Neanche i colossi degli investimenti sono immuni al fascino dell’intelligenza artificiale. Lo sa bene il fondo sovrano norvegese Norges Bank Investment Management, il più grande al mondo con oltre 2.000 miliardi di dollari di masse in gestione, creato negli anni Novanta per investire i proventi dell’industria petrolifera del Paese scandinavo e che ora, più di trent’anni dopo la sua nascita, ha deciso di affidare lo screening dei suoi investimenti etici (in acronimo Esg) a Claude, l’intelligenza artificiale di Anthropic.
A differenza di OpenAI con il suo sofware ChatGpt, la rivale Anthropic (che con le sue innovazioni di prodotto ha di recente messo in subbuglio il mondo del risparmio gestito globale) si basa sull’approccio della cosiddetta AI costituzionale: il modello dell’algoritmo, in altre parole, non apprende solo in base ai feedback degli esseri umani che lo usano, ma facendo fede ad una serie di regole guida, come la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, e norme etiche.
Proprio per queste ragioni il fondo norvegese ha optato per il software della società di Dario e Daniela Amodei. Come ha specificato un portavoce alla Cnbc, il fondo ha iniziato a utilizzare il modello di intelligenza artificiale Claude di Anthropic nel lavoro quotidiano nel novembre 2024. Da allora, ha affermato, è diventato «uno strumento importante nel nostro monitoraggio del rischio Esg in tutto il portafoglio».
Gli strumenti di AI, si legge in un rapporto di Norges Bank Im presentato oggi, giovedì 26 febbraio, «ci aiutano a esaminare rapidamente un’ampia gamma di informazioni pubbliche che vanno oltre ciò che i provider di dati solitamente coprono. Laddove emergano rischi su temi chiave, il modello di intelligenza artificiale (llm, ndr) conduce ricerche più approfondite, fornendo riepiloghi contestuali».
Il fondo riceve in questo modo valutazioni quotidiane del rischio generate dall’AI, che analizzano gli investimenti effettuati già dal giorno precedente. In questo modo, il team di gestione può mettere in atto fin da subito i correttivi necessari. «Entro 24 ore dal nostro investimento, gli strumenti di intelligenza artificiale segnalano nuove società nel portafoglio azionario del fondo con potenziali collegamenti, ad esempio, a lavoro forzato, corruzione o frode», prosegue il report. «L’intelligenza artificiale sta cambiando il nostro modo di lavorare come investitori», ha affermato Nicolai Tangen, ceo del fondo Norges, aggiungendo che sostenibilità e governance «sono inseparabili dalla performance finanziaria».
L’anno scorso, tuttavia, alcune delle sue decisioni in materia etica hanno suscitato critiche, in particolare da parte della Casa Bianca di Donald Trump. A settembre, il dipartimento di Stato di Washington ha dichiarato di essere «molto preoccupato» per la decisione di Norges Bank Im di abbandonare le posizioni nel produttore americano di macchinari Caterpillar e in cinque banche israeliane, citando il «rischio inaccettabile» che le aziende contribuissero alle violazioni dei diritti nei territori palestinesi.
Il ministro delle finanze norvegese nonché ex Segretario Generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha risposto affermando che il disinvestimento «non è una decisione politica». (riproduzione riservata)