Il risparmiatore è sempre più proiettato con i propri investimenti al raggiungimento di specifici obiettivi. È il passaggio anche culturale dall’accantonamento in maniera generica ed indifferenziata all’investimento del tesoretto, già costituito o in formazione, al conseguimento di finalità specifiche, quello che si definisce come goal investing. Fissare una meta da raggiungere rappresenta anche un fattore motivazionale stimolando la propensione al risparmio e l’avvio di un percorso di accumulo con costanza nel tempo. Come ha sottolineato in un recente intervento il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta risparmiare significa trasferire risorse dal presente al futuro.
Assume allora particolare valenza anche il fattore tempo. Si risparmia per stabilizzare il consumo tra le varie fasi della vita; per fronteggiare imprevisti come la perdita del lavoro o una malattia; per finanziare un ciclo di studi, acquistare una casa, avviare un’attività; per costruire la pensione integrativa. Secondo l’ultima Indagine sul risparmio Intesa Sanpaolo-Centro Einaudi nella media degli intervistati il 37% del risparmio è stato effettuato a scopo precauzionale (per le varie incertezze esistenti), mentre altre destinazioni importanti sono quelle per i figli (20%), per la casa (19%), per la vecchiaia (16% ). Ma nel concreto quali sono i passaggi fondamentali per risparmiare per obiettivi?
In primo luogo va delineato dal risparmiatore un percorso di pianificazione finanziaria adottando un metodo di comportamento e non muovendosi invece in maniera occasionale. Il primo passo è condurre una auto analisi della propria situazione personale e famigliare, individuando la propria capacità di risparmio. Le variabili che intervengono sono le prospettive di reddito nell’intero ciclo di vita e il vincolo di bilancio. Come evidenziava il governatore Panetta anche il sistema di protezione sociale ha un ruolo importante dal momento che una pensione generosa e un sistema sanitario efficiente riducono l’esigenza di accantonare risorse. Le scelte di risparmio dipendono infine dalla ricchezza, quella ereditata e quella che si intende lasciare ai propri cari, così come dalle prospettive di rendimento.
Per individuare poi il quanto si possa destinare al raggiungimento dei propri obiettivi occorre determinare quali sono i flussi di risparmio complessivi che possono essere utilizzati oltre l’accantonamento della riserva di liquidità soggettiva per fare fronte a eventuali imprevisti. E’ importante a tal proposito comprendere sia pure in maniera approssimativa quale sia la soglia da accantonare davvero necessaria liberando invece la liquidità in eccesso da finalizzare ai propri investimenti.
Va infatti osservato come spesso nel comportamento consuetudinario del risparmiatore italiano la liquidità viene utilizzata come strumento di autoassicurazione coprendo in questo modo il bisogno di protezione, soprattutto in ambito sanitario. Va invece considerato che è molto più efficiente, dopo attento check up assicurativo, sottoscrivere polizze specifiche, utilizzando piuttosto la componente monetaria per le sole spese correnti o imprevisti e investendo in maniera più fruttuosa le risorse eccedenti il cuscinetto precauzionale. In questo modo si soddisfa anche in maniera più efficace l’esigenza di protezione, acquisendo al contempo maggiore tranquillità personale. Ulteriore step è quello legato alla comprensione di quello che si definisce come proprio dna finanziario, vale a dire il proprio profilo rischio/rendimento che deve essere coerente con l’investimento che dovrà essere poi scelto per realizzare il proprio progetto.
Ma quali sono le caratteristiche che deve avere un obiettivo di investimento? Si utilizza a tal proposito in genere la strategia definita con l’acronimo smart (Specific-Measurable-Achievable-Realistic-Time-bound) che si basa sulla teoria della definizione degli obiettivi basata sulla motivazione originariamente delineata e pubblicata nel 1968 dallo psicologo americano Edwin Locke. Ma quali sono le caratteristiche dello smart?
Il primo punto è quello della chiarezza; l’obiettivo deve essere infatti Specific dal momento che le finalità ben definite, personali e misurabili migliorano le prestazioni in misura decisamente maggiore rispetto agli obiettivi generici. Cosa voglio raggiungere e perché?
Deve essere poi Measurable, cioè misurabile e confrontabile in maniera tale che si possa operare nel durante l’analisi di come si stia procedendo nella realizzazione. È necessario ancora che sia Achievable, concretamente raggiungibile cioè e non astratto. Occorre allora ponderare bene in fase di pianificazione risorse e capacità di risparmio prima di individuare la destinazione del proprio viaggio finanziario nel tempo. Ulteriore profilo è poi l’essere Relevant, l’obiettivo deve essere cioè rilevante. Il suggerimento che viene dato su intervalli temporali particolarmente ampi è quello di fissare delle tappe intermedie rilevanti rispetto a quella che è la meta finale sia per potere meglio tracciare il percorso che per potere eventualmente porre in essere eventuali interventi correttivi rispetto al fine da conseguire.
Last but not least deve essere Time-bound, va cioè creato un legame dell’obiettivo con il tempo individuando quale è l’orizzonte di riferimento, distinguendo tra la proiezione nel breve, medio o lungo termine. La definizione dell’intervallo temporale di investimento rappresenta un elemento determinante per individuare il livello di rischio degli strumenti finanziari da utilizzare. Se la prospettiva è il breve termine gli strumenti finanziari punteranno alla sicurezza del capitale. Evolvendo verso obiettivi di più lungo termine si può guardare a investimenti con un rendimento atteso più elevato potendosi considerare la volatilità classica degli strumenti di lungo termine come magari un portafoglio con una componente azionaria più accentuata.
Ulteriore passo è quello di ripartire le risorse finanziarie individuate nel processo di pianificazione finanziaria tra i diversi obiettivi da perseguire attribuendo loro una diversa priorità “soggettiva” in una sorta di processo di contabilità mentale.
Va poi definita una strategia di investimento calibrata su ogni obiettivo, individuando le soluzioni di investimento e assicurative che meglio sembrano adattarsi alle caratteristiche nell’orizzonte temporale di riferimento (si veda box). Nel corso del tempo il portafoglio di investimenti va poi controllato, aggiornato ed eventualmente ribilanciato in relazione sia alle evoluzioni del mercato che della propria situazione personale e finanziaria. (riproduzione riservata)