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La Svizzera boccia la tassa di successione al 50% per i super ricchi

01 dicembre 2025, 09:30 Ultimo aggiornamento: 14:46

Gli svizzeri hanno votato contro l'introduzione di un'imposta di successione sui patrimoni elevati, temendo ripercussioni sull'attrattività del Paese per i capitali internazionali. La concorrenza dell’Italia sui capitali inglesi in uscita

Gli svizzeri hanno bocciato in modo schiacciante una proposta che mirava a introdurre un’imposta di successione del 50% sui super ricchi. E’ accaduto domenica 30 novembre in un referendum che riporta al centro dell’attenzione il tema della tassazione ai soggetti con ingenti capitali.

Il 79% degli svizzeri ha votato contro l’iniziativa, con un’affluenza attorno al 43%. I contrari temevano che una sconfitta di misura potesse incoraggiare in futuro nuove proposte simili. Il referendum, considerato uno dei progetti più divisivi degli ultimi anni, si inserisce in un contesto mondiale caratterizzato dalla contrapposizione tra i Paesi che cercano di attirare persone facoltose con incentivi fiscali, come ha fatto l’Italia e quelli che invece intendono tassare ricchezze che reputano eccessive.

La proposta per i capitali oltre i 50 milioni di franchi 

La proposta, presentata dal partito della sinistra Giovani Socialisti, avrebbe introdotto un’imposta federale di successione e donazione del 50% su patrimoni e trasferimenti superiori a 50 milioni di franchi svizzeri, cancellando in questo modo la tradizione svizzera di un sistema fiscale decentralizzato e con imposte molto contenute. Le entrate sarebbero state destinate a spese legate al clima.

Il governo federale si era opposto, avvertendo che la misura avrebbe compromesso l’immagine della Svizzera come Paese stabile per la ricchezza internazionale. La proposta iniziale prevedeva anche la retroattività, una clausola che aveva scatenato forti critiche da parte del mondo imprenditoriale e dei fiscalisti. La versione della norma era stata successivamente attenuata.

La proposta aveva creato sconcerto tra family office e cittadini svizzeri con importanti capitali, alcuni dei quali stavano valutando il trasferimento all’estero in vista del voto. Economisti e avvocati avevano avvertito che la misura avrebbe potuto complicare i piani di successione per le aziende familiari con patrimoni poco liquidi. Frédéric Rochat, managing partner della banca privata svizzera Lombard Odier, ha spiegato che l’esito della votazione mostra come «il buon senso abbia prevalso. Agli svizzeri piace che le politiche del loro Paese restino stabili e prevedibili», ha aggiunto. «Rifiutano populismi di base che creano rumore inutile».

La concorrenza estera: Italia, Dubai, Hong Kong, Abu Dhabi e Singapore

Il voto arriva in un momento in cui alcuni centri finanziari corrono per attrarre famiglie ricche. Fra questi, Dubai, Abu Dhabi, Hong Kong e Singapore offrono agevolazioni fiscali per incentivare l’arrivo dei veicoli di investimento privati delle maggiori ricchezze private mondiali. Hong Kong nel 2023 era sede di 2.700 family office e ora punta ad attirarne altri 200 entro la fine del 2025.

In altri Paesi, per contro, i governi stanno inasprendo le regole o aumentando le imposte. L’Italia ha visto un boom di nuovi arrivi grazie al regime fiscale forfettario sui redditi esteri, soprattutto a Milano, anche se il governo ha annunciato a ottobre che dal prossimo anno la tassa aumenterà del 50%, fino a 300.000 euro.

Nel suo primo budget l’anno scorso, la ministra delle Finanze britannica Rachel Reeves ha colpito i super-ricchi abolendo lo status di non-dom, che permetteva ai residenti nel Regno Unito con domicilio permanente all’estero di evitare le imposte britanniche sui redditi e sulle plusvalenze estere. 

Gli avvocati svizzeri hanno dichiarato che la proposta referendaria ha compromesso la capacità della Svizzera di attrarre contribuenti in fuga dal Regno Unito dopo il cambio delle regole sui non-dom, con molti che hanno preferito trasferirsi in Italia piuttosto che nella confederazione elvatica. Intanto, a fine ottobre il parlamento francese ha respinto una proposta socialista di un’imposta del 2% sulle ricchezze superiori a 100 milioni di euro. È stata bocciata anche un’altra proposta di tassare del 3% i patrimoni oltre i 10 milioni. (riproduzione riservata)



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