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Chiara Soldano ceo Axa Italia
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Axa Italia ha investito quasi 1 miliardo tra Prima e Nobis. La ceo Chiara Soldano: pronti a nuove operazioni

di Anna Messia
19 settembre 2025, 21:00 Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2025, 09:14

In Italia gli agenti resteranno centrali e Prima che avrà un respiro europeo, aggiunge. La joint venture con Mps cresce e rappresenta l’80% della raccolta Vita di 2,3 miliardi. Che succederà dopo l’opas su Mediobanca? Vedremo, risponde, insieme abbiamo grandi potenzialità

«L’operazione su Prima Assicurazioni ci consentirà di diventare leader nel mercato italiano delle polizze dirette e avrà un respiro europeo con la società che riporterà direttamente a Patrick Cohen, ceo Europe di Axa, mentre in Axa Italia gli agenti sono e resteranno al centro della strategia. L’acquisizione di Nobis siglata un anno fa ci ha invece consentito di consolidare la quarta posizione nel Danni, di specializzarci nel settore automotive e sta dando ottime soddisfazioni. Mentre, per quanto riguarda l’alleanza con Monte dei Paschi, con cui 20 anni fa abbiamo costruito insieme il modello bancassicurativo italiano, il focus resta la creazione di valore per la joint venture e per i clienti. Stiamo registrando una forte crescita della raccolta e ci prepariamo a lanciare nuovi prodotti. La partnership ha ancora grandi potenzialità».

Parola di Chiara Soldano che, dopo essersi fatta rapidamente strada nel gruppo assicurativo francese dove era entrata nel 2016 alla guida dell’underwriting Danni (la sottoscrizione dei rischi che è la base fondante del business assicurativo), a novembre prossimo compirà due anni alla guida di Axa Italia come amministratore delegato.

In questa intervista con MF-Milano Finanza la numero uno di Axa Italia fa il punto su tutte le partite chiave per il gruppo assicurativo francese nel Paese. Deal che si incrociano con il cuore del riassetto bancario che il Paese sta vivendo in questi mesi dopo l’opas di Mps su Mediobanca, coinvolgendo a cascata le stesse Generali. Uno scenario in cui Axa sembra pronta a stringere la presa sull’Italia fino a mettere ancora in campo ingenti risorse economiche, come è già stato con Prima Assicurazioni e con Nobis nell’ultimo anno. Intanto nel 2024 dall’Italia sono arrivati 300 milioni di euro di utile alla capogruppo. Quello italiano «è un Paese strategico per Parigi che continua a guardare a nuove opportunità di acquisizioni che si dovessero presentare», conferma Soldano, già al lavoro sul nuovo piano 2027-2029 che il gruppo sta cominciando a preparare. Qui ne anticipa qualche elemento.

Domanda. Nel caso dell’acquisizione di Prima Assicurazioni Axa è stata pronta a investire 500 milioni di euro per rilevare il 51% della società sbaragliando, secondo voci di mercato, le offerte dei concorrenti. Che piani avete?

Risposta. Siamo ancora in attesa del via libera delle autorità ma l’operazione consentirà al gruppo di raddoppiare la quota di mercato sul motor in Italia, rafforzando la nostra expertise tecnologica. Prima Assicurazioni ha chiuso il 2024 con premi per 1,2 miliardi di euro e punta a potenziare il canale diretto in diversi Paesi.

D. Una scelta che ha però provocato la reazione degli agenti di Axa in Italia che temono la concorrenza dell’online. Cosa cambierà per loro?

R. In Axa Italia gli agenti sono e resteranno al centro del modello distributivo della compagnia. Per potenziare questo canale abbiamo sostenuto importati investimenti. L’operazione Prima ha, invece, un respiro europeo e apporta competenze tecnologiche a tutto il gruppo. L’intenzione, con Prima, è di sviluppare il canale diretto in altri Paesi europei per rispondere ai bisogni dei clienti che prediligono un canale completamente digitale. La società ha recentemente aperto attività in Regno Unito e Spagna. In Axa Italia gli agenti resteranno il pilastro della compagnia e Prima manterrà un posizionamento distinto.

D. Un anno fa, nell’estate 2024, Axa è stata pronta a investire in Italia altri 420 milioni per prendere il 100% di Nobis Assicurazioni, aggiungendo in quel caso circa 600 milioni di premi lordi, di cui 470 milioni nel danni, con un utile netto di 35 milioni. Quali sinergie avete realizzato?

R. Il perfezionamento dell’operazione è di aprile scorso. L’apporto della società è nei numeri della semestrale di Axa in Italia che si è chiusa con un totale di 3,7 miliardi di premi che corrispondono a una crescita del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Di questi, 1,4 miliardi sono i Danni con una crescita del 7%, grazie soprattutto alla forte capillarità territoriale e capacità consulenziale dei nostri agenti.

D. Siamo già quasi a fine settembre, che previsioni avete per l’intero esercizio?

R. Contiamo di mantenere un buon livello di crescita dopo che il 2024 si era chiuso con un aumento dei premi del 22%, a 6,2 miliardi. Ad andare molto bene è anche il comparto Vita che nei primi sei mesi di quest’anno ha registrato un aumento dei premi del 23% a 2,3 miliardi. Il mio arrivo alla guida della società è coinciso con l’avvio del piano 2024-2026 Unlock the future. Finora abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi previsti e restiamo ottimisti. Stiamo già iniziando a lavorare al nuovo piano, in linea con quello del gruppo, che metterà al centro i nuovi trend socio economici, ovvero invecchiamento demografico, AI e cambiamento climatico.

D. Nel primo semestre più dell’80% dei premi Vita che citava arrivano dalla joint venture con Mps che ha apportato anche circa 94 milioni di premi danni. Un’alleanza che scadrà nel 2027 e in genere questi accordi vengono ridiscussi ben prima del termine. Dopo l’opas del Monte su Mediobanca, c’è già chi immagina un possibile avvicendamento delle Generali nella partnership con Siena. Avete iniziato a discutere con Mps?

R. L’alleanza ha dato e sta continuando a dare ottimi risultati. Ha grandi potenzialità ulteriori. In questa fase siamo concentrati nel lavorare insieme per creare valore, vedremo. (riproduzione riservata)



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