Nel 2025 in Italia si ritorna a risparmiare come non accadeva da vent’anni. E a trainare il picco del risparmio è una generazione tutt’altro che ferma. I silver age, tra i 65 e gli 80 anni, si confermano centrali nella tenuta economica delle famiglie e non solo. L’Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2025, realizzato da Intesa Sanpaolo e dal Centro Einaudi e presentato ieri, mostra un’Italia in trasformazione: il risparmio, da precauzionale, diventa sempre più intenzionale, ma rimane legato a temi di sicurezza e casa.
Secondo i risultati della ricerca, condotta su un campione di 1.500 intervistati, il 58% degli italiani risparmia: è il dato più alto registrato in vent’anni, ben lontano dal minimo del 2014 (39%) e in aumento sia dalla percentuale del 2024 (56%) che da quella del 2023 (52%). Le famiglie risparmiatrici aumentano di 500 mila, sebbene siano riuscite a mettere da parte solo un piccolo gruzzolo. Accanto al risparmio precauzionale, destinato ad affrontare gli imprevisti e l’incertezza futura, citato dal 36% degli intervistati, cresce il numero di chi destina le risorse in maniera mirata (38%).
«L’Italia, come l’Europa, è un giacimento di risparmio. Ma i famosi talenti seppelliti della parabola non contribuiscono alla crescita del Paese. Bisogna fertilizzare il risparmio ed è questo il compito dei gestori finanziari», ha affermato Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, invitando a far circolare il denaro per contribuire allo sviluppo economico: «Bisogna aiutare il singolo risparmiatore ad accedere a forme di investimento più redditizie».
Il cuore del patrimonio degli italiani resta ancora il mattone, con quasi l’80% degli intervistati che abita in case di proprietà. Anche tra i silver resta viva la voglia di acquistare, per avere una seconda casa da godersi in pensione, per destinarla a figli e nipoti, o per investire in un immobile strumentale. In particolare, il 22% delle compravendite effettuate dagli over 55 riguarda proprio immobili destinati alle nuove generazioni.
In crescita anche la previdenza integrativa, seppur a piccoli passi: solo il 24,5% ha aderito a una forma pensionistica complementare, un dato che, però, è quasi raddoppiato rispetto a 15 anni fa. «Il 68% di chi non ha una previdenza integrativa non ne conosce i vantaggi fiscali e il 28% dichiara di non avere liquidità per garantirla», ha evidenziato Giuseppe Russo, direttore del Centro Einaudi. Più bassa ancora la diffusione delle assicurazioni sanitarie e Ltc (Long Term Care): il 18% è coperto da una forma di assicurazione sanitaria, con forti differenze generazionali e di genere.
Sul fronte finanziario, gli italiani si confermano prudenti. Le obbligazioni restano lo strumento preferito: il 20% del campione investe in titoli di Stato, arrivando ad oltre il 25% tra gli over 68, mentre le azioni restano marginali. Appena il 4,6% ha operato in borsa nell’ultimo anno. Tra gli obiettivi di investimento, infatti, continua a dominare la sicurezza. Tuttavia, per la prima volta si scende sotto la soglia psicologica del 50%, con un dato che si ferma al 47%. Un segnale, forse, che qualcosa sta cambiando anche nel rapporto tra rischio e opportunità.
L’indagine evidenza come l’alfabetizzazione finanziaria sia ancora bassa: sono 4 italiani su 10 a sentirsi abbastanza competenti. Come ha spiegato Gregorio De Felice, chief economist & head of research di Intesa, «se la propensione al risparmio aumenta, cresce anche il divario tra la capacità di risparmiare e la capacità di effettuare investimenti». Le maggiori difficoltà? Valutare il rischio, scegliere il momento giusto per investire e costruire un portafoglio diversificato. Secondo l’indagine, dal 2014 al 2024 in Italia si sono risparmiati 402 miliardi e investiti 359, una differenza che riflette anche la situazione europea. Sempre nello stesso periodo nell’area Euro la forbice tra risparmio e investimento è stata di 543 miliardi, con 2.894 miliardi risparmiati e 2.351 miliardi investiti.
Focus dell’indagine è la silver age: sono gli over 60 a guidare la nuova stagione del risparmio. Due su tre continuano ad accantonare regolarmente e non lo fanno solo per proteggersi: il risparmio diventa uno strumento per progettare, per sostenere figli e nipoti, per mantenere un ruolo da protagonisti nella vita familiare e nella società, per garantirsi un’indipendenza, come ha sottolineato Giuseppe Lavazza, presidente del Centro Einaudi. «Risparmiare è un esercizio di libertà. Per questo, è importante capitalizzare non solo le imprese ma anche le famiglie, affinché possano permettersi di pianificare nel medio e lungo termine», ha spiegato.
Tra gli ultraottantenni la spinta principale è quella precauzionale ma tra le fonti di risparmio degli over 60 emerge un dato sorprendente: il 59,7% degli uomini e del 44,4% delle donne nella fascia 61-70 continuano ad accantonare parte delle entrate del reddito da lavoro. Il 12,3% ha in programma viaggi brevi, il 13,1% vacanze oltre i cinque giorni: non solo turismo, ma ricerca di benessere psicofisico e di connessioni umane. Crescono anche le spese «di piacere», come acquisti di valore, regali importanti per partner, figli e nipoti, attrezzature per hobby. Secondo i ricercatori quella degli over 60 è una generazione che progetta, costruisce e restituisce. Che non si limita, ovvero, a vivere di rendita, ma continua a investire su se stessa e sugli altri. (riproduzione riservata)