
Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini prepara la riorganizzazione dell'associazione in chiave pragmatica. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il numero uno degli industriali ha preparato un progetto per semplificare, stringere la presa e governare meglio le 17 aree in cui è divisa la struttura centrale. Il piano, in via di definizione, dovrebbe essere presentato agli associati nel primo Consiglio Generale dopo la pausa estiva. E cioè a settembre, prima dell'assemblea pubblica di Confindustria, fissata in calendario per il 18 settembre. Sarà la prima per Orsini (è stato eletto da quella privata a maggio), a cui dovrebbe esser presente anche la premier Giorgia Meloni.
Il presidente ha già illustrato il progetto alla squadra dei vicepresidenti - in tandem con il neo direttore generale Maurizio Tarquini - tre settimane fa. Di fatto, dovrebbe esser introdotto un livello intermedio fra la presidenza e le varie aree, fra cui le più importanti sono quella storica «Lavoro, Welfare e Capitale Umano» e il Centro Studi, think tank e laboratorio di analisi e ricerche che una volta era secondo soltanto a quello di Banca d'Italia. Si tratta un po' di un ritorno al passato, quando sotto il dg c'erano soltanto quattro grandi aree (Interni, Internazionale, Sindacale e Centro Studi). Si vuole rendere la struttura più veloce nelle risposte da dare al sistema degli associati. Il livello intermedio è rappresentato da quattro macro-aree funzionali: Policy, Amministrazione e Personale, Sistema Associativo e Comunicazione, Relazioni Istituzionali ed Eventi. Policy è quella più corposa e con il maggior numero di persone impegnate nella struttura di vertice confindustriale e dovrebbe esser gestita direttamente dal dg, che dovrebbe invece affidare la responsabilità delle altre tre ad altrettante sue persone di fiducia. La macro-area Policy va dall'area Politiche Fiscali a quella Credito e Finanza e dagli Affari Legislativi ed Europei al Centro Studi. C'è da dire però che la presenza del Centro Studi (ora guidato da Alessandro Fontana) - vecchio fiore all'occhiello di Viale dell'Astronomia – in un «mega-calderone» (così lo ha definito qualcuno) sta creando qualche mal di pancia, anche perché nelle consultazioni dei saggi, fra le principali richieste, gli associati avevano spinto per una valorizzazione del think tank. Per l'Amministrazione-Peronale circola il nome di Francesca Di Girolamo (attuale direttore Amministrazione, Finanza e Controllo), per la macro-area Sistema Associativo quello di Marcello Gozzi (dg di Confindustria Toscana Nord) e per la responsabilità di Comunicazione, Relazioni Istituzionali ed Eventi viene fatto il nome di Livio Vanghetti (comitato promotore di Expo Roma 2030). Ma si tratta perlopiù di rumors. Va infine segnalato che è stata archiviata con un accordo tombale il contenzioso con l'ex dg Francesca Mariotti, licenziata dall'ex presidente Carlo Bonomi, che per chiudere la vicenda ha corrisposto alla manager una mega-liquidazione di 1,5 milioni. A giorni Orsini dovrebbe portare a casa i decreti attuativi di Industria 5.0. (riproduzione riservata)