La premier, Giorgia Meloni, partirà oggi alla volta di Washington in vista dell'incontro con il presidente Donald Trump. Al centro del colloquio la nuova politica dei dazi americani, ma anche le posizioni sull'Ucraina. «Non sento alcuna pressione, come potete immaginare...», è stata la battuta che ieri sera Meloni ha fatto alla platea dei premi Leonardo, pensati per riconoscere le eccellenze dal made in Italy. Le aspettative sull'esito del primo vero incontro con Trump non sono altissime.
Ogni giorno il presidente americano fornisce dettagli e modifica i precedenti annunci sui dazi. Ieri ha rispedito al mittente le offerte dell'Ue per allentare i dazi sull'alluminio. Le incognite anziché sfumare, si moltiplicano. Il momento è «difficile», come ha riconosciuto Meloni spiegando che «faremo del nostro meglio, vediamo come va».
Ieri sera Meloni si è riunita per oltre un'ora con i due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini, il titolare del Mef, Giancarlo Giorgetti, e il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Con una richiesta politica agli alleati, raccontano fonti governative al giornale, che suona così: «In questi due giorni, zero polemiche», perché «la posta in palio è troppo alta». È la richiesta di un livellamento dei toni, che pare rivolta soprattutto al leghista, che ancora in questi giorni bersagliava «gli ultrà di Bruxelles».
Nel vertice si è fatto il punto sui principali dossier che saranno affrontati alla Casa Bianca: dazi, spese militari da portare al 2%, gas liquefatto da acquistare in maggiori quantità dagli Usa, rapporti industriali, asse anti-Cina e Ucraina. Lo scopo della missione negli Usa secondo Tajani sarà «la pace commerciale», ma anche avvicinare Ue e Usa. La premier ieri si è sentita nuovamente con Ursula von der Leyen. La missione di Meloni, tecnicamente un bilaterale Italia-Usa, potrebbe essere sfruttata da Bruxelles - così sostengono fonti governative italiane - per avvicinare la presidente della Commissione Ue a Trump. (riproduzione riservata)