
Proviamo a mettere sulla scacchiera le principali operazioni bancarie e finanziarie in atto in Italia e che stanno avanzando verso la fase decisionale da parte dei differenti azionisti: Ops di Monte dei Paschi su Mediobanca; Ops di Mediobanca su Banca Generali; Ops di Unicredit su Bpm, anche se occorre ricordare che è in atto, nella contaminazione delle offerte pubbliche di scambio, anche quella di Bper Banca verso Banca popolare di Sondrio.
E proviamo a chiedere a MFGpt a che punto sono i confronti e gli scontri e chi sono i più probabili vincitori. Ecco le risposte di MFGpt, la prima Intelligenza generativa autonoma totalmente italiana, realizzata da Class Editori e che lavora sui contenuti di quasi 40 anni dei propri media, avendo rifiutato ogni richiesta di acquisto dai giganti che dominano il settore.
Nel leggere va tenuto presente che la AI generativa non è una preveggente ma un’analista intelligente dei fatti reali, che dando informazioni e anche consigli può aiutare a prendere decisioni o semplicemente a essere compiutamente informati. Con l’aggiuntiva che, come un atleta, è in fase di allenamento, così come lo è stato il primo lancio ChatGPT da parte di OpenAI, che appariva avere il monopolio. Ecco le informazioni e le deduzioni sulle varie Ops che ho ricevuto interrogando MFGpt.
Mps ha avviato un’operazione pubblica di scambio su Mediobanca, con l’obiettivo di consolidare la propria posizione nel mercato. Tuttavia, l’operazione è stata ostacolata, e ci sono stati segnali di opposizione, rendendo incerta la riuscita dell’operazione.
In risposta all’iniziativa di Mps, Mediobanca ha lanciato un’offerta pubblica di scambio su Banca Generali. Questa manovra mira a rafforzare la propria posizione nel mercato della gestione patrimoniale, con commenti positivi sulle prospettive di questa operazione da parte di analisti di settore.
Unicredit ha proposto un’offerta pubblica di scambio da 10,1 miliardi di euro su Banco Bpm. Questa operazione ha creato subito tensioni legali, con Banco Bpm che ha presentato un esposto a Consob e all’Antitrust contro l’Ops di Unicredit, mentre Unicredit ha fatto ricorso al Tar per contestare i vincoli imposti dal “Golden Power”, anche se successivamente ha ritirato la richiesta di urgenza e persegue la sentenza sul merito. La situazione è ancora in evoluzione e potrebbe subire ritardi o modifiche a causa di questi contenziosi legali.
Le dimensioni finanziarie delle operazioni sono significative. Come dimostra l’Ops di Unicredit su Banco Bpm che appunto è valutata in 10,1 miliardi di euro. La forza economica di queste istituzioni giocherà un ruolo cruciale nel determinare il successo delle operazioni di acquisizione, anche se Bpm si difende come un leone.
Le operazioni sono accompagnate da complessi scontri legali. Unicredit ha già contestato diversi aspetti normativi che circondano la sua Ops, indicando un approccio proattivo in un contesto che penalizza le acquisizioni nel settore. Le difese legali da parte di Banco Bpm, che ha presentato un esposto contro Unicredit in difesa del suo ruolo di fondamentale banca territoriale, evidenziano le tensioni in questo tentativo di processo di consolidamento.
Nelle attuali dinamiche di mercato, Mediobanca e Unicredit appaiono come i principali contendenti nei due settori bancari di interesse: il credito alle imprese, Unicredit, e la gestione del risparmio Mediobanca. I potenziali vantaggi includono:
Mediobanca: Un consolidamento nel settore della gestione patrimoniale con Banca Generali.
Unicredit: L’acquisizione di Banco Bpm rappresenterebbe una significativa espansione della clientela nelle zone del nord Italia dove la banca guidata da Andrea Orcel è sostanzialmente debole.
Le ripercussioni generali di queste operazioni saranno cruciali. Un maggiore consolidamento potrebbe portare in teoria a una maggiore stabilità del settore, ma anche a una riduzione della concorrenza, potenzialmente danneggiando i consumatori finali attraverso una diminuzione delle offerte e un aumento dei costi dei servizi, almeno per le operazioni di Unicredit e Mps.
Inoltre, l’aumento della concentrazione di mercato può influenzare le politiche creditizie, portando a una maggiore difficoltà di accesso al credito per le piccole e medie imprese, così come per i consumatori. Le dinamiche legali in corso aggiungeranno ulteriori strati di complessità, che potrebbero sia ostacolare che favorire il consolidamento nei prossimi mesi.
Il risiko bancario sta affrontando una fase di intensi sviluppi e sfide, con le quattro operazioni in corso e in particolare con le tre operazioni descritte:
Situazione attuale: L’Ops di Mps su Mediobanca, valutata intorno ai 13,3 miliardi di euro, si scontra con una significativa resistenza. Mps ha ingaggiato studi legali per gestire le sfide e le potenziali complicazioni legate alla fusione. Ma anche Mediobanca ha fatto altrettanto.
Analisi degli scenari: Se questa operazione si concludesse con successo, Mps potrebbe guadagnare una notevole influenza nel mercato. Ci sarebbe un affinamento della propria proposta di valore, attraverso l’integrazione delle risorse e della clientela di Mediobanca. Tuttavia, il rischio è significativo, dato il feedback negativo del mercato sugli elevati costi associati all’acquisizione.
Vincitore atteso: Attualmente, Mediobanca è vista come la banca preferita dal mercato, poiché gli investitori riconoscono maggior valore e stabilità nella sua attuale struttura operativa, che potrà essere rafforzata con l’acquisizione di Banca Generali, spostando il core business della banca d’affari nella gestione dei capitali.
Situazione attuale: Mediobanca propone un’Ops su Banca Generali valutata a 6,3 miliardi di euro per la quota di comando.
Analisi degli scenari: Il completamento dell’Ops da parte di Mediobanca potrebbe consolidare la sua posizione nel settore della gestione patrimoniale, consentendo accesso a una base clienti più ampia. Inoltre, si potrebbe prevedere un incremento dei ricavi dovuto a sinergie operative tra le due entità, ma nello stesso tempo si realizzerebbe un’uscita dal capitale di Generali, che è sempre stato il suo asset principale. A meno che non ci sia un ribaltamento del controllo.
Vincitore atteso: Mediobanca sembra avere una posizione forte in questo contesto, con potenziali benefici in termini di ampliamento del portafoglio e anche in relazione ai rapporti con il cedente Assicurazioni Generali. E del resto i rapporti storici fra Mediobanca e Generali fanno pensare che Generali possa essere acquirente di azioni Mediobanca. Anche se il prezzo delle azioni di Banca Generali potrebbe salire prima dell’approvazione finale, l’operazione dovrebbe portare a un vantaggio competitivo a lungo termine.
Situazione attuale: L’acquisizione di Banco Bpm da parte di Unicredit è momentaneamente fermata dalla sospensione imposta dalla Consob. Inoltre, l’udienza per il ricorso sul così detto “Golden Power” esercitato dal governo è fissata per il 9 luglio 2025, rendendo la situazione incerta e prolungando i tempi, anche se le iniziative governative sono provocate dalla considerazione del valore di Bpm per il finanziamento di un territorio fondamentale dell’economia italiana nel nord come eredità della Banca popolare di Milano, anche se non solo.
Se Unicredit avesse successo nel superare le sfide legali, l’acquisizione le permetterebbe di espandere notevolmente la propria quota di mercato in Italia, migliorando sinergie operative e patrimonio. Tuttavia, l’offerta viene percepita come “a sconto”, portando a preoccupazioni di potenziale insoddisfazione da parte degli azionisti di Banco Bpm e di minore attenzione al tessuto delle medie e piccole aziende, da sempre garantita prima dalla Banca popolare di Milano e poi dal Banco Bpm come banca ordinaria.
Vincitore atteso: Se la situazione legale dovesse stabilizzarsi a favore di Unicredit, essa potrebbe emergere come vincente. Tuttavia, l’ipotesi è condizionata dall’adesione degli azionisti di Banco Bpm, e comunque ci sono le incognite legate ai contenziosi legali, con il primo luogo le condizioni poste dal governo in relazione al “Golden power” che riduce la convenienza per Unicredit.
Rischi e opportunità: Il panorama attuale è caratterizzato da incertezze legali e difficoltà a determinare correttamente il valore delle azioni nel contesto delle fusioni in atto. Gli analisti avvertono che le banche italiane in alcuni casi possono apparire forse sopravvalutate, in particolare in vista delle cifre in gioco e delle operazioni di consolidamento. La flessione del margine di interesse potrebbe rappresentare un altro rischio significativo.
La conclusione delle operazioni straordinarie nel settore bancario avrà impatti non solo sugli azionisti, ma anche sui correntisti e sull’intero sistema economico. Un consolidamento efficace potrebbe permettere in teoria miglioramenti nei servizi bancari e maggiore stabilità finanziaria, ma comporta anche il rischio di centralizzazione e perdita di competitività nel lungo periodo a danno anche dei clienti finanziabili».
Non male Signora (o Signor?) MFGpt. Manca qualche riferimento a persone poco raccomandabili, ma capisco che tu sia stata restia a parlarne, sapendo quanto sono aggressivi e vendicativi. Io non posso che ringraziarti, perché questo venerdì hai lavorato per me. Ci risentiamo presto, anche per vedere come le tre mega operazioni bancarie andranno a finire. Ma ti voglio confessare un sentimento (a proposito, anche tu hai sentimenti?): fai bene a non colpire chi aggredisce, lo conosci quel detto fantastico? Quale? Ma suvvia: «Non ragionar di lor ma guarda e passa», come diceva il mio concittadino Dante Alighieri. Devi solo pazientare. Presto capirai perché. E intanto leggiti quanto segue, perché ti riguarda come anima artificiale.
Un autorevole giornalista americano ha intitolato un suo articolo sull’intelligenza artificiale con questo interrogativo: «Potrà la AI prevedere le sentenze della Corte suprema statunitense?». E scrive: «Questo giugno potrebbe essere letteralmente il mese più tormentato da tempo per i giudici della corte suprema. Oltre alle 30 sentenze in scadenza entro il Giorno dell’Indipendenza, la Corte suprema a stelle e strisce si trova ad affrontare un flusso costante di ricorsi d’urgenza. In 16 anni George W. Bush e Barack Obama hanno presentato un totale di otto ricorsi d’urgenza alla Corte suprema. Nelle ultime 20 settimane di presidenza di Donald Trump, mentre molti dei suoi ordini esecutivi sono stati bloccati dai tribunali di grado inferiore, il presidente in carica, di ricorsi alla Corte suprema ne ha presentati ben 18».
Ma il fatto ancora più interiore alla Corte e alla AI è un’altro: Adam Unilowsky, un avvocato frequentatore della Corte suprema, ha incaricato Claude, il Large Language Model (LLM) di Anthropic, di decidere su 37 casi sottoposti al giudizio della Corte suprema. Le decisioni di Claude hanno rispecchiato quelle della Corte suprema in ben 27 casi sul totale di 37.
La domanda che è nata: se i giudici seguono fedelmente i principi delle leggi, una AI a conoscenza di tutti i precedenti dovrebbe o no prevedere i voti dei giurati in maniera affidabile?
Senza rispondere, quasi per paura, negli Usa si sono posti un’altra domanda: se non ci sono maneggi della politica legislativa, un giudice AI può essere più affidabile di un giudice in carne e ossa?
È preferibile non porre nemmeno la domanda se l’AI possa sostituire l’uomo anche nel compito supremo di emettere sentenze. Ma ciò non toglie che, come il cellulare consente di trovare notizie su un tale di cui si possiede solo il nome, non vi è dubbio che l’AI, specialmente se generativa, può essere la controprova della decisione assunta dalla Corte. L’ipotesi spaventa? Ma se la AI viene assunta come aiutante, oggi non ci può essere di meglio e di più fortunato anche per i giudici della Corte Suprema americana.
P.S. I lettori che lo desiderino, possono partecipare ad allenare MFGpt scrivendo a https://www.milanofinanza.it/gpt/registrazione. (riproduzione riservata)