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AI, bolla o megatrend?
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Intelligenza artificiale, bolla o megatrend in portafoglio? Come investire con Etf e fondi

19 settembre 2025, 20:00

Dopo tre anni in rally il settore sta rallentando. Ma i gestori vedono ancora buone opportunità. Occhi puntati sulle valutazioni

In principio fu ChatGpt: il rilascio nel novembre 2022 del chatbot più famoso del mondo - con tanto di investimento multimiliardario di Microsoft - ha portato alla ribalta (anche sui mercati) una tecnologia che da anni procedeva sotto traccia, nelle divisioni ricerca e sviluppo delle grandi società tecnologiche: l’intelligenza artificiale.

Che oggi è ormai diventata nei portafogli di investimento il megatrend per antonomasia, presidiato con forza dalle società di gestione che nel corso dell’ultimo triennio hanno fatto a gara nel lanciare fondi ed Etf tematici che cercano di cavalcare l’onda.

Dopo la fase iniziale dell’euforia, «con rendimenti a tre anni nell’ordine del 55%», come sottolinea Monica Zerbinati, analista finanziaria di Fida, ora gli investitori sono però al bivio: la corsa folle dell’AI era solo una fiammata? La fase del disincanto è sul punto di finire? O peggio ancora: le valutazioni elevate raggiunte dai titoli sono l’indicatore di una bolla sul punto di esplodere? «Il presente racconta una storia meno brillante: la performance dell’anno in corso è prossima allo zero, segnale che la corsa ha incontrato un necessario rallentamento dopo l’ubriacatura iniziale», precisa Zerbinati, che prosegue: «L’AI paga inoltre con una volatilità sistematicamente più alta, intorno al 25% a un anno, che la rende il comparto più instabile del paniere della tecnologia».

Performance e costi dei fondi AI

La società di analisi finanziaria piemontese censisce 16 tra fondi ed Etf dedicati al megatrend, con una performance media del 2,7% nel 2025 e del 26,4% su un orizzonte annuo. Il tutto con costi medi dell’1,15%, ma molto variabili: si va infatti dallo 0,35% dei comparti passivi fino al 2,39% dei fondi comuni a gestione attiva.

I gestori stanno cercando ora di capire quali possano essere i sotto-settori dell’AI più avvantaggiati in futuro, e quelli che invece hanno corso troppo. Un caso sotto gli occhi di tutti è stato di recente quello di Oracle, società specializzata nelle infrastrutture cloud per intelligenza artificiale, che dopo aver fornito una guidance molto ottimistica sui ricavi dei prossimi anni è stata premiata in una sola seduta con un balzo borsistico del 40%. «Non solo la domanda di infrastrutture per l’AI non è crollata, ma ha addirittura superato le aspettative», sottolinea Bertrand Born, senior portfolio manager Digital Economy di Swisscanto Am. «Nella prima metà del 2025 i profitti dei colossi tech americani sono cresciuti in media del 23%, spiazzando le previsioni degli analisti e sovraperformando gran parte degli altri settori».

Come capire chi si occupa davvero di AI

Con l’Etf Artificial Intelligence (costi annui dello 0,49%) L&G mette a segno da gennaio una performance del 9,3%. Per Giancarlo Sandrin, deputy head of wholesale distribution, oggi è più che mai cruciale esporsi a titoli che abbiano l’esposizione all’AI come fonte principali di ricavi. «Noi sfruttiamo un sistema di punteggio, creato da e di proprietà di Robo Global, che ci permette di avere un’idea chiara del potenziale di crescita di una certa società, di quanto investe effettivamente in AI, della sua leadership di settore e della percentuale dei suoi ricavi generata dal tema in questione».

Mentre Amundi con l’Etf Msci Robotics & AI (-2,4% nel 2025 ma +42% a tre anni con costi dello 0,45%) punta a individuare «nomi di spicco nel campo dell'intelligenza artificiale oltre ad aziende industriali che incorporano l'AI nei propri prodotti e servizi in diversi settori», osserva Michael Stewart, head of equities business strategy di Amundi Etf & Indexing. In questo modo, prosegue il money manager, «gli investitori possono accedere a un paniere diversificato di aziende che stanno aprendo la strada al futuro dell'intelligenza artificiale e che già oggi la implementano per generare rendimenti in un’ampia gamma di applicazioni differenti».

Il tema delle valutazioni

Nonostante i costi più elevati della media (2,39% annuo di commissioni) Lfde con il comparto attivo Echiquier Artificial Intelligence mette a segno nel 2025 una performance del 5,2%, che sfiora il 70% su una prospettiva triennale. Guardando al tema delle valutazioni Christophe Pouchoy, international equity fund manager, vede «opportunità di investimento con valutazioni attraenti in termini di crescita futura nei segmenti dei servizi Internet e cloud e degli applicativi software».

Quanto alle dimensioni dei titoli, aggiunge, «le società a grande capitalizzazione hanno beneficiato in modo sproporzionato dall'ascesa dell'AI generativa grazie a ricerca e sviluppo interna e all'elevata generazione di flussi di cassa, che permettono loro di finanziare i massicci investimenti richiesti per costruire la capacità dei data center. Ma vediamo un maggiore potenziale per le aziende più piccole, che offrono soluzioni personalizzate basate sui modelli di intelligenza artificiale».

Il confronto con la bolla Dotcom

Dal canto suo Oddo Bhf Am si approccia all’asset class con il fondo Artificial Intelligence (+0,3% nel 2025, +56% a tre anni con costi dello 0,95%). Secondo Brice Prunas, fund manager del comparto, non crede che la fase attuale stia anticipando una bolla, e per spiegarlo ricorre a un’analogia con la crisi delle Dotcom di inizio anni Duemila. «A differenza della bolla Internet di venticinque anni fa, le valutazioni dell'AI possono ancora essere misurate con multipli di utili o flusso di cassa libero adeguati, il che fa una differenza notevole». Quanto ai sotto-settori più interessanti, per il money manager «la monetizzazione degli ingenti investimenti fin qui effettuati potrebbe derivare dagli utilizzi legati alla produttività in ambiti che utilizzano pesantemente i dati che spaziano dalla sanità, ai software, ai servizi finanziari e al comparto manifatturiero, senza contare le applicazioni rivoluzionarie già presenti ad esempio in ambito advertising». (riproduzione riservata)



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