Anche in Germania il sistema pensionistico è sotto pressione tra invecchiamento della popolazione e calo delle nascite. Ogni anno un quarto del budget federale, oltre 117 miliardi di euronel 2024, viene utilizzato per coprire il deficit della previdenza. Una situazione che rischia di essere insostenibile per il Paese che è già alle prese con un aumento del debito per aumentare gli investimenti pubblici, specialmente nella difesa, e modernizzare l'economia.
E la strada per arginare la crisi è la stessa che stanno percorrendo molti altri Stati del mondo: rafforzare la previdenza integrativa. Il piano del Cancelliere tedesco Friedrich Merz è sostenere le iscrizioni ai fondi pensione con un aiuto statale: 10 euro al mese ai bambini dai 6 fino al compimento dei 18 anni. Una paghetta che i genitori dovranno investire mese dopo mese, per conto dei propri figli, in un piano di accumulo del risparmio a lungo termine, battezzato Frühstart Rente (un nuovo veicolo che si andrà ad aggiungere ai fondi pensione attualmente attivi nel Paese). Una volta compiuti 18 anni il contributo cesserà ma il piano di risparmio resterà aperto e quindi si potrà continuare ad alimentarlo volontariamente. Le somme versate in questa nuova tipologia di fondo potranno essere ritirate solo quando i beneficiari raggiungeranno l’età della pensione, oggi 67 anni.
Merz punta così a un doppio obiettivo: mitigare il gap pensionistico pubblico e nel contempo incoraggiare i giovani a investire nel mercato azionario incanalando i risparmi pensionistici in attività produttive. Attualmente soltanto il 17% dei cittadini tedeschi possiede azioni, fondi o Etf, rispetto al 39% degli inglesi o al 62% degli americani. Il sussidio dovrebbe partire dal 2026 e ha un costo stimato di circa 1 miliardi l’anno, ha calcolato il Consiglio di esperti economici della Germania (German Council of Economic Experts). Proprio uno dei cinque membri di questo gruppo di economisti che consiglia il parlamento e il governo tedesco ha ideato il progetto dei 10 euro al mese: Ulrike Malmendier, professore di finanza comportamentale all’università di Berkeley, in California. D’altra parte di liquidità da mettere in circolo in Germania, come in Italia, è tanta ed è poco remunerata: il 37% dei 9 mila miliardi di ricchezza finanziaria è parcheggiata in conti a basso rendimento. E questo sostegno, secondo Malmendier, potrebbe aiutare le famiglie tedesche a superare l’avversione al rischio portandole a prendere maggiore dimestichezza con i mercati finanziari e quindi a investire di più.
Una scommessa che però per essere vinta deve essere sostenuta da buoni rendimenti. Per dare assegni integrativi adeguati, stima il broker online Trade Republic, è necessaria una performance di almeno il 7% l’anno: in 50 anni e senza ulteriori contributi dopo i 18 anni, un piano da 10 euro al mese tra i 6 e i 18 anni potrebbe fruttare 65 mila euro. Senza considerare l’inflazione che se ipotizzata al livello del 2% rischia di ridurre di un terzo circa il valore finale. (riproduzione riservata)