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Azioni 2026: Wall Street scommette su nuovi massimi. Dove può arrivare l’S&P 500

05 dicembre 2025, 10:35 Ultimo aggiornamento: 13:54

Nonostante i timori su una bolla tecnologica, gli strategist si aspettano un ottavo anno di rialzi, ecco perché. Nove banche a confronto

Le grandi banche di Wall Street si aspettano che i listini americani mettano a segno un altro anno di rialzi importanti nel 2026, nonostante i maxi investimenti dei colossi tecnologici e il rischio di bolla nel settore dell’intelligenza artificiale.

Secondo la media delle previsioni di nove grandi banche d’investimento interpellate dall’FT, l’indice S&P 500 sfonderà i 7.500 punti entro la fine del 2026, il 10% in più rispetto ai livelli attuali. Giovedì l’indice ha chiuso a 6.857 punti, dopo aver toccato un massimo storico di 6.920 a ottobre. Sarebbe il settimo anno di rialzi a doppia cifra negli ultimi otto, anche se con un ritmo più moderato rispetto al +16,6% messo a segno nel 2025 e alla media dell’ultimo decennio.

Morgan Stanley: S&P a 7.800 grazie a tassi in calo e politiche fiscali espansive

Le previsioni indicano comunque che, per Wall Street, il mercato ha ormai superato la correzione dello scorso mese per i timori sulle valutazioni legate all’AI, grazie ai tagli fiscali del presidente Donald Trump e alle attese di una riduzione dei tassi. «Ci saranno scossoni lungo il percorso, ma riteniamo che il mercato rialzista sia intatto», ritengono gli analisti di Morgan Stanley, che prevedono un S&P 500 a 7.800 punti (+13,8%) entro fine 2026. Una crescita sostenuta nelle attese da tre fattori: politiche fiscali, monetarie e regolamentari più accomodanti, AI e i 129 miliardi di dollari di tagli alle imposte sulle imprese inclusi nel One big beautiful bill di Trump.

Gli indici Usa hanno recuperato le perdite dopo il selloff del Liberation day di aprile — quando l’S&P 500 scese del 15% in pochi giorni — trainati ancora una volta dai Big Tech che dominano la crescita da anni. Nvidia, la più grande azienda al mondo, da aprile ha più che raddoppiato il valore e a ottobre è diventata la prima società da 5.000 miliardi di dollari di capitalizzazione. Di recente, l’indice è stato sostenuto dal ritorno delle speranze di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve, dopo una serie di commenti dei funzionari della banca centrale. I mercati si aspettano ora tre o quattro tagli da 25 punti base entro fine 2026.

Deutsche Bank: S&P a 8.000 punti e oltre

Deutsche Bank prevede l’S&P 500 a 8.000 punti entro fine 2026 (+16,7%) — una crescita simile a quella del 2025 — la stima più ottimistica tra le grandi banche. Binky Chadha, chief Us equity strategist di Deutsche Bank, si aspetta che utili più solidi nei primi mesi dell’anno diano impulso ai rendimenti e prevede che la performance si allargherà oltre il tech, dopo un 2025 dominato da pochi titoli: «gli utili sembrano in miglioramento in diversi settori e aree geografiche. Tutti definiscono la mia previsione ottimista — temo che non sia abbastanza ottimista».

BofA: gli investitori stanno ancora comprando un sogno (S&P a 7.100)

Gli analisti di Bank of America sono più prudenti e prevedono uno S&P 500 a 7.100 punti entro fine 2026, avvertendo che potrebbero emergere turbolenze. BofA ha segnalato che gli effetti delle maxi-spese sull’AI e della costruzione di nuovi data center non si sono ancora tradotti in un miglioramento degli utili. «Per ora gli investitori stanno comprando un sogno», spiega Savita Subramanian, responsabile della strategia quantitativa e sull’azionario Usa. Anche le borse mondiali sono attese in rialzo nel 2026, seppur con incrementi più modesti. L’indice EuroStoxx 600 è visto in crescita del 6,4% fino a 615 punti, mentre il Topix giapponese dovrebbe salire del 5,6% fino a quota 3.590, secondo le medie delle stime raccolte.

Le altre banche

La crescita attesa da Ubs sull’S&P 500 è del 12,3%, quella di JP Morgan del 9,4%, di Bnp Paribas e Hsbc sempre del 9,4%, Barclays si aspetta un +7,9%, Société Générale un +6,5%.  (riproduzione riservata)



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