I ricchi sono sempre più ricchi e le diseguaglianze così si acuiscono. Negli ultimi 10 anni la ricchezza dell'1% degli uomini più facoltosi al mondo è aumentata, in termini reali, di oltre 33.900 miliardi di dollari. Un ammontare superiore di 22 volte alle risorse necessarie per riportare sopra gli 8,30 dollari al giorno la parte della popolazione mondiale che vive attualmente sotto la soglia di povertà. Questo emerge dalla nuova analisi di Oxfam, pubblicata in vista della quarta Conferenza internazionale sul finanziamento per lo Sviluppo.
A ciò si aggiunge il fatto che i governi delle economie avanzate stanno apportando i tagli più cospicui agli aiuti pubblici allo sviluppo dagli anni Sessanta. I soli Paesi del G7, i cui stanziamenti rappresentano circa tre quarti degli aiuti globali, prevedono per il 2026 tagli del 28% rispetto al 2024. Nel frattempo la crisi del debito vede «il 60% dei Paesi a basso reddito sull'orlo di una bancarotta, con i Paesi più poveri costretti a spendere per il servizio del debito somme più alte di quelle che destinano a scuole e ospedali pubblici», si legge nell’analisi Oxfam. L’Italia è per la riconferma dell'impegno dello 0,70% per gli aiuti ma è ancora lontana da questo obiettivo, fermo allo 0,28%. (riproduzione riservata)