Sembra il gioco delle tre carte, o se volete delle tre date. Ha cominciato il presidente Giuseppe Conte sostenendo che il Mes è stato approvato dal parlamento italiano nel 2012 quando, secondo lui, al governo c'era Giorgia Meloni e Matteo Salvini faceva parte della maggioranza di voto. Gli ha risposto, con un insolito ma fondato editoriale, il direttore di SkyTg24 affermando, a ragione, che nel 2012 c'era il governo Monti; che la Meloni non era ministro e che la Lega votò contro quella approvazione.
Ma ecco che, con tempismo eccezionale, alle 22:33 dello stesso giovedì 9 interviene sul sito del Corriere niente meno che il professore, senatore a vita e presidente della Bocconi, Mario Monti, il quale alla fine fa un pizzicotto a Conte dicendo che non deve rinunciare ai contributi del Mes, ma in realtà ne approfitta per giocare una delle tre carte: il Mes è l'erede dei precedenti strumenti di salva stati della Ue.
Ad approvarne l'evoluzione, fino a giungere al Mes, nel 2011 sono stati Sivio Berlusconi e Giulio Tremonti. Mentre lui nel 2012 si è rifiutato, vista la fine della Grecia, di chiedere alcun aiuto attraverso il Mes. Comunque ora la situazione è cambiata (ed ecco il pizzicotto) Conte dovrebbe valutare bene se rifiutare gli aiuti Mes, sia pure chiarendo bene che l'unica condizione sia quella di rispettare l'uso dei fondi per ciò che sono stati concessi.
Come si vede è veramente il gioco delle tre carte, ma nonostante l'implicita alleanza fra Conte e Monti (a parte il pizzicotto), l'unico che ha fatto correttamente il suo mestiere è De Bellis, perché ha puntualizzato con precisione sulla data riferita da Conte, il 2012, quando regnava Monti e il parlamento italiano approvò il Mes. Come quelli che con il banchetto delle tre carte attirano la folla dei beoti e dicono significativamente carta vince/carta perde.
Ma perché il professor Monti non ha scritto sul Corriere che il Mes fu creato sì nel 2011 con la partecipazione del duo Berlusconi-Tremonti, ma che il parlamento italiano (e poteva non farlo, vista anche la situazione) lo approvò mentre lui guidava il governo di salute pubblica.
La conclusione è una sola: Conte, sbagliando le date di quando la Meloni era al governo e La lega votò comunque contro in parlamento, ha fatto un clamoroso errore politico. Il prof. Monti dice solo le date che lo scagionano, ma non ricorda che gestiva lui il parlamento quando nel 2012 il Mes fu approvato in Italia.
Conviene quasi rivalutare quelli che tengono il banchetto delle tre carte agli angoli delle strade. Bravo De Bellis a far saltare il banco del presidente Conte, senza manipolare le carte. Ma altro che Covid-19. I virus in Italia, nell'apparato dello stato, nel governo, nella così detta borghesia illuminata, sono assai di più. E in pochi li vogliono debellare. (Riproduzione riservata)