Non solo le banche. Anche le assicurazioni potrebbero essere chiamate a dare un contributo per apportare risorse utili a far quadrare i conti della Legge di Bilancio da 16 miliardi che il governo sta mettendo a punto in vista della scadenza di fine anno. Questa volta, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’intervento potrebbe interessare in particolare il comparto auto e più in particolare le polizze che coprono il conducente da un eventuale infortunio, addirittura con un intervento retroattivo.
L’anno scorso, a metà ottobre, poche ore prima che il documento programmatico di Bilancio venisse spedito a Bruxelles il settore assicurativo si era visto recapitare a sorpresa una richiesta dell’anticipo annuale del bollo sulle polizze vita (unit linked e di capitalizzazione), pagato in precedenza dall’assicurato solo al momento della liquazione della polizza. Nei fatti un anticipo di cassa a tasso zero per lo Stato che ha consentito al ministero dell’Economia di prevedere un incasso aggiuntivo di 1 miliardo nel 2025 e di altri 800 milioni spalmati sui successivi tre anni per un totale di 1,8 miliardi.
Anche questa volta non si possono escludere sorprese dell’ultimo minuto ma già oggi c’è una questione fiscale su cui il settore si sta confrontando da qualche tempo con l’Agenzia delle Entrate e che potrebbe generare flussi aggiuntivi per le casse statali, magari utili per la prossima manovra.
Oggi i premi versati per le polizze che assicurano il conducente contro l’infortunio hanno una tassazione pari al 2,5% dei premi, mentre, secondo un’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, dovrebbero essere considerate coperture legate al settore Rc Auto e come tali tassate al 12,5%, con un effetto dirompente perché le norme potrebbero avere effetto reattivo.
I calcoli esatti non ci sono ancora ma il contributo del settore assicurativo al ministero dell’Economia guidato da Giancarlo Giorgetti potrebbe essere importante, anche se, come già avvenuto l’anno scorso con l’anticipo del bollo sulle polizze vita, a farsi carico del maggior onere fiscale sarebbero gli assicurati, mentre le compagnie avrebbero il ruolo di sostituto d’imposta del cliente davanti all’Agenzia delle Entrate.
Il confronto resta aperto e per ora non c’è nulla di definito. Il tema sarebbe stato dibattuto all’ultimo comitato esecutivo dell’Ania e le assicurazioni avrebbero deciso di chiedere sulla questione pareri legali a quotati giuristi, convinte che la tassazione attuale delle polizze infortuni per il conducente al 2,5% sia quella corretta secondo le norme vigenti, anche perché già una volta in passato sono riuscite a spuntarla sulla questione. Negli anni ‘80 c’era stato un primo tentativo di alzare l'aliquota ma non se ne fece nulla proprio perché l’interpretazione delle compagnie venne considerata corretta. A distanza di tempo il confronto si è riaperto e l’esito è tutto da verificare. (riproduzione riservata)