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Milano Finanza - Numero 045 pag. 1 del 05/03/2022

Il buio oltre la siepe della guerra in Ucraina può diventare meno buio se si va a scoprire che cosa è avvenuto fra Russia e Cina in occasione dell'inaugurazione delle Olimpiadi invernali di Pechino. Unico capo di stato ospite del presidente cinese Xi Jinping è stato proprio il presidente della Russia, Vladimir Putin. E dietro gli inni olimpici e nazionali, fra Cina e Russia è stato firmato un documento di straordinaria importanza non solo per capire meglio la guerra contro l'Ucraina ma anche quali potranno essere i destini del mondo, a prescindere dall'esito di questa tragica guerra. In pratica si va a scoprire cosa c'è dietro la rafforzata anche se recente amicizia fra i due paesi a ideologia comunista. Il documento può essere diviso in tre parti: l'Ideologia, la Geopolitica e la Tecnologia con annessi gli effetti sull'economia.

L'Ideologia è per i due paesi il punto di partenza per la proposizione di una nuova visione globale del mondo. In realtà il concetto di globalizzazione viene preso in considerazione solo per il sistema economico, mentre per la visione politica il principio affermato è quello del multipolarismo in contrapposizione con il concetto, ribadito anche dal presidente italiano Draghi in aderenza con la visione occidentale, del multilateralismo e ancor più al mondo unipolare

affermato e perseguito, anche se con breve vita, dagli Stati Uniti dopo la caduta del Muro di Berlino.

Il multipolarismo porta con sé la ridistribuzione del potere fra gli stati, che sono l'attore fondamentale a prescindere dalla popolazione come entità politica.

Tuttavia, e come non potrebbero, i valori sono quelli della Carta dell'Onu e della dichiarazione dei diritti dell'uomo, cioè valori come la liberà, la democrazia, la giustizia, l'uguaglianza, la pace, lo sviluppo. Ma a determinare tutto ciò, secondo la Russia e la Cina, sono gli stati nella loro struttura politica e burocratica. E l'Onu deve essere lo strumento per l'organizzazione internazionale basato sul diritto internazionale, per favorire la multipolarità e il Consiglio di sicurezza dovrebbe promuovere le relazioni internazionali per garantire la pace.

Lette alla luce di quanto sta facendo Putin in Ucraina, verrebbe da dire che si tratta di affermazioni false e perfino provocatorie. Ma la chiave per capire la differenza fra i due paesi e gli Stati Uniti sono due semplici parole: Cina e Russia parlano di diritto mentre gli Stati Uniti di regole. Tradotto ancora più in chiaro, vuol dire che Cina e Russia vogliono un assetto del mondo rigido e non in movimento, in base alle regole fluide, per far avanzare i concetti e i valori americani anche là dove vi è una storia e una tradizione diversa come appunto in Ucraina.

Ma il punto chiave per regolare le relazioni e gli assetti del mondo è il Consiglio di sicurezza dell'Onu, per la semplice ragione che lì tutti e due i paesi sono presenti con anche potere di veto al pari degli altri tre componenti principali e quindi con una sostanziale parità. E ancor più si capisce la posizione in questa definizione letterale che danno dell'Onu nel loro documento: «garante dei risultati della seconda guerra mondiale nonché dell'ordine mondiale dopo la guerra…». Per questo «l'autorità delle Nazioni unite deve garantire la giustizia nelle relazioni internazionali oltre che a resistere ai tentativi di negare, distorcere, falsificare la storia della seconda guerra mondiale».

Per capire ciò, anche se nega l'evoluzione del mondo, occorre ritornare alla Conferenza di Yalta (significativamente città della Crimea) dove venne riconosciuto, come fece anche il fondatore della Nuova Cina, Deng Xiaoping, il ruolo fondamentale della Russia e di Iosif Stalin nel fermare Adolf Hitler e nello sconfiggere i vecchi fascisti e nazisti dell'Europa orientale e dei Balcani, diventati nazionalisti antisovietici.

La convergenza di Xi Jinping su questa affermazione sottintende in tutta evidenza l'esito della guerra civile del 1949, allorché i nazionalisti di Chiang Kai-shek sconfitti dai comunisti di Mao si salvarono per l'intervento americano, rifugiandosi nell'Isola di Taiwan, ora rivendicata dalla Repubblica popolare cinese.

Non tutti hanno capito a chi si riferisse Putin nella sua alterata invettiva televisiva contro i nazifascisti dell'Ucraina. Leggendo il documento Cina-Russia tutto diventa chiaro.

La Geopolitica. Due sigle chiave, per capire: Uee, con una E in più dell'Unione Europea, o Eaeu, che stanno per Unione economica euroasiatica, e Bri, cioè Belt and road Initiative, conosciuta anche come Via della seta. Della Eaeu insieme alla Russia fanno parte Bielorussia, Kazakistan, Armenia, Kirghizistan. Nella Bri vari paesi lungo la vecchia via della seta aperta da Marco Polo. L'obiettivo del documento è favorire l'integrazione fra le due entità, intensificando la cooperazione. Va notato che prima delle sanzioni poste da Barack Obama dopo la presa della Crimea da parte della Russia, i rapporti fra i due paesi erano storicamente non buoni. Ho ricordato una settimana fa che Deng Xiaoping aveva definito più volte Nikita Krusciov un fanatico pazzo. Sono state proprio quelle sanzioni che hanno fatto nascere progetti comuni fra Cina e Russia, intensificazione delle visite, specialmente del ministro degli esteri cinese Wang Yi a Mosca, e la decisione di regolare i rapporti commerciali nelle rispettive monete e non più in dollari, per minarne il valore internazionale.

Quale si intuisce essere, nel documento firmato alle Olimpiadi, questa sorta di integrazione geopolitica? Non è azzardato dire che la Russia è disponibile a lavorare nella Global development Initiative, che la Cina sta sponsorizzando con anche una banca, nella quale anche l'Italia ha una partecipazione. Basta leggere questo passo per capire: «Russia e Cina si oppongono ai tentativi di forze esterne di minare la sicurezza e la stabilità nelle loro comuni regioni adiacenti, intendono contrastare l'interferenza di forze esterne negli affari interni dei paesi sovrani con qualsiasi pretesto, si oppongono alle rivoluzioni di colore, e aumenteranno la cooperazione nelle varie aree».

Con queste premesse, appare naturale che ambedue le potenze si oppongano a qualsiasi allargamento della Nato ma anche a un ruolo di lotta al terrorismo sotto l'autorità dell'Onu. Ed è consequenziale anche la presa di posizione e di condanna rispetto alla decisione degli Usa di ritirarsi dal trattato Abm, riguardante i sistemi globali di difesa antimissili balistici. Le stesse critiche di Russia e Cina riguardano sempre il ritiro degli Usa dal trattato per l'eliminazione dei missili a media e corta gettata (in sigla Irm-Sem), avvenuto con al potere Donald Trump, con la preoccupazione che questi missili siano schierati dagli alleati americani in Asia-Pacifico ed Europa.

Con una Russia guerrafondaia, può apparire paradossale che Russia e Cina insieme auspichino l'istituzionalizzazione della Convenzione sulle armi biologiche (in sigla Bwc).

In questo quadro è evidente che per quanto riguarda gli organismi o più propriamente forum internazionali, i due paesi spingano per una più intensa attività nel G20, dove sono presenti insieme ai paesi del mondo occidentale. Ma naturalmente, nel documento firmato all'inaugurazione delle Olimpiadi, la dichiarazione più significativa è fatta a favore dello Sco, cioè il trattato di Shanghai di cui fanno parte oltre a Russia e Cina anche Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. Con lo Sco, la cooperazione deve svilupparsi nel «commercio, produzione, trasporti, energia, finanza, investimenti, agricoltura, dogane, telecomunicazioni, innovazione e altre aree di mutuo interesse, anche attraverso l'uso di tecnologie avanzate, di risparmio delle risorse, di efficienza energetica e “verdi”. ....legami culturali, istruzione, scienza e tecnologia, sanità, protezione ambientale, turismo, contatti interpersonali, sport».

Ma per capire anche l'attenzione dell'India nel Consiglio di sicurezza che ha condannato la guerra di Putin, occorre ricordare che esiste, oltre all'Apec (Asia pacific economic cooperation) anche il format Russia-India-Cina.

Tecnologia ed economia connessa. Intelligenza artificiale, tecnologia dell'informazione, tecnologia della comunicazione. Sono i temi ai quali Cina e Russia «attribuiscono grande importanza riguardo alle questioni di governance. Le parti sono pronte a rafforzare il dialogo e i contatti sull'intelligenza intelligenza artificiale. Avendo un ambiente sicuro, aperto, sostenibile, accessibile ma anche il rispetto della sovranità nazionale e dei diritti umani sanciti dalla carta dell'Onu».

Quasi incredibile, vero?

Ma il punto chiave è ancora quello, sia pure in uno sistema tecnologico aperto: uno spazio nazionale di piena sovranità. A conferma che per Cina e Russia contano gli stati e non gli operatori, che in Usa e dagli Usa sono diventati Ott, con potere enorme anche rispetto agli stati.

Forse anche per questo, Russia e Cina ribadiscono che la negoziazione per la parte tecnologica deve avvenire nell'ambito dell'Onu. Onu che ha già un gruppo di lavoro (Oewg) proprio sui temi della sicurezza nell'uso delle tecnologie. Ma si sa che su questo tema c'è una differenza, almeno al momento, fra Cina e Russia. La Cina, infatti, propone la sua iniziativa globale sulla sicurezza dei dati, esattamente contro la soluzione che proponeva Trump, per cui fossero gli Stati Uniti a garantire la sicurezza. La Russia nicchia su questo punto, il che conferma che in termini di tecnologia la Cina è avanti mille miglia a una Russia alleata. I due paesi, tuttavia, auspicano un piano di cooperazione per quanto riguarda la sicurezza internazionale delle informazioni. Così come la richiesta all'Onu di condizioni non discriminatorie per lo sviluppo scientifico e tecnologico e perfino la cooperazione sui vaccini.

Il manifesto firmato all'apertura delle Olimpiadi è un messaggio completo al mondo occidentale e in particolare agli Usa. Due paesi con migliaia di chilometri di confine che per secoli si sono guardati come minimo in cagnesco, oggi hanno un'identica ideologia. In particolare, quella per cui le divisioni del mondo dopo la guerra mondiale sono già state modificate troppo, da quando è crollato il muro di Berlino. E tutto, secondo Putin con il consenso di Xi Jinping, a vantaggio degli Usa e del mondo occidentale. Come poi la guerra civile in Cina ha determinato, con l'intervento degli Stati Uniti, la separazione di Taiwan dalla «madre patria».

È tuttavia evidente che gli spostamenti di schieramento sono avvenuti soprattutto con la dissoluzione dell'Unione sovietica. In più, la saggezza cinese, molto concentrata sugli aspetti economici e della tecnologia, ha lasciato che ad andare allo sbaraglio fosse Putin. Russia e Cina sono perfettamente d'accordo sul principio della multipolarità in alternativa alla multilateralità dove dominano gli Usa.

Dopo il buio della guerra, è ben chiaro che ci sarà inevitabilmente un nuovo ordine mondiale, visto che la Cina con il passo compiuto di un accordo ampio con la Russia, certo non nuovissimo ma ora sancito dal documento firmato all'inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino, ha messo sul tavolo i suoi obbiettivi. E per realizzarli, probabilmente, è pronta a giocare, come unico interlocutore possibile, il ruolo di mediatore sulla guerra. E se lo farà e porterà Putin a deporre le armi, non potrà non essere ascoltata dal mondo occidentale. Anche su Taiwan. (riproduzione riservata)

Paolo Panerai



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