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Il Qatar vuole aumentare la sua influenza negli Stati Uniti. Ecco come sta trasformando denaro in potere
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Il Qatar vuole aumentare la sua influenza negli Stati Uniti. Ecco come sta trasformando denaro in potere

di Stephen Kalin, Eliot Brown, Joel Schectman (Wall Street Journal)
15 maggio 2025, 15:02

Lo Stato del Golfo ha investito ingenti somme di denaro nelle università e nell’esercito statunitense, ottenendo un’influenza geopolitica spropositata

Il potenziale piano del Qatar di fornire un jet jumbo da 400 milioni di dollari agli Stati Uniti da usare come Air Force One mette in evidenza come il piccolo stato del Golfo Persico sia in grado di avere un peso diplomatico e politico ben superiore delle sue dimensioni geografiche: ha grandi disponibilità finanziarie e non ha paura a investirle. 

Il monarca assoluto alla guida del nel Paese ha allocato miliardi di dollari — derivanti dalle ingenti riserve di gas naturale che caratterizzano il territorio — nelle istituzioni statunitensi, in particolare nell’esercito e nelle università. Allo stesso tempo, ha aumentato la spesa a vantaggio dei lobbisti con l’obiettivo di influenzare la politica a suo favore.

Non sono mancate critiche, da esponenti di entrambi i principali partiti americani, in merito alla decisione di Trump di accettare l’aereo. Questo comporterebbe, secondo gli esponenti politici in questione, un rischio per la sicurezza nazionale.

Trump, al contrario, si è mostrato favorevole l’offerta dell’aereo, affermando che sarebbe stupido non accettarla.

Un alto funzionario dell’amministrazione ha dichiarato mercoledì 14 che Trump spera di avere l’aereo pronto all’uso entro la fine dell’anno e che non stia neanche prendendo in considerazione l’idea di abbandonare il piano. «Accettare significa accettare un regalo e far risparmiare ai contribuenti americani centinaia di milioni di dollari. Non ci sono condizioni vincolanti, né contrattuali né implicite», ha detto il funzionario, aggiungendo: «È un bellissimo aereo a un prezzo vantaggioso, cosa ci sarebbe di sbagliato nell’accettare l’offerta?»

Un portavoce dell’ambasciata del Qatar a Washington ha dichiarato che gli avvocati delle forze armate di entrambi i paesi stanno esaminando il possibile trasferimento dell’aereo. «Il Qatar non si aspetta nulla in cambio del possibile trasferimento da governo a governo», ha detto Ali Al Ansari, definendolo «una manifestazione della solida relazione nell’ambito della sicurezza» con gli Stati Uniti.

Il precedente della Turchia

In effetti, non sarebbe la prima volta che il Qatar regala un aereo di lusso a uno Stato straniero.

Nel 2018, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan dichiarò che l’emiro al potere aveva donato un Boeing 747 ad Ankara dopo aver saputo che lo Stato turco era interessato all’acquisto di quella tipologia di aereo. Inoltre, l’ex primo ministro del Qatar affermò in un’intervista televisiva passata, che il precedente emiro aveva regalato Boeing 747 privato di sua proprietà al defunto leader yemenita Ali Abdullah Saleh.

E già nel 2000, un membro della famiglia reale qatariota donò un altro 747 alla compagnia aerea statale irachena in segno di “solidarietà” con il Paese e il suo leader, Saddam Hussein, secondo quanto affermato un reportage statunitense di quell’anno.

Investmenti e lobbisti

"In alcuni casi, il Qatar è stato anche coinvolto in presunti meccanismi di corruzione che hanno visto coinvolti funzionari statunitensi."

Una strategia di lobbying politico ha contribuito a porre fine alla carriera dell'ex senatore Robert Menendez, condannato a 11 anni di carcere. Tra le accuse: l’utilizzo indebito della sua posizione con la finalità convincere il Qatar a indirizzare milioni di dollari di investimenti, provenienti da un fondo statale, verso un uomo d'affari del New Jersey che aveva versato al senatore centinaia di migliaia di dollari in tangenti, alcune delle quali pagate sotto forma di lingotti d’oro. Tuttavia, nessun funzionario del Qatar è stato accusato di illeciti. 

Un altro caso di scambio di illecito di favori politici ha colpito il think tank Brookings Institution nel 2022, quando l’Fbi ha avviato un’indagine basata su delle accuse per cui il suo presidente, il generale quattro volte stellato in pensione dei Marine John Allen, avrebbe segretamente fatto pressioni su alcuni funzionari della sicurezza nazionale e su dei parlamentari statunitensi affinchè gli Stati Uniti appoggiassero il Qatar nella sua disputa con altri Paesi del Golfo. Allen si è dimesso da Brookings, e il Dipartimento di Giustizia ha successivamente chiuso il caso senza presentare accuse. Allen ha negato il suo coinvolgimento in qualsiasi illecito o di aver ricevuto compensi per il suo impegno a favore del Qatar, affermando di aver agito esclusivamente nell’interesse degli Stati Uniti.

La strategia del Qatar è basata su elementi di diplomazia economica praticata da molti altri partner e alleati degli Usa — tra i quali acquisti per miliardi di dollari in armi e altre attrezzature, che consolidano i legami comerciali con l’America — con accordi meno tradizionali. Tale linea diplomatica è resa ulteriormente efficace dall’estrema ricchezza del Paese, a fronte delle sue dimensioni ridotte. è potenziato dalla sua estrema ricchezza e dalle sue dimensioni ridotte. Infatti, il fondo sovrano qatariota detiene 524 milioni di dollari. Ciò corrisponde a un equivalente di oltre 1,5 milioni di dollari per cittadino. Mercoledì, durante la visita di Trump, la compagnia aerea statale Qatar Airways ha manifestato apertamente la volontà di acquistare 210 aerei Boeing in un accordo che la Casa Bianca ha valutato 96 miliardi di dollari.

La questione che si pone, quindi, è relativa all’influenza spropositata che un Paese con una superficie analoga allo Stato del Connecticut esercita sugli Stati Uniti. Senza le ingenti risorse naturali e finanziarie che lo caratterizzano, il Qatar avrebbe così tanta voce in capitolo una tale gamma di questioni geopolitiche e condizionerebbe in questa maniera Washington? 

Più recentemente, l’emirato del Golfo ha accolto con estremo favore anche la Trump Inc. Lo scorso mese, un ministro del Qatar è apparso accanto a Eric Trump per presentare un progetto per la realizzazione di un resort di lusso marchiato Trump, costruito da una società privata all’interno di un’iniziativa più ampia dello Stato del Qatar. Secondo un funzionario qatariota, l’accordo tra il Qatar e lo sviluppatore era già stato concluso prima delle elezioni.

Un fondo del Qatar si è inoltre unito a un fondo degli Emirati Arabi Uniti per investire altri 1,5 miliardi di dollari con Jared Kushner, il genero di Trump, nel suo primo fondo di private equity lanciato lo scorso anno, prima delle elezioni. Kushner ha dichiarato di aver comunicato ai suoi investitori che non si sarebbero dovuti aspettare benefici in cambio.

Una base aerea di importanza vitale

La ricerca di influenza da parte del Qatar è fondamentalmente motivata dalla posizione geografica in cui la regione è situata. Quest’ultima è segnata da diversi conflitti nel corso della storia. Infatti, essendo circondata da Arabia Saudita e Iran,  Stati dalle dimensioni notevoli rispetto allo Stato del Golfo, il Paese vive costantemente nel timore di essere aggredito militarmente e di essere cancellato dalla mappa. Oltre a garantirsi il sostegno dell’Occidente, il Qatar ha finanziato la rete televisiva Al Jazeera, ottenendo così una notevole influenza mediatica sul mondo arabo, e ha versato denaro in Stati più grandi ma più poveri, oltre che in gruppi come i ribelli islamisti in Siria, nel momento più intenso della guerra civile.

La strategia del Qatar nei confronti degli Stati Uniti affonda le sue radici in una vasta base aerea situata al centro della penisola. Dal 2003, i qatarioti hanno speso oltre 8 miliardi di dollari per costruire e mantenere Al Udeid, che ospita il Comando Centrale degli Stati Uniti e circa 10.000 militari americani — permettendo così agli Stati Uniti di condurre guerre in tutto il Medio Oriente.

La base è stata fondamentale per le campagne militari durate decenni in Iraq e in Afghanistan, inclusa la ritirata del 2021, e continua a rappresentare una posizione operativa avanzata importante per le operazioni antiterrorismo. L’anno passato, gli Stati Uniti hanno convenuto l’estensione della loro presenza nella base per altri dieci anni. Giovedì, Trump terrà un discorso indirizzato alle truppe presenti lì sul campo, prima di concludere la tappa in Qatar del tour regionale della durata di quattro giorni.

Ansari, il portavoce dell’ambasciata, ha dichiarato che il Qatar è un “partner indispensabile per la sicurezza e l’energia” degli Stati Uniti, e ha definito la collaborazione con l’amministrazione Trump “molto produttiva”. Ha aggiunto che gli Stati Uniti resteranno sempre una destinazione chiave per gli investimenti del Qatar, che contribuiscono a creare occupazione per gli americani.

Più o meno nello stesso periodo in cui la base militare veniva allestita, il Qatar iniziò a pagare le principali università statunitensi per allestire dei campus sul suo territorio. Ad oggi, rappresenta il principale finanziatore straniero delle università americane, secondo i dati forniti del Dipartimento dell'Istruzione degli Stati Uniti, che attestano che il Paese del Golfo ha fornito più di 6 miliardi di dollari negli ultimi 15 anni tramite donazioni o contratti con scuole come Cornell, Georgetown e Northwestern.

Gran parte del denaro investito in educazione è legato a campus satellite che sono sorti in un'area geografica nei pressi della capitale, Doha, conosciuta come Education City, dove piccole sedi della Texas A&M e della Carnegie Mellon ospitano centinaia di studenti qatarioti in edifici all'avanguardia.

I livelli di finanziamento sproporzionati per l'istruzione superiore hanno suscitato critiche sin dallo scoppio del conflitto israelo-palestinese a Gaza. Infatti, secondo alcuni membri del Congresso Repubblicani e alcuni membri dell’amministrazione Trump, il Qatar e gli altri Stati arabi avrebbero versato quelle ingenti somme di denaro con l’obbiettivo celato di distorcere l’insegnamento e l’informazione e sulla regione. Il Segretario all'Istruzione Linda McMahon ha menzionato esplicitamente il Qatar in una dichiarazione del 23 aprile, riguardante un ordine esecutivo che amplia il controllo sui doni educativi provenienti dall'estero.

Ansari ha negato che il Qatar interferisca nel percorso formativo di qualsiasi istituzione educativa statunitense o che eserciti influenze sulle università americane, definendo tali affermazioni come 'deliberata disinformazione' da parte di 'un gruppo di soggetti in malafede' che hanno lo scopo di indebolire le relazioni con gli Stati Uniti e di danneggiare il ruolo di mediatore svolto dal Qatar nella guerra a Gaza.

Attività lobbistica del Qatar

Nel frattempo, il Qatar ha aumentato la spesa a vantaggio dei lobbisti a Washington. Una svolta importante si è verificata nel 2017, quando i Paesi del Golfo confinanti hanno imposto un embargo aereo e commerciale dopo aver ricevuto il via libera da Trump durante la sua prima visita a Riyadh. Di tutta risposta, il Qatar ha intensificato l’attività lobbistica a Washington, tramite l’assunzione di una serie di nuove società di lobbying aventi la finalità di agire in tutela degli interessi qatarioti nel rapporto con i legislatori e con la Casa Bianca.

A fronte di più di un elenco di più di 18 lobbisti registrati e aziende di pubbliche relazioni — inclusi almeno quattro nuovi studi da gennaio — il Qatar ha speso un ammontare superiore a 6,5 milioni di dollari nel 2024, secondo le dichiarazioni federali.

I lobbisti del Qatar bombardano gli assistenti congressuali con aggiornamenti su temi come la guerra a Gaza e la sicurezza. Alcuni chiamano e inviano messaggi a singoli legislatori, incluso il senatore repubblicano della Carolina del Sud Lindsey Graham, secondo quanto riportato dalle dichiarazioni.

Una conosciuta ex-lobbista del Qatar è Pam Bondi, procuratrice generale che, secondo un portavoce, ha firmato una nota del Dipartimento di Giustizia che approvava l’accordo proposto riguardante il regalo del 747 da parte del Qatar. Bondi ha rappresentato il Qatar per una società di lobbying che generava un fatturato di 115000 dollari al mese nei confronti del Paese fino al 2020.


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


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