In Italia ci sono 517 mila milionari, cioè persone che detengono un patrimonio di almeno un milione di dollari in ricchezza finanziaria, in pratica meno dell’1% della popolazione. Se, poi, si guarda al segmento degli Ultra-High Net Worth, gli individui che, cioè, detengono un patrimonio superiore a 100 milioni di dollari di ricchezza finanziaria, in Italia se ne contano 2.600.
È quanto stimato dall’ultima edizione del ‘Global Wealth Report 2025: Rethinking the Rules for Growth’, il rapporto annuale sulla ricchezza globale a cura di Boston Consulting Group (Bcg).
Numeri in calo dell’1,1% sul 2023 a causa di un contesto di mercato meno favorevole rispetto ad altre economie, ma che, comunque, fanno posizionare nel 2024 l’Italia all’ottavo posto nel ranking globale per ricchezza finanziaria con 6.900 miliardi di dollari. Il nostro Paese si è posizionato dietro Usa, Cina, Giappone, Germania, UK, Canada e Francia.
Il patrimonio finanziario degli italiani è, però, destinato a tornare a crescere in modo deciso, fino a raggiungere i 9.455 miliardi di dollari entro il 2029, con un tasso medio annuo del 6,5%. Gli asset reali in Italia sono diminuiti del 4,1% dal 2023, raggiungendo i 7.500 miliardi di dollari, ma si prevede che cresceranno del 4,1% annuo fino a raggiungere i 9.200 miliardi entro il 2029. Le passività sono diminuite del 5,2%, attestandosi a 800 miliardi nel 2024, con una crescita prevista del 2,9% nei prossimi quattro anni, fino a 950 miliardi di dollari nel 2029.
La ricchezza finanziaria detenuta dagli italiani risulta, inoltre, ben distribuita tra diverse tipologie di asset. In particolare, al 2024, il 40% del totale è allocato in azioni e fondi comuni di investimento, il 25% in depositi e valute, il 18% in polizze vita e fondi pensione e l’8% in obbligazioni. Questa ripartizione riflette una crescente propensione verso strumenti di investimento a più alto rendimento, come le azioni e i prodotti di risparmio gestito, rispetto alla media dei paesi dell’Europa Occidentale, dove la quota destinata ad azioni è più contenuta (32% nel 2024). Secondo le stime Bcg, entro il 2029 la componente azionaria in Italia è destinata ad aumentare ulteriormente, passando dal 40% attuale al 43% e superando così anche la proiezione globale, che si attesta intorno al 42%.
Continua, seppur con un ritmo più contenuto, il trend di crescita della ricchezza netta globale, che nel 2024 ha registrato un +4,4%, rispetto a una media del 5,3% nei quattro anni precedenti. Il patrimonio netto – che include asset finanziari, asset reali e passività – ha raggiunto i 512 mila miliardi di dollari. A sostenere questa dinamica è soprattutto la componente degli asset finanziari, saliti a un nuovo massimo storico di 305 mila miliardi, spinta dai mercati azionari e da un contesto di fiducia diffusa. Più debole, invece, l’andamento degli asset reali (–0,4%), mentre le passività hanno registrato un lieve aumento (+0,2%).
In particolare, nel 2024 la ricchezza transfrontaliera è cresciuta dell’8,7% a livello globale, arrivando a toccare i 14.400 miliardi di dollari. A crescere maggiormente, a livello geografico, è stato soprattutto il Nord America (+14,9%), trainato dal solido andamento dei mercati azionari.
La regione Asia-Pacifico ha incassato un +7,3% sostenuta da Cina, India e i Paesi dell’associazione degli stati del sud-est asiatico: le proiezioni indicano che, entro il 2029, guiderà l’espansione della ricchezza finanziaria globale con una crescita prevista di circa il 9% annuo. Più contenuto l’incremento europeo (+0,8%), a causa del deprezzamento delle principali valute rispetto al dollaro americano e di un contesto macroeconomico meno favorevole. Hong Kong ha registrato la crescita maggiore come booking center (dove il denaro e gli asset sono contabilizzati e depositati sotto la giurisdizione e la protezione del Paese di contabilizzazione) tra le piazze finanziarie internazionali, uguagliando la Svizzera per dimensioni nel 2024. Allo stesso tempo, Singapore ed Emirati Arabi Uniti registrano la crescita percentuale più elevata, rispettivamente 11,9% e 11,1%.
Si conferma, infine, la centralità della Svizzera, che rimane il primo booking center al mondo per valore assoluto di ricchezza gestita (2.700 miliardi). Tuttavia, se Hong Kong dovesse continuare a crescere agli attuali livelli, si stima che la Svizzera passi al secondo posto nel 2029. Secondo le stime poi, Svizzera, Singapore e Hong Kong assorbiranno oltre due terzi dei nuovi flussi di ricchezza transfrontaliera entro il 2029.(riproduzione riservata)