Portafogli di lunga vita o lunga vita ai portafogli. Due facce della stessa medaglia, due modi di vedere lo stesso fenomeno: la longevità, ovvero l’allungamento della vita media. L’Italia, con circa 14 milioni di over 65, la metà dei quali ultra settantacinquenne, è il secondo Paese più vecchio al mondo.
Nelle prossime due decadi la fascia d’età tra i 15 e i 64 anni scenderà di oltre il 10% nei maggiori Paesi, con punte del -20% in Italia e in Giappone, e nel contempo quella oltre i 65 anni salirà di più del 50% (si veda grafico in pagina). «Entro il 2050 si prevede che 1 persona su 6 nel mondo avrà più di 65 anni e il loro numero raddoppierà, passando da 800 milioni nel 2024 a 1,6 miliardi. Le persone con più di 80 anni saranno oltre 450 milioni», spiega Giulia Culot, senior portfolio manager di Sycomore Asset Management (gruppo Generali Investments).

Meno di un secolo fa in Italia si contavano solo 50 centenari, oggi ce ne sono 17 mila. Se si può vivere così a lungo è una questione, se lo si vuole è un tema completamente diverso, ma certamente la vecchiaia non è poi così brutta quando si considera l’alternativa.
In effetti andare avanti con l’età ha un grande vantaggio, ovvero la felicità, conclude un’analisi pubblicata dalla rivista scientifica statunitense Pnas sulla base di interviste condotte alla popolazione sul loro benessere: dopo un picco a 20 anni questo ha un minimo a 50 e da lì inizia a risalire.
Ma la vera sfida, spiega Italia Longeva, l’associazione nazionale per l’invecchiamento e la longevità attiva, istituita nel 2011 dal Ministero della Salute, con la Regione Marche, non è tanto arrivare a 100 anni quanto arrivarci in buona forma fisica e mentale: l’aumento dell’aspettativa di vita si accompagna ancora a un incremento del tempo trascorso in condizione di disabilità e non autosufficienza.
«Il numero di anni vissuti in salute a livello globale è salito dai 58,1 anni del 2000, su 67 anni di vita media, a 61,9 anni del 2021 su 72 anni, questo significa che gli anni in cui le condizioni di salute sono deteriorate è aumentato passando da 8,9 anni nel 2000 a 10,1 anni nel 2021 (si veda tabella in pagina, ndr)», avverte Culot.
Ne consegue che la questione demografica, oltre a mettere subito sotto pressione i bilanci pubblici perché si traduce in più spese di cura per gli anziani, rappresenta anche una sfida per i gestori e per gli investitori perché è un trend inarrestabile.
Quindi il tema della longevità ha risvolti anche finanziari: impone da una parte di costruire portafogli che permettano ai risparmiatori di avere un reddito adeguato per molti più anni che in passato e dall’altra perché offre un macro-tema di investimento che ormai non può essere più ignorato dai money manager.
Culot sottolinea che «i bisogni di una società più longeva riguardano la salute, quindi l’innovazione e la sostenibilità dei sistemi sanitari, le pensioni e il risparmio, le risorse e l’attenzione per invecchiare bene e infine la produttività dato il declino della popolazione in età lavorativa, con i senior che crescono. Siamo ad un punto di svolta demografico e molti Paesi, come ad esempio gli Stati Uniti, stanno affrontando un aumento storico della popolazione dei pensionati».
Entro il 2040, nell’area Ocse i consumi degli over 50, affermano gli esperti di Amundi, rappresenteranno circa il 75% del totale, con una spesa complessiva stimata in oltre 1.350 miliardi di euro.
Come investire allora nella silver economy o meglio nella longevity economy? Il risparmio gestito cavalca l’insieme delle opportunità economiche generate dall’allungamento dell'aspettativa di vita e dall'invecchiamento attivo della popolazione con prodotti azionari tematici che investono su società quotate di singoli settori come sanità, biotecnologie e le esigenze dei consumatori silver legate al tempo libero e al benessere come cura della persona, viaggi, prodotti di lusso, nutrizione. Oppure con strumenti che si espongono contemporaneamente su tutti i comparti legati all’allungamento della vita, come riporta la tabella in pagina che segnala costi e rendimenti di fondi e gli Etf specializzati sulla longevità e autorizzati al collocamento in Italia.
L’andamento dei loro rendimenti conferma che questo è un vero macro-tema legato a tendenze secolari. Nel breve difatti le oscillazioni dei mercati possono tradursi in risultati negativi. Ad esempio l’Etf iShares Ageing Population Ucits Etf da inizio 2025 registra un -6,3%, dopo che nel 2024 ha fatto +15,4% e nel 2023 +4,1%. Tra i fondi, Investitori Longevity, ha realizzato dal 2020 a oggi un rendimento medio annuo del 5,2%, ma a un anno segna il -0,84%.
Qual è il valore attuale e quali sono le aree a maggior potenziale? «Quantificare il mercato non è un compito semplice, poiché coinvolge molteplici settori interconnessi. I rendimenti del mercato azionario, infatti, sono strettamente legati alla crescita degli utili aziendali. A livello geografico, Europa e Stati Uniti si trovano in prima linea, ma anche i mercati emergenti potrebbero presentare opportunità interessanti per gli investitori», prosegue Culot che fa alcuni esempi di società a maggior potenziale.

Nella salute Roche che ha un portafoglio di prodotti focalizzato sull'oncologia (24% delle vendite), diagnostica (14%) e problemi della vista (4%). Nell’ambito pensioni & risparmio: Asr Netherlands, gruppo assicurativo olandese offre soluzioni rilevanti per la riforma del sistema pensionistico nei Paesi Bassi.
Sul fronte dei consumi, la money manager cita Technogym che «ha messo al centro del suo modello di business il benessere e cresce rivolgendosi non solo ai club, ma anche i centri di riabilitazione, gli hotel e le aziende».
Sul lato dei consumi, «il settore dei dispositivi sanitari indossabili, se già nel 2023 valeva più di 25 miliardi di dollari, si stima che supererà i 76 miliardi entro il 20292, mentre per il mercato globale dei cibi biologici, che valeva poco meno di 200 miliardi di dollari nel 2023, si prevede cresca fino a 500 miliardi entro il 20323. In un’ottica di medio-lungo termine crediamo che il flusso di denaro verso i settori legati alla salute creerà nuove opportunità e potrebbe dare buone soddisfazioni agli investitori in termini di performance», afferma Paolo Paschetta, country head Italia di Pictet.

Per Mariolina Esposito, senior portfolio manager dei fondi tematici di Eurizon, «l’analisi della longevità non può prescindere da una visione demografica di tipo globale. L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno sempre più evidente, ma due generazioni emergono come determinanti per i trend economici e finanziari del prossimo decennio: gli over 65, che detengono la maggiore ricchezza pro capite, e la Generazione Z, destinata a registrare la più alta crescita della spesa in termini assoluti, +2.700 miliardi di dollari entro il 2030 (fonte BofA Global Research, World Data Lab, Generations Forecasts, Onu, ndr) e a beneficiare di ingenti flussi di capitale in eredità stimati in 84 mila miliardi di dollari (fonte Cerulli Associates, ndr)».
Secondo Esposito, «l’interazione tra queste diverse fasce di età plasmerà le principali direttrici d’investimento, con la tecnologia che sarà al centro di tale trasformazione. Robotica e intelligenza artificiale saranno elementi imprescindibili, in particolare nei settori sanitario e ospedaliero, mentre comparti come lusso, turismo, wellness, dermatologia e cosmesi di alta gamma saranno sempre più influenzati dalle abitudini di consumo di queste due generazioni». (riproduzione riservata)
