Per cercare di garantire agli investitori un rendimento fisso e competitivo in uno scenario di tassi in calo, Intermonte ha ideato due nuovi bond a 17 e 16 anni, - il primo in euro, il secondo in dollari - entrambi emessi da Goldman Sachs con struttura a tasso fisso cumulativo e callability annua.
Il primo titolo (codice ISIN XS2829724504), quotato sul mercato Euro TLX di Borsa Italiana, è denominato in euro e prevede un tasso fisso annuo lordo del 5,3%, pagato cumulativamente a scadenza, nel febbraio 2042, oppure in caso di rimborso o vendita anticipati. A partire dal febbraio 2026, infatti, l'emittente potrà optare per il rimborso anticipato discrezionale del titolo (cd callability), pagando il 100% del valore nominale oltre agli interessi maturati dalla data di acquisto a quella dirimborso anticipato.
Anche il secondo titolo in dollari (codice ISIN XS2829720932) è quotato sul mercato Euro TLX di Borsa Italiana, ha una durata di sedici anni e presenta sempre una struttura Fixed Rate Callable, con un tasso fisso del 9% lordo annuo pagato cumulativamente a scadenza, nel febbraio 2041, oppure in caso di rimborso anticipato discrezionale da parte dell'emittente. Anche in questo caso, a scadenza o in caso di richiamo o vendita anticipati, il bond rimborserà il 100% del valore nominale oltre alle cedole maturate.
Struttura e timing di entrambe le obbligazioni sono stati studiati da Intermonte per adattarsi alla view di consenso che vede una curva dei tassi in calo nel breve termine e che dovrebbe rendere più conveniente per l'emittente rimborsare anticipatamente i due bond e finanziarsi a un tasso più basso, riducendo così notevolmente la vita residua dei prodotti, a fronte di un rendimento allettante.
"La potenziale guerra commerciale alimentata dagli Usa pone due rischi opposti: da un lato l'aumento dell'inflazione per effetto delle probabili ritorsioni, dall'altro la possibile penalizzazione della crescita. Il primo rischio porterebbe a tassi più elevati, mentre il secondo a conseguenze opposte. In prospettiva, se si sposa l'ipotesi di dazi puntivi da parte degli Stati Uniti, finalizzati cioè a negoziare su altri fronti, l'effetto crescita potrebbe prevalere sull'effetto prezzi. I tassi a lungo termine, pertanto, potrebbero riprendere gradualmente a calare, rendendo potenzialmente più attraenti i bond a tasso più elevato", ha commentato Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte.