C’è stato un periodo, con Ignazio Marino sindaco, in cui Adir, l’Assicurazione controllata da comune di Roma, sembrava destinata a finire in liquidazione. Ora a prevalere intorno alla storica compagnia nata nel 1971 per volontà del comune di Roma e delle grandi aziende municipalizzate (Acea, Ama, Atac e Stefer) per gestire le attività assicurative relative al patrimonio e ai compiti istituzionali dei soci (ma anche di altri enti pubblici), sono solo progetti di sviluppo con gli azionisti che - viste le buone performance - si preparano a incassare un’extra cedola.
Grazie anche al calo degli incidenti per il miglioramento dello strade ascrivibile ai lavori legati al Pnrr e del Giubileo, con Roberto Gualtieri sindaco della capitale, Adir sta andando meglio del previsto con altri comuni della cerchia che starebbero chiedendo sempre di più di avvalersi dei suoi servizi. La riflessione è aperta ed è spuntata l’ipotesi di creare un consorzio con altri enti per gestire inseme le coperture assicurative di piùcittà. Per ora è solo un’ipotesi, ma intanto il bilancio 2024 di Adir si è chiuso con un utile di 20,6 milioni, che si aggiunge ai 25,6 milioni già raggiunti nel 2023, con 61 milioni di premi. Un traguardo che è stato ben più alto rispetto alle previsioni formulate in sede di «Pianificazione Strategica e solvibilità prospettica» messa a punto dalla compagnia, che prefiguravano un utile di esercizio di 11,6 milioni. Un risultato raggiunto nonostante lo scorso anno siano state tagliate del 15% le tariffe per la responsabilità civile generale chieste al socio Roma Capitale.
Adir, che da giugno dello scorso anno è presieduta da Paolo Garonna, ha beneficiato nel 2024 di una gestione finanziaria positiva per 17,2 milioni. Organizzata sotto forma di mutua la compagnia ha un indice di solvibilità Solvency II di oltre il 419%: più di quattro volte il minimo richiesto dal regolatore.
Non stupisce quindi che il consiglio d’amministrazione della compagnia abbia deciso di proporre all’assemblea dei soci (oggi Roma Capitale, Ama e Atac) la distribuzione di metà dei 20,7 milioni d’utile 2024. La cedola è stata fissata a circa 10,37 milioni, con l’altra metà del risultato che, secondo lo statuto che limita il riconoscimento di un dividendo maggiore ai soci, è stata destinata a riserva statutaria. Ma all’assemblea di Adir è stata anche proposta la destinazione di una parte delle riserve patrimoniale iscritte nella voce degli «utili portati a nuovo» della compagnia, prevedendo un ulteriore assegno di 4,1 milioni di euro.
Una mossa che, per buona soddisfazione dei soci, ha fatto salire il dividend pay out ratio, cioè il rapporto tra cedola e utile, al 70%. Del resto, come detto, la solvibilità di Adir è alta e le previsioni sul futuro andamento appaiono positive. Altri comuni sembrano apprezzare i servizi assicurativi di Adir che deve però stare attenta a non destinare ai non soci oltre il 20% dell’attività, soglia oltre la quale perderebbe la qualifica di società in house di Roma Capitale finendo costretta a partecipare a gare pubbliche dove oggi procede con affidamento diretto. E c’è chi, come detto, starebbe riflettendo sull’opportunità di creare un consorzio tra più comuni, partendo dal buon esempio di Roma, per mettere a fattor comune le competenze assicurative. (riproduzione riservata)