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ORSI & TORI

di Paolo Panerai
Milano Finanza - Numero 064 pag. 4 del 29/03/2024

centro, Radikale Venstre, non dia il via libera all'alternativa scelta, cioè all'ingresso in Ita, per poi giungere alla maggioranza, della tedesca Lufthansa, che è già una grande e profittevole compagnia di bandiera europea. A parte i tecnicismi, non ci voleva tanto a immaginare che far aggiungere a Lufthansa, che già controlla Austrian Airlines, Brussels Airlines, Swiss, Eurowing e Discover anche la compagnia di bandiera del terzo Paese europeo per abitanti, scatenasse problematiche di rispetto della concorrenza. E infatti per dare il via libera la Vestager ha posto una serie di condizioni e di rinuncia a decine di rotte e a una perdita di peso di Ita su Linate. Si tratta di rotte a corto raggio, che collegano l'Italia ai paesi dell'Europa centrale. Vestager segnala poi che la eventuale fusione diminuisce la concorrenza sul lungo raggio tra l'Italia gli Stati Uniti, Canada e Giappone. Vestager non ha detto no, ma chiede che Lufthansa e anche Ita facciano molte rinunce per garantire la concorrenza e quindi i prezzi e il servizio per i passeggeri.

È evidente che a soffiare sul fuoco ci sono le altre importanti compagnie europee come Air France o British Airways, ma le obiezioni non sono infondate, perché un'unione di fatto Germania-Italia sui voli aerei creerebbe il super leader europeo.

A queste osservazioni di Vestager, per la prima volta il ministro Giorgetti non ha risposto con il linguaggio di un liberale qual è, laureato alla Bocconi. Ha usato la parola: i burocrati di Bruxelles bloccano Ita. Probabilmente la sua preoccupazione non è soltanto la lunghezza della trattativa ma che alla fine l'operazione Lufthansa si riveli meno conveniente di una operazione tutta italiana. Il ministro Giorgetti, da quel bravissimo politico-amministratore che è, ha deciso di agganciare Lufthansa per la solidità che ha, ma sa che dall'altra parte, specialmente quando Lufthansa decidesse (come di diritto) di salire in maggioranza assoluta e quindi di privilegiare flussi di turisti verso altri paesi, l'Italia perderebbe l'essenziale disponibilità di un vettore che faccia unicamente gli interessi del Paese. La parola che semplifica questo concetto è: compagnia di bandiera.

Se le richieste di Bruxelles fossero giudicate troppo onerose da Lufthansa, la quale quindi dovrebbe rifarsi in altro modo sull'Italia, il bravissimo ministro Giorgetti non si dimentichi che Aponte (risulta a MF-Milano Finanza) potrebbe anche ritornare disponibile. L'Italia avrebbe così un vettore che copre tutte le forme di trasporto e che, abbinando volo aereo, treno (Italo) e crociere potrebbe portare in Italia più turisti di quanti ne arrivano oggi. E così il sistema Italia potrebbe veder salire di più il suo pil.

* * *

Fa piacere e ben sperare la convergenza di idee fra il ministro Giorgetti e il nuovo governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta. In primo luogo sul taglio dei tassi che, oltre a favorire gli investimenti, può avere una forte riduzione del costo del debito italiano, che è il più alto dell'Unione.

Panetta, che conosce bene Francoforte essendo stato il rappresentante italiano per molti anni, ha confermato ufficialmente, ben facendo per indirizzare il mercato, che a giugno il taglio dei tassi ci sarà. Lo stile è quello di Mario Draghi, che rispetto alle mezze parole della nuova presidente della Bce, Christine Lagarde, preferisce parlare netto. E come Draghi disse chiaro, quel 26 luglio del 2012, che avrebbe fatto «tutto quello che serve», per difendere l'euro senza timore delle reazioni scontate, e che ci furono, con il voto contrario del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, allo stesso modo ora Panetta ha detto che a giugno il taglio dei tassi deve esserci. E perché qualcuno, come per esempio la rappresentante tedesca Isabel Schnabel, non faccia marcia indietro, bene ha fatto Panetta a dire che tutti a Francoforte sono d'accordo. Si sa che Panetta avrebbe voluto i tagli da prima di giugno, ma proprio per evitare ripensamenti è stato categorico con la frase che in Bce tutti sono d'accordo sul taglio dei tassi. Naturalmente sarà molto importante l'entità del taglio o la programmazione di più tagli ben scadenzati, in modo che il mercato sappia regolarsi.

Il governatore Panetta ha parlato anche all'Italia, o per meglio dire al governo italiano, e in particolare al ministro dell'economia Giorgetti, con cui è di fatto allineato. Ha evocato il grande Luigi Einaudi, il quale sosteneva che per spingere la crescita va continuamente migliorata la qualità del bilancio e quindi del debito. E ha ripreso sempre un concetto di Einaudi che era stato citato non molto tempo fa anche da Mario Draghi: una precisa distinzione fra debito buono e debito cattivo. Il debito buono è quello che produce reddito, quello cattivo produce solo oneri. Per fortuna su questi temi la sintonia fra il governatore della Banca d'Italia e il ministro dell'economia Giorgetti è quasi perfetta. «Tanto più il percorso di riduzione del debito sarà credibile, tanto minore sarà la compensazione (cioè il livello più alto dei tassi) che gli investitori richiederanno per detenere il nostro debito».

* * *

Le borse stanno cambiando radicalmente contenuti. In particolare, Wall Street. Finora i protagonisti erano stati i titoli delle grandi compagnie petrolifere. Oggi sono i tecnologici, più o meno contagiati dall'intelligenza artificiale. In molti casi, basta che una società segnali di usare AI e il titolo sale. Non vi è dubbio che la AI è il più grande cambiamento dalla fine della Seconda guerra mondiale, ma chi investe deve stare ben attento a che AI non sia solo promozione del titolo e dietro le due lettere ci sia sostanza. Ciò impone una profonda riconversione anche degli analisti.

P.S. Gli acquirenti di MF-Milano Finanza forse non se ne accorgeranno neppure, ma da questo numero, non una sorpresa nell'uovo di Pasqua, il prezzo del nostro giornale sale di 30 centesimi a 4,50 euro. Dal 2015 abbiamo tenuti immutati i prezzi dei nostri media. Lo abbiamo fatto non per seguire l'inflazione, ma per dare continuità agli ottimi risultati che Class Editori ha potuto comunicare al mercato (15 milioni di ebitda) e che derivano dai forti investimenti che stiamo realizzando. Tutti nell'interesse di un'informazione sempre di maggiore qualità. (riproduzione riservata)

Paolo Panerai



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