skin track
Mercati, ecco quanto ha reso ogni anno un investimento in azioni italiane fatto nel 1900
Finanza personale Leggi dopo

Mercati, ecco quanto ha reso ogni anno un investimento in azioni italiane fatto nel 1900

04 marzo 2025, 11:50 Ultimo aggiornamento: 15:56

Uno studio di Ubs mette a confronto il rendimento degli investimenti in vari mercati globali in un lasso di tempo di 125 anni, che va dal 1900 al 2024: ecco chi vince e chi perde

Se un risparmiatore accorto avesse investito nel mercato azionario italiano nel 1900, quanto avrebbe reso quell’investimento anno per anno? E quanto renderebbe ancora oggi, a 125 anni di distanza, per i suoi pro-pro-nipoti? La domanda se l’è posta la banca svizzera Ubs, che ha messo a confronto i ritorni di lunghissimo periodo dei principali mercati azionari e obbligazionari globali.

I risultati dell’Italia

Il mercato italiano, a dire il vero, ne esce con le ossa abbastanza rotte, tanto che lo studio del colosso bancario segnala come «l’Italia abbia sperimentato uno dei ritorni più bassi in assoluto tra tutti i Paesi del campione». Dal 1900 il ritorno reale annualizzato delle azioni tricolore è stato del 2,4%, il penultimo dello studio. Al contempo, il ritorno reale dei bond è addirittura negativo (-0,9%): «Uno dei peggiori dello studio, anche per via di inflazione elevata e valuta debole».

Il confronto con gli altri

Insomma, per i figli e nipoti dell’investitore del 1900 la borsa italiana e i suoi titoli di Stato non sono stati un grande affare. Ben diverse sarebbero state le cose se il loro antenato avesse scelto di scommettere sull’Europa: il ritorno annualizzato reale delle azioni del continente è stato del 4,1%, e quello dei bond dello 0,8%. Questo numero si confronta però con il 5,2% dell’indice mondiale, e con il 5,3% dei mercati sviluppati nel loro complesso (Stati Uniti inclusi): il che significa, precisa il report, che «il vecchio mondo ha sottoperformato nel corso di questi 125 anni: questo potrebbe dipendere dalla perdita degli imperi e delle colonie, dalle due Guerre Mondiali, di cui l’Europa è stata l’epicentro, o dal fatto che molti Paesi del nuovo mondo sono ricchi di risorse». Le borse americane, come prevedibile, sono state le lepri indiscusse: il ritorno reale annualizzato dei mercati azionari a stelle e strisce è stato infatti del 6,6%.

Un mondo che cambia

Lo studio va poi oltre, andando ad analizzare come siano cambiati i mercati in questi 125 anni. Come prevedibile, la mutazione è stata drastica. «Circa l’80% del valore delle società statunitensi quotate nel 1900», spiega Ubs, «era concentrato in settori che oggi sono marginali o estinti. Nel Regno Unito questa percentuale è del 65%». Di fatto, nella borsa del 1900 c’era un settore dominante sia negli Usa sia in Inghilterra: il settore che più di ogni altro ha reso possibile l’industrializzazione del mondo moderno, e cioè le ferrovie. Seguivano, su entrambe le sponde dell’Atlantico, le banche e le miniere. 

Al contempo, nel lungo periodo la sovraperformance delle azioni «è stata sorprendente: le azioni hanno superato le obbligazioni, i titoli di stato e l'inflazione in tutti i Paesi». Tradotto in numeri: un investimento iniziale di 1 dollaro in azioni statunitensi nel 1900 è cresciuto fino a 107.409 dollari in termini nominali alla fine del 2024.

Un problema di concentrazione

Rispetto all’inizio del Ventesimo secolo la borsa si trova però a fronteggiare una minaccia emersa da pochi decenni: l’eccesso di concentrazione, e quindi la minore diversificazione. «Nonostante un mercato azionario globale relativamente equilibrato nel 1900, gli Stati Uniti rappresentano oggi il 64% della capitalizzazione mondiale, soprattutto grazie alla sovraperformance dei principali titoli tecnologici», conclude il rapporto della banca. «La concentrazione del mercato negli Stati Uniti è la più alta degli ultimi 92 anni». (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza