Il consiglio di amministrazione di Janus Henderson Group ha rigettato l'offerta concorrente e non sollecitata di Victory Capital, preferendo le nozze con Trian e General Catalyst annunciate lo scorso dicembre, quando le due realtà si erano offerte di rendere Janus Henderson privata mediante un'operazione in cassa da 49 dollari per azione - prezzo che include un premio di circa il 18% rispetto a quello undisturbed.
Il cda ha stabilito con voto unanime, dopo le consultazioni con il Comitato Speciale, che la proposta spontanea e non vincolante ricevuta il 26 febbraio 2026 da Victory Capital Holdings per acquisire la società non è nel migliore interesse di Janus Henderson e dei suoi azionisti. Inoltre, "non costituisce, né ci si aspetterebbe ragionevolmente che si traduca in, una proposta superiore ai sensi dei termini dell'accordo di fusione che prevede l'acquisizione di Janus Henderson da parte di Trian e General Catalyst". Si tratta del terzo tentativo, da parte di Victory Holdings, di rilevare la società: i due precedenti risalgono al 24 novembre e all'8 dicembre del 2025.
La proposta di Victory non presentava alcun miglioramento dei termini rispetto alle due precedenti. L'operazione era da condursi mediante un mix di cassa e carta, ovvero 30 dollari per azione in contanti e azioni Victory rappresentanti una partecipazione pro forma del 38% della società risultante dalla fusione - in linea con le precedenti proposte di Victory di 30 dollari per azione in contanti e azioni Victory rappresentanti una partecipazione pro forma del 37-39% della combined entity. Il presunto aumento del prezzo di riferimento è dovuto esclusivamente alle oscillazioni del prezzo delle azioni Victory rispetto alle precedenti proposte: da quando Victory ha ripresentato la sua proposta, il prezzo delle azioni Victory è diminuito del 14%.
Nonostante, sulla carta, l'offerta di Victory sia finanziariamente più attraente, circa 8,6 miliardi di dollari contro i 7,4 miliardi dell'offerta originaria, due sono i principali rischi dell'operazione. In primis, sulla base del feedback dei clienti, sussiste una significativa incertezza nella capacità di ottenere la soglia richiesta del 75% di consenso dei clienti stessi. Per concludere l'operazione contemplata da Victory, Janus Henderson avrebbe dovuto ottenere il consenso di clienti in rappresentanza di almeno il 75% del fatturato. Invece, l'indagine del Comitato Speciale rilevato che alcuni dei clienti chiave di Janus Henderson avrebbero notevoli riserve sul mantenimento dei loro rapporti con la società qualora quest'ultima dovesse concludere un'operazione con Victory.
A questo si aggiungono le stime aggressive in merito a sinergie da 500 milioni di dollari, che aumentano il rischio di esecuzione. La cifra suggerisce un livello di tagli ai costi che potrebbe portare a disgregazioni di sistemi e servizi. A questi due punti si aggiunge il fatto che Trian possiede il 20,7% di Janus Henderson e difficilmente, in assemblea, avrebbe appoggiato la proposta concorrente. Inoltre, questa proposta richiederebbe anche l'approvazione degli azionisti di Victory: il Comitato Speciale ritiene che questo possa non avvenire, soprattutto considerando il significativo calo del prezzo delle azioni di Victory dall'annuncio della proposta del 26 febbraio.