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L’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk è il peggior affare finanziato dalle banche dalla crisi del 2008

di Alexander Saeedy e Dana Mattioli (The Wall Street Journal)
21 agosto 2024, 19:00 Ultimo aggiornamento: 19:20

I prestiti sono rimasti sospesi per quasi due anni, facendo lievitare gli interessi ma pesando sui bilanci e, di conseguenza, sulle banche stesse 

I 13 miliardi di dollari che Elon Musk ha preso in prestito per acquistare Twitter si sono trasformati nella peggior operazione di m&a finanziata dalle banche dalla crisi economica del 2008-2009.

Le banche coinvolte nell’operazione, tra cui Morgan Stanley e Bank of America (ma anche l’italiana Unipol, ndr), hanno prestato i soldi alla holding del miliardario per rendere privato il social media (ora rinominato X), nell’ottobre 2022. Generalmente in questo tipo di deal, gli istituti finanziari guadagnano sulle commissioni rivendendo rapidamente il debito ad altri investitori. Ma questa volta non è andata così.

A causa della debole performance finanziaria di X, le banche non sono riuscire a cedere il debito senza incorrere in grosse perdite. Le svalutazioni che ne sono derivate hanno indebolito i portafogli prestiti degli istituti e, in un caso, hanno rappresentato un fattore che ha ridotto i compensi per il dipartimento fusioni di una banca, secondo fonti anonime sentite dal Wsj.  

L’effetto della sospensione dei debiti sulle banche 

Il valore dei prestiti a Musk si è rapidamente deteriorato dopo il completamento dell'acquisizione da 44 miliardi di dollari. Secondo i dati di PitchBook Lcd, i prestiti di Twitter sono rimasti sospesi più a lungo di tutte le operazioni simili rimaste invendute dalla crisi finanziaria del 2008-2009 per le quali la società di ricerca dispone di registri completi.

All’epoca le operazioni appese erano molte di più, ma in genere le banche in quel periodo erano ancora in grado di vendere o cancellare la maggior parte del debito sospeso entro circa un anno dall’emissione dei prestiti.

Solo un’operazione (un’acquisizione da 20 miliardi di dollari interamente a debito nel 2007) era più grande di Twitter, ma è finita in bancarotta circa 12 mesi dopo che le banche avevano staccato l’assegno.

Steven Kaplan, professore di finanza all’Università di Chicago che ha seguito questo tipo di operazioni fin dagli anni ‘80, ha affermato che Twitter non è solo la più grande operazione in dollari dalla crisi finanziaria del 2008, ma una delle più grandi di tutti i tempi. «I prestiti hanno pesato sulle banche per molto più tempo rispetto ad altre operazioni sospese che abbiamo visto», ha detto.

Ecco perché le banche hanno finanziato l’acquisizione di Twitter

Gli istituti finanziari che hanno accettato di sottoscrivere un’operazione – che secondo Musk era sopravvalutata – lo hanno fatto principalmente perché il fascino di fare da banca alla persona più ricca del mondo era troppo attraente per rinunciarvi. Il patron di Tesla e altri investitori hanno versato circa 30 miliardi di dollari per acquistare l’azienda, dando alle banche un certo margine di sicurezza.

Le banche – tra cui figurano anche Barclays, Mitsubishi Ufj Financial Group, Bnp Paribas, Mizuho e Société Générale – sono state in grado di incassare ingenti pagamenti di interessi dai prestiti X. In genere hanno una durata di sette-otto anni e tassi di interesse di diversi punti percentuali superiori al benchmark per le società con rating di investimento. Gli istituti potrebbero essere ripagati se X riuscisse a coprire gli interessi e a rimborsare il capitale alla scadenza dei prestiti.

Intanto il valore di X è crollato a 19 miliardi di dollari

Ma quasi due anni dopo l’acquisizione di Musk, l’attività di X sta ancora lottando per uscire dal profondo buco nero in cui è caduta sotto la sua proprietà: l’anno scorso l’azienda ha dichiarato che il suo valore si era più che dimezzato, scendendo a circa 19 miliardi di dollari.

Sebbene i dati indichino che l’uso dell’app è aumentato in scia all’esplosione di notizie politiche delle ultime settimane, non ci sono prove che ciò si stia traducendo in una ripresa delle entrate pubblicitarie che per lungo tempo hanno sostenuto l’azienda.

Il servizio prestiti non sta aiutando la salute finanziaria di X. Anche prima che i tassi smettessero di salire, Musk ha dichiarato che i pagamenti annuali degli interessi ammontano a circa 1,5 miliardi di dollari. E sebbene la scadenza dei due anni si avvicina rapidamente, le banche non si sono ancora mosse per venderli, anche dopo che alcuni istituti di credito hanno ridotto il valore dei prestiti di centinaia di milioni di dollari.

Gli istituti coinvolti perdono posizioni nelle classifiche di investment banking

Le perdite sul debito hanno intaccato i profitti delle banche e la detenzione di prestiti ad alto rischio in bilancio attira maggiori controlli da parte delle autorità di regolamentazione. I prestiti a Twitter, insieme ad altre operazioni sospeso, hanno contribuito a far crollare la posizione di alcune banche nelle classifiche delll’investment banking.

Secondo i dati di Dealogic, nel 2021 e nel 2022 Bank of America e Morgan Stanley hanno occupato i primi due posti nella lista delle banche d’investimento statunitensi di leveraged finance, durante alcuni trimestri prima che Musk acquistasse Twitter. Mentre nel 2023 e nel 2024, i primi posti sono stati occupati da JPMorgan e Goldman Sachs, che non hanno finanziato l’operazione di Twitter.

E i banchieri hanno guadagnato di meno

I prestiti sospesi hanno anche ridotto la retribuzione annuale di alcuni banchieri di investimento. All’inizio dello scorso anno, in occasione di una cena a New York, è stato comunicato ai migliori banchieri d’investimento di Barclays che i compensi di tutti i presenti sarebbero stati ridotti di almeno il 40% rispetto all'anno precedente.

La banca ha avuto diverse operazioni di peso che hanno danneggiato la sua performance, ma X è stata di gran lunga la più grande, secondo quanto riferito da persone che hanno familiarità con la situazione. Dopo aver ricevuto i bonus per l’anno, circa 50 degli oltre 200 amministratori delegati di Barclays hanno lasciato l'azienda, secondo le persone.

L’ipotesi del piano di ristrutturazione

All'inizio di quest’anno le banche hanno discusso un possibile piano di ristrutturazione dell’accordo in base al quale Musk avrebbe potuto pagare una parte del debito in sospeso di X e le banche avrebbero accettato di ridurre i pagamenti degli interessi, secondo quanto dichiarato da persone che hanno familiarità con la questione. X non ha dato seguito al piano. 

Ma l’accordo presenta un paradosso per le banche. Da un lato, sono vogliono continuare a essere ben posizionate per lavorare con Musk (e le sue sei società). Dall’altro, alcuni commenti e tweet pubblici di Musk hanno reso più difficile la vendita del debito, viste le pressioni che ne derivano per l’azienda. (riproduzione riservata)


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


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