella sua lettera annuale agli azionisti. La lettera di Dimon agli azionisti è attesa ogni anno con grande interesse ed è ampiamente letta nel settore dei servizi finanziari. Dimon ha affermato che l’AI potrebbe portare le future generazioni a lavorare solo tre giorni e mezzo a settimana. Nella sua lettera agli azionisti, l’AI è stata la prima questione a essere affrontata. Un portavoce di Dimon ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Un rappresentante di Musk non ha risposto a una richiesta di commento.

Tutti a caccia di talenti

La corsa all’AI per sviluppare la prossima grande innovazione ha scatenato una vera e propria guerra di talenti nella Silicon Valley. Le aziende tecnologiche investono massicciamente nell’AI a un ritmo frenetico, con investitori e analisti sempre più convinti della sostenibilità di questo boom. Tale tecnologia ha anche alimentato le performance azionarie di molte aziende tecnologiche e di chip che mirano a trarne vantaggio.

Il ceo di Google, Sundar Pichai, ha affermato che l’Intelligenza Artificiale potrebbe avere un impatto persino più profondo dell’invenzione del fuoco o dell’elettricità. Vinod Khosla, fondatore della società di venture capital Khosla Ventures, ha dichiarato lo scorso anno che entro 10 anni, «l’80% dell’80% dei lavori esistenti» sarà svolto dall’AI. «Entro 25 anni non sarà più necessario lavorare in quei Paesi che adottano queste tecnologie», ha aggiunto Khosla in un’intervista al Wall Street Journal.

Ma ci sono rischi di collasso della società


Tuttavia, questa tecnologia ha anche sollevato gravi preoccupazioni per il futuro dell’umanità. All’inizio di questa settimana, la principale compagnia di telecomunicazioni del Giappone e il più importante quotidiano del Paese hanno sottolineato in un manifesto che, se l’AI non sarà regolamentata, «nel peggiore dei casi, la democrazia e l’ordine sociale potrebbero collassare, scatenando conflitti». Hanno quindi sollecitato i legislatori giapponesi a introdurre leggi per regolare l’AI, mettendo in luce le crescenti preoccupazioni riguardo ai programmi di Intelligenza Artificiale sviluppati da aziende statunitensi.

Preoccupazioni esagerate?

Lo scorso anno, negli Stati Uniti, l’amministrazione Biden ha richiesto l’attivazione di poteri federali d’emergenza per obbligare le principali aziende di AI a notificare al governo lo sviluppo di sistemi che rappresentano una grave minaccia per la sicurezza nazionale. Tuttavia, alcuni esperti ritengono che le previsioni sul potere trasformativo dell’AI siano esagerate. Gary Marcus, uno scienziato cognitivo che ha venduto una startup di Intelligenza Artificiale a Uber nel 2016, ha affermato che, sebbene un giorno l’AI generativa potrà raggiungere un livello in cui trasformerà la società, sono necessari notevoli progressi per avvicinarsi al livello di cambiamento prodotto da Internet o persino dagli smartphone. «È possibile che, facendo nuove scoperte e sviluppando un’AI molto più avanzata di quella attuale, questa possa alla fine diventare veramente trasformativa», ha dichiarato Marcus in un’intervista.

Secondo Marcus, i programmi di AI generativa attuali commettono troppi errori, non sono affidabili e hanno una comprensione soltanto superficiale del mondo. Inoltre, ha affermato che è improbabile che l’AI possa avvicinarsi al livello dell’intelligenza umana entro la fine dell’anno prossimo, come previsto da Musk. Ha aggiunto che anche superare completamente l’intelligenza umana nei prossimi cinque anni sembra essere un’ipotesi poco realistica.

«Ci sono ancora diversi problemi di base nella comprensione del mondo fisico e psicologico che queste macchine devono risolvere», ha concluso Marcus, che si è offerto di scommettere un milione di dollari con Musk sul fatto che la sua previsione secondo cui l’AI diventerà più intelligente di un essere umano entro il prossimo anno si rivelerà errata. Un rappresentante di Musk non ha risposto a una richiesta di commento al riguardo.

Manca l’intelligenza emotiva

«Al momento c’è una grandissima attenzione sull’Intelligenza Artificiale», ha dichiarato Angel Vossough, cofondatrice e ceo di BetterAI, un’azienda che sta sviluppando un tool di raccomandazione di vini basato sull’AI. Vossough sostiene che i sistemi di Intelligenza Artificiale sono in grado di analizzare enormi quantità di dati e di effettuare previsioni o aumentare la produttività. Tuttavia, ritiene che tali sistemi non siano affatto intelligenti quanto gli esseri umani, poiché una componente significativa dell’intelligenza umana è l’intelligenza emotiva. «Deve essere in grado di connettersi, comprendere e rispondere alle emozioni umane in modo autentico ed efficace», spiega. «Non credo che siamo ancora vicini a raggiungere questo obiettivo».

Troppi consumi elettrici

Un altro problema legato all’esplosione dell’Intelligenza Artificiale è la pressione sulle risorse, come l’elettricità. La società di progettazione di chip Arm sta investendo in ricerca per comprendere come rendere le applicazioni di AI più efficienti dal punto di vista energetico.

Martedì 9, Rene Haas, ceo di Arm, ha dichiarato che i data center di Intelligenza Artificiale potrebbero consumare fino al 20%-25% del fabbisogno energetico degli Stati Uniti entro la fine del decennio, rispetto al 4% o meno attuale.

Dimon ha comunicato che JPMorgan conta ora più di 2.000 esperti di Intelligenza Artificiale e Machine Learning, dopo aver sperimentato per la prima volta questa tecnologia più di un decennio fa. Dimon crede anche che l’Intelligenza Artificiale aiuterà a ridefinire i processi aziendali in tutta la banca. «Anche se non conosciamo appieno l’impatto che l’Intelligenza Artificiale avrà sulla nostra attività, o come influirà sulla società nel suo complesso, siamo fermamente convinti che le conseguenze saranno straordinarie», ha concluso Dimon nella sua lettera agli azionisti.


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


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