In Europa quasi tre prestiti alle imprese su quattro vengono ancora dalle banche, mentre negli Stati Uniti i rapporti di forza sono quasi invertiti: il primo canale di finanziamento alle pmi è quello del private debt. Insomma, nel Vecchio continente c’è una prateria da colmare, anche perché «vediamo un interesse crescente da parte degli investitori europei per i mercati privati», spiega a MF-Milano Finanza il ceo di M&G Investments, Joseph Pinto.
M&G ritiene che il private debt costituisca un mercato strategico, tanto che da pochi giorni ha annunciato l’acquisizione del 70% di P Capital Parners (Pcp), provider di soluzioni di credito privato per aziende di medie dimensioni con sede a Stoccolma (3,8 miliardi di euro in gestione), specializzata nel segmento di mercato del direct lending. «Pcp ha sviluppato un network solido nei Paesi nordici, in Germania, nei Paesi Bassi e nel Regno Unito, fornendo finanziamenti diretti a imprese senza il coinvolgimento di fondi di private equity», spiega Pinto. «Questi prestiti consentono agli imprenditori di far crescere il business senza necessariamente rivolgersi alle banche, il che costituisce un’opportunità interessante sia per le aziende sia per gli investitori istituzionali».
Negli Stati Uniti, conferma il top manager, «circa l’80% dei prestiti alle aziende viene intermediato da asset manager e private credit manager, mentre solo il 20% rimane nelle mani delle banche». In Europa invece «il rapporto è quasi inverso: il 65-70% dei prestiti proviene ancora dal sistema bancario». Questo implica «un’evoluzione del mercato europeo nei prossimi anni, con una crescente disintermediazione del credito bancario a favore di investitori alternativi privati. Questo cambiamento rappresenta un’enorme opportunità per lo sviluppo economico del continente», osserva Pinto.
E l’Italia? «Come altrove in Europa», analizza il ceo, «il sistema bancario gioca ancora un ruolo chiave, ma osserviamo già segnali di apertura verso il private debt». Nel Paese M&G ha investito circa 700 milioni di euro in asset immobiliari e finanziato progetti nel settore infrastrutturale dell’energia e della cogenerazione. «Segnatamente al segmento del direct lending credo sia necessario un approccio tagliato sulle specificità locali», spiega Pinto. «Per entrare efficacemente in un mercato servono team dedicati e competenze sul territorio. Non escludiamo una futura espansione nei Paesi dell’Europa meridionale, tra cui l’Italia».
Lato investitori, M&G ha già messo a disposizione di quelli tricolore un Eltif focalizzato proprio sul private debt: «Abbiamo portato le nostre competenze nel credito privato agli investitori italiani ad esempio con il nostro Eltif Corporate Credit Opportunities: un fondo di private debt che tipicamente investe tra 70 e 85% in credito privato liquido e tra 15 e 30% in credito privato illiquido».
Attualmente M&G Investments gestisce masse per circa 368 miliardi di euro, di cui 86 miliardi investiti nei mercati privati. La maggior parte di questi asset (circa 80%) è suddivisa tra private credit e real estate, mentre il resto è destinato a infrastrutture, investimenti a impatto e private equity. (riproduzione riservata)