
La tendenza è iniziata nel 2023, quando 16 titoli da soli hanno rappresentato la metà dei rendimenti del mercato azionario globale, per proseguire nei primi sei mesi del 2024, quando solo sei titoli hanno contribuito al 50% del rendimento dell'indice MsciWorld, che racchiude più di 1.400 large cap dei Paesi sviluppati.
Eppure la concentrazione del mercato su alcuni titoli non è una novità. Un recentissimo studio di BofA Global Research si è focalizzato su archi temporali più lunghi, prendendo in considerazione l'impatto dei rendimenti di singoli titoli sull'indice Msci World, scoprendo che negli ultimi 20 anni 54 titoli azionari da soli hanno rappresentato il 50% dei rendimenti dei mercati azionari globali.
Le prime 20 azioni per contributo alla performance dell'indice MsciWorld nell'ultimo ventennio sono così risultate: Apple, Microsoft, Amazon, Tsmc, Jp Morgan Chase, Exxon Mobil, UnitedHealth, Home Depot, Eli Lilly, Novo Nordisk, Nestlè, Samsung Electronics, Asml, Oracle, Johnson & Johnson, Chevron, Costco, Procter & Gamble, McDonald's e Altria Group.
Naturalmente i maggiori contributori di vent'anni fa non sono stati tra i principali contributori negli ultimi anni. Ad esempio Exxon Mobil e GE sono stati tra i primi tre contributori nel periodo 2004-2014, non così negli ultimi sette anni. Si osservano poi casi di particolare persistenza dei rendimenti: Apple è stata uno dei primi 3 contributori ai rendimenti azionari in 14 degli ultimi 20 anni, Microsoft è stata tra i primi tre contributori in 13 anni, Nvidia è stato tra i primi 3 contributori in 3 degli ultimi 4 anni.
Per tornare a epoche più recenti il trend ha tuttavia subito un'accelerazione: nei primi sei mesi del 2024, sei titoli hanno contribuito al 50% del rendimento dell'indice MSCI World: un numero considerevolmente inferiore alla media degli ultimi 20 anni Le azioni che hanno contribuito maggiormente alla performance da inizio anno sono: Nvidia, Microsoft, Amazon, Meta, Eli Lilly, Tsmc, Alphabet (azioni A), Apple, Broadcom, Alphabet, Tesla, Novo Nordisk, Asml, Jp Morgan Chase, Netflix, Costco, Intel, GE, Berkshire Hathaway e Walmart.
E da qui in avanti cosa potrebbe accadere? Secondo Pierre Debru, head of Quantitative Research & Multi Asset Solutions di WisdomTree alcuni catalizzatori si stiano allineando, determinando l'insorgere di un trend più vasto e più lungo in cui il mercato si amplierà e i restanti 493 titoli dell'S&P 500, insieme a quelli small cap, si riprenderanno e inizieranno a rimettersi al passo con i Magnifici Sette. In primo luogo in previsione del percorso di avvicinamento al primo taglio dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve. "I tagli dei tassi sono economicamente molto vantaggiosi per tutte le aziende e ancora di più per quelle che devono contrarre prestiti a scopo di investimento o che non sono ancora redditizie. In altre parole, tendono ad avvantaggiare maggiormente le società a minore capitalizzazione", spiega Debru. "In secondo luogo", spiega ancora l'esperto, "il divario riguardante le aspettative di crescita degli utili tra i "Magnifici Sette" e il resto del mercato si ridurrà significativamente verso la fine dell'anno. Sebbene i Magnifici Sette abbiano registrato una crescita degli utili molto più elevata nel 2023 e nella prima metà del 2024, il resto del mercato sta recuperando terreno".