Le assicurazioni, sostengono concordi le diverse analisi di mercato, sono tra i settori più impattati dall’innovazione tecnologica dettata dall’intelligenza artificiale che non sostituirà la figura umana ma potrà dare una spinta determinante alla crescita dei premi e della profittabilità.
Una sfida che in Generali Italia hanno accettato fin da subito, con 400 milioni investiti in tecnologia negli ultimi 4 anni e 325 milioni previsti nel piano triennale che guarda al 2027. Non solo: in un contesto generale caratterizzato dal GenAi Paradox, in cui l’80% delle aziende che utilizzano l’intelligenza artificiale non ne ha ancora verificato l’impatto sui risultati finanziari, la compagnia guidata da Giancarlo Fancel ha immediatamente iniziato a misurare i ritorni economici di questa strategia, come racconta a MF-Milano Finanza il country general manager di Generali Italia, Gianluca Perin.
«In questi anni abbiamo ripensato profondamente il modo di fare assicurazione attraverso l’innovazione e trasformato la cultura aziendale attraverso la tecnologia, puntando su formazione interna e adozione a scala. Anche per questo abbiamo creato la figura del country data officer, che mette a fattor comune algoritmi e processi per tutta l’azienda e coordina un gruppo di 150 persone che si occupa di intelligenza artificiale in un team cresciuto anno dopo anno», dice Perin, con l’Italia pronta a fare da apriprista nel gruppo assicurativo guidato dal ceo Philippe Donnet che complessivamente, nel piano 2025-2027, prevede 1,3 miliardi di investimenti in innovazione tecnologica.
All’Italia fanno capo 100 algoritmi proprietari brevettati e tutelati, con il 100% delle reti abilitate al digitale e oltre l’80% dell’offerta assicurativa digitalizzata. «Intendiamo fare in modo che gli algoritmi abbiano un impatto misurabile sul nostro conto economico e abbiamo iniziato a calcolarlo, con un beneficio che nel 2025 è stato di 90 milioni e vogliamo crescere nei prossimi anni».
La strategia di Generali Italia ha due colonne, spiega ancora Perin. «Una è l’efficienza e l’eccellenza tecnica, con un riflesso diretto sui processi interni, per esempio per rendere migliore la gestione dei sinistri, scovare le frodi, ottimizzare i processi di tariffazione o la revisione dei portafogli», dice. «L’altro è ovviamente quello di potenziare i processi commerciali, e quindi i nostri agenti, perno della strategia di Generali, cui abbiamo dedicato MeToDo, una scrivania virtuale con strumenti tecnologici che permette di avere contezza in tempo reale di tutto ciò che mettiamo a disposizione dei nostri agenti».
Quali sono le nuove frontiere? «Dopo l’intelligenza artificiale generativa ora siamo nell’era dell’Agentic Ai dove la novità è che l’algoritmo può orchestrare processi, svolgendo attività operative ma il futuro appare già diverso, con le prime sperimentazioni che riguardano la Physical Ai, che fa convergere il mondo Ai in quello fisico», sottolinea Perin, spiegando che, «l’esempio classico è quello dell’umanoide ma possono immaginarsi applicazioni che consentono per esempio un’assistenza medica continua, con sistemi di alert, o strumenti per evitare truffe». Le potenzialità per le assicurazioni, chiamate a gestire i trend di invecchiamento della popolazione italiana ed europea sono evidenti. «Generali oggi è all’avanguardia - conclude Perin - leader nell’evoluzione tecnologica e vogliamo continuare a fornire agli agenti e ai nostri clienti la più innovativa offerta commerciale del mercato». (riproduzione riservata)