Nel mercato immobiliare delle case in montagna, il 2025 si appresta ad essere un anno all’insegna della continuità e del consolidamento. L’Ubs Alpine Property Focus 2025 del Chief Investment Office di Ubs Global Wealth Management pone ancora una volta la Svizzera al centro del mercato più esclusivo delle case vacanza.
A dominare la classifica delle località più costose è St. Moritz, con prezzi che partono da 22.300 franchi svizzeri al metro quadrato (circa 23.700 euro). Subito dietro seguono mete di prestigio come Verbier, Zermatt, Gstaad e Andermatt, tutte confermate come destinazioni di riferimento per un segmento immobiliare di altissimo profilo.
A livello europeo, Ubs evidenzia un aumento medio dei prezzi del 2,3% nell’ultimo anno. L’Italia e la Francia registrano crescite superiori al 4%, mentre l’Austria si muove in controtendenza con un leggero calo del 3%. Cortina d’Ampezzo si distingue come la località italiana più cara, con un valore minimo di 11.800 franchi (12.500 euro) al metro quadrato.
Il boom post pandemico si è ormai esaurito. La corsa alle seconde case – innescata da tassi d’interesse storicamente bassi, smart working diffuso e incertezza globale – ha fatto salire i prezzi di oltre il 30% dal 2020, con una media annua del 5,5%. Tuttavia, il vento sta cambiando. Secondo Maciej Skoczek, economista immobiliare di Ubs e autore dello studio, «la dinamica dei prezzi è destinata a rallentare ulteriormente nei prossimi trimestri, complice il contesto economico europeo ancora fragile e i costi elevati del credito».
Nonostante il raffreddamento, la domanda rimane solida. Le Alpi continuano ad attrarre giovani professionisti in remote working, famiglie alla ricerca di un clima più mite e investitori attenti alla stabilità del bene rifugio. In Svizzera, il recente calo dei tassi ipotecari sta riaccendendo l’interesse verso le seconde case, anche grazie a un’offerta che resta cronicamente insufficiente nelle destinazioni di lusso.
Nel primo trimestre del 2025 si è osservato un aumento del 10% nelle richieste di costruzione rispetto all’anno precedente, segnale di un mercato che cerca un nuovo equilibrio. Tuttavia, le alte valutazioni spingono sempre più acquirenti verso aree meno esclusive. Nei Grigioni, ad esempio, la crescita dei prezzi ha già mostrato segni di rallentamento.
Al di là degli indicatori economici, il mercato delle seconde case sulle Alpi potrebbe presto confrontarsi con una maggiore incertezza normativa. Dopo l’allentamento della legge sulle seconde case (che consente ora ampliamenti fino al 30%), il Consiglio federale svizzero sta valutando un inasprimento della Lex Koller, che potrebbe rendere più difficile l’accesso agli immobili per gli acquirenti stranieri.
Allo stesso tempo, si discute la possibile abolizione del valore locativo, una modifica che comporterebbe un aggravio fiscale per i proprietari. Inoltre, l’Iniziativa per il futuro, ancora in fase di discussione, punta a introdurre vincoli più rigidi nel comparto del lusso.
Il mercato delle case vacanza sulle Alpi si conferma resiliente e desiderabile, ma mostra segnali evidenti di maturità. La Svizzera continua a esercitare un forte appeal, anche grazie alla stabilità economica e politica, ma il futuro sarà segnato da una maggiore attenzione all’equilibrio tra prezzo, accessibilità e regolamentazione. Per investitori e acquirenti, la sfida sarà capire come muoversi in un mercato che evolve, senza rinunciare al fascino unico delle vette alpine. (riproduzione riservata)