L’incertezza sui mercati è palpabile. E oltre alle strategie emotive anti-panico i money manager hanno approfittato del palcoscenico del Salone del Risparmio di Milano per fare il punto sugli strumenti di investimento più adeguati nella fase attuale. «Stiamo vivendo un periodo di incertezza senza precedenti e capisco le reazioni emotive che ne derivano. Ma proprio per questo, serve più cautela del solito». Chi parla è Enzo Corsello, country manager per l’Italia di Allianz Global Investors, che percepisce quello attuale come un momento decisivo per la finanza mondiale. «Quello che sta accadendo è uno spartiacque che ci allontana definitivamente dal regime macroeconomico e commerciale precedente».
In questo contesto, secondo Corsello «la certezza diventa un bene raro e prezioso. Ecco perché la liquidità, oggi, ha un valore intrinseco che non aveva qualche anno fa: rende, protegge e dà flessibilità». Insieme alla liquidità, il money manager vede «valore nell’oro, l’asset per eccellenza nei momenti di incertezza, e nelle azioni quality, oltre che in quelle distribuiscono dividendi certi e già annunciati oggi».
Questo scenario favorisce anche «le aree geografiche dove la politica fiscale è espansiva: l’Europa e il Sudest asiatico, con politiche più accomodanti, offrono maggiori certezze rispetto agli Stati Uniti, dove sta andando in scena la più grande tassa indiretta sui consumi della storia americana. Guardare all’Europa oggi significa guardare a una relativa stabilità».
L’aria che tira è densa di incertezza anche per Carlo Benetti, market specialist di Gam. Peraltro, spiega l’esperto, «l’incertezza non è più causata da shock esogeni, ma da scelte di politica economica della prima potenza mondiale. Ma è proprio in questi momenti che bisogna fermarsi, riflettere e ripensare ai propri obiettivi».
Secondo Benetti «l’alleato dell’investitore non è il timing ma il tempo, che assorbe gli scossoni e restituisce valore. È comprensibile la tentazione di vendere sulla paura, ma sarebbe un errore tanto quanto comprare troppo presto in un mercato ancora frullato dall’incertezza».
Nel frattempo, aggiunge il money manager, «stiamo assistendo a una rotazione settoriale: dagli Usa all’Europa, dal growth al value». Dal canto suo Benetti non guarda «solo a finanziari ed energia, ma anche a settori come il lusso, che potrebbero assorbire meglio l’urto dei dazi. Sul fronte obbligazionario, ha senso esplorare strumenti decorrelati dalla dittatura dei tassi, come gli high yield o i bond catastrofali». (riproduzione riservata)